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Con l’autunno tornano i pidocchi tra i capelli

settembre 28, 2018 10:00 am

Con il rientro a scuola si ricomincia a stare in classe con le testoline vicine vicine. I pidocchi, gli insetti amanti dei capelli, hanno il tempo di spostarsi tra i capelli da un bambino all’altro

 

In estate si parla poco di loro, i pidocchi, minuscoli insetti che infestano le testoline dei bambini. Quando però arriva l’autunno e inizia a fare fresco, ci si ritrova tutti al chiuso in asili, scuole e  ludoteche. Così i pidocchi hanno tutto il tempo di passeggiare e di raggiungere le teste dei bambini. I pidocchi non rappresentano un pericolo per la salute, ma devono essere evitati per un maggior benessere oltre che per ovvi motivi igienici. Ecco, quindi, come affrontare il problema e come, se possibile, prevenirlo.

 

I pidocchi si nutrono degli elementi del sangue umano

I pidocchi sono i parassiti che vivono nutrendosi del sangue dell’uomo. Il tipo di pidochcio che infesta l’uomo è il – pediculus humanus – colpisce il cuoio capelluto,  raggiunge la lunghezza di 4 millimetri ed è di colore grigio-biancastro. Il pediculus si attacca alla base del capello, punge il cuoio capelluto e deposita un liquido che provoca un fastidioso prurito. L’esemplare femmina sopravvive circa 3 settimane e depone circa 300 uova o lendin pronte a schiudersi e dare vita ad altri pidocchi dopo una settimana circa. Le lendini somigliano alla forfora, ma non cadono con un semplice colpo di spazzola. I pidocchi sopravvivono anche lontano dal corpo umano per 2 o 3 giorni. Le lendini possono persino rimanere vitali per 10 giorni circa prima di schiudersi, facilitando, di conseguenza, la trasmissione ad altri individui. Le punture dei pidocchi provocano vistose irritazioni della cute, accompagnate da prurito e da piccole pustole infette che si formano proprio perché la persona colpita tende a grattarsi. Di solito l’infestazione riguarda la nuca e le tempie. Il contagio può, invece, avvenire sia per contatto diretto sia indiretto, soprattutto quando ci si scambiano mollette, pettine e/o spazzola. In altre occasioni, la diffusione avviene dopo aver appoggiato il capo su poggiatesta, treno o al cinema,  o su cuscini precedentemente utilizzati da persone già infestate.

 

Come allontanare i pidocchi

La prima cosa da fare, se si tratta di un bambino, è tenerlo lontano dai coetanei per evitare il contagio è necessario l’isolamento. Nel caso del pidocchio che colpisce il cuoio capelluto, l’ideale sarebbe tagliare i capelli, ma in alternativa esistono numerosi prodotti sotto forma di shampoo, lozioni, crema fluida o polveri con cui bisogna lavare i capelli, come ad esempio il Tea Tree Oil. Di solito è sufficiente sottoporsi a un solo trattamento per eliminare tutti i parassiti, ma è opportuno ripetere una seconda applicazione dopo 7 giorni circa, per eliminare radicalmente anche i pidocchi nati dalle uova rimaste. Il primo trattamento infatti elimina i parassiti già adulti, ma non fa altrettanto con le lendini: alcune muoiono, altre però rimangono vitali e a distanza di una settimana si schiudono dando vita a una nuova colonia di pidocchi. Per staccare le lendini la soluzione migliore è applicare sulla zona infestata un impacco ben caldo di acqua e aceto in parti uguali da lasciare agire per qualche minuto. Quindi si passa tra i capelli un pettine a denti molto fitti.

 

È necessario disinfettare bene anche gli accessori

Bisogna lavare anche pettini e spazzole in acqua calda per 10 minuti, lenzuola e effetti personali come peluches o bambole che possono trattenere pidocchi vivi. Lo stesso vale per la biancheria intima. L’importante è che la temperatura di lavaggio sia superiore ai 60°. Se i capi sono troppo delicati per tale temperatura, è possibile chiuderli in un sacchetto con un prodotto in polvere specifico, lo stesso che si può usare per contrastare le piattole,i pidocchi del pube,  per almeno mezz’ora e lavarli poi a temperature inferiori. Non esistono prodotti in grado di prevenire una nuova infestazione di pidocchi e non sempre una scrupolosa igiene può eliminare totalmente il rischio. Si possono però prendere alcune misure evitando per esempio di scambiarsi spazzole e altri oggetti che entrano a contatto con i capelli.

 

Giorgia Andretti

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