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L’ipertensione e bambini, il disturbo è in aumento

ottobre 11, 2018 10:00 am

La pressione alta non è più tipica solo degli adulti e anziani: purtroppo sono sempre più bambini a soffrirne, il 5% dei ragazzini è iperteso senza saperlo

L’ipertensione arteriosa colpisce circa il 5% della popolazione pediatrica. Una percentuale che supera il 20% se abbinata a obesità grave. Si tratta di un fenomeno in costante aumento tra bambini e ragazzi al punto che le ultime linee guida, emanate circa due anni fa, per la prima volta sono state espressamente dedicate alla fascia pediatrica. L’ipertensione caratterizzata dal riscontro di valori di pressione arteriosa più alti rispetto ai valori di riferimento per età, sesso e statura. Il campanello di allarme non è quasi mai dato da sintomi specifici. Vertigini, cefalea ed ipereccitabilità sono frequenti. Nei bambini con malattie che possono causare ipertensione è necessario un regolare controllo della pressione arteriosa, specialmente quando sono in terapia farmacologica.

 

Ipertensione nei bambini, un problema in aumento

L’incidenza dell’ipertensione arteriosa tra i bambini è in continua crescita sia per l’aumento dei casi di obesità, fattore di rischio direttamente correlato allo sviluppo di questa patologia, sia per il miglioramento delle metodiche di misurazione e per la disponibilità di valori di riferimento specifici per l’età pediatrica. La European Society of Hypertension ha infatti emanato a luglio di quest’anno le prime linee guida espressamente dedicate al bambino e all’adolescente. Dai dati risulta che il 5-6% di bambini e adolescenti in apparente buona salute in realtà è iperteso. Nei bambini obesi la percentuale sale fino al 22%. Nel 50-85% dei casi l’ipertensione dipende da cause secondarie: renali, endocrinologiche o da malformazioni dell’aorta. Nel 15-30% dei casi, invece, non si riesce a individuare una causa, si parla di ipertensione essenziale. Da studi eseguiti sui figli di genitori ipertesi è stato inoltre confermato che i valori pressori osservati in età pediatrica mantengono lo stesso trend anche in età adulta e che tali valori sono mediamente più elevati rispetto a coetanei senza familiarità.

 

L’importanza della diagnosi precoce

La diagnosi precoce dell’ipertensione è fondamentale poiché le complicanze della malattia non diagnosticata o non curata riguardano i cosiddetti organi bersaglio: il cuore, con l’ipertrofia del ventricolo sinistro, aumento della massa muscolare senza concomitante aumento di una vascolarizzazione che consenta la nutrizione del tessuto stesso; il rene con la perdita di proteine e l’insufficienza renale di vario grado; l’occhio con alterazione dei vasi retinici e conseguente retinopatia ipertensiva; il cervello con ictus, emorragia cerebrale e riduzione delle funzioni cognitive. Se poi un ragazzino iperteso non si cura in modo adeguato e subentrano altri fattori come eccesso di colesterolo, diabete e fumo di sigaretta, accelera il cosiddetto processo aterosclerotico, cioè la riduzione del diametro interno delle arterie fino alla completa ostruzione. Lo sviluppo o il verificarsi di queste complicanze dipende dalla durata e dal grado di ipertensione arteriosa non controllata o non diagnosticata. Il danno agli organi bersaglio, specie in età pediatrica, è generalmente reversibile o limitato dopo un adeguato trattamento farmacologico.

 

Meno sale, più movimento

Per la riduzione del problema, è bene ricordare l’importanza di una corretta alimentazione in termini di assunzione di calorie e di sodio: sale e cibi salati fin dai primi anni di vita e l’incidenza dell’obesità nell’insorgenza di questa patologia e di molte altre. È importante anche recarsi dal pediatra per i controlli previsti ricordandosi di far eseguire la misurazione della pressione e di far presente se in famiglia ci siano o meno casi di ipertensione. I bambini devono mangiare cibi privi di sale aggiunto almeno fino ai primi due anni di vita. Salumi, formaggi stagionati, cibi pronti vanno ridotti il più possibile. Attenzione anche ai dolci di preparazione industriale: sono molto ricchi di sodio.  Negli ortaggi, paste, riso, carni e pesce il sale va dosato con attenzione, giusto un pizzico e meglio ancora se iodato. Inoltre un ragazzino deve essere spinto a fare moto per perdere chili di troppo: il sovrappeso troppo spesso si accompagna a ipertensione.

 

Giorgia Andretti

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