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In aumento tra i bambini le diagnosi di cancro

settembre 25, 2018 10:00 am

L’Italia detiene un primato ben poco invidiabile: quello della frequenza dei tumori infantili, probabilmente a causa di agenti inquinanti presenti nell’aria, nell’acqua e nel terreno

È noto come l’inquinamento di acqua, aria e terra abbia ricadute negative sul benessere psico fisico e rappresenti un fattore determinante nello sviluppo di malattie a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare oltre che di patologie oncologiche. Di questo si è discusso nei giorni scorsi a Roma, in occasione del convegno – Emergenza cancro.  Fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti –  organizzato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale. Gli esperti hanno diffuso i dati di una mappa del 2016 tracciata dal Ministero della Salute, in cui sono presenti le aree più contaminate presenti nel nostro paese, associata all’eventuale rischio di sviluppare malattie oncologiche.

 

Casi di cancro quasi raddoppiati

I risultati emersi non sono rassicuranti: è stato registrato un incremento in alcune aree fino al del 90% in soli dieci anni. Le forme tumorali più diffuse sono quelle della tiroide, della mammella e il mesotelioma nelle zone prese in esame, causati dall’esposizione a sostanze tossiche, quali diossina, amianto, petrolio, policlorobifenili e mercurio. L’Italia, inoltre, detiene la maglia nera in Europa per quanto riguarda l’incidenza di malattie oncologiche in età pediatrica. È quanto emerge da uno studio condotto in 62 Paesi dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – IARC, in collaborazione con l’Associazione Internazionale dei Registri del Cancro e pubblicato nel 2017 su Lancet Oncology . La maggiore incidenza di tumori si registra nei bambini tra zero e quattordici anni e negli adolescenti tra i quindici e i diciannove anni nell’area del Sud Europa che comprende, oltre all’Italia, Cipro, Malta, Croazia, Spagna e Portogallo.

 

Più frequenti anche nei bambini

Anche l’ultimo rapporto Sentieri – Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento-  a cura dell’Istituito Superiore di Sanità rileva un’emergenza cancro tra i più giovani. I dati raccolti nel periodo 2006-2013 in ventotto dei quarantacinque siti italiani maggiormente inquinati hanno infatti sottolineato un incremento di tumori maligni del 9% nei soggetti tra zero e ventiquattro anni, registrando picchi del 50% per i linfomi Non-Hodgkin, del 62% per i sarcomi dei tessuti molli e del 66% per le leucemie mieloidi acute. I tumori infantili sono una patologia rara, eppure, nonostante i significativi miglioramenti prognostici degli ultimi decenni, il cancro rappresenta la prima causa di morte per malattia nei bambini che hanno superato l’anno d’età; come anche in questa fascia d’età, a partire dagli anni 1980-90, si sia assistito a un aumento significativo della frequenza dei tumori.

 

Le misure da adottare per limitare i danni

Leggendo queste notizie ci si sente impotenti: invece siamo proprio noi a poter cambiare la situazione con scelte consapevoli, a partire dagli acquisti piccoli o grandi di tutti i giorni. I nostri consumi possono modificare il mercato e nello stesso tempo costringere le aziende produttrici a essere veramente ecosostenibili: pretendiamo, quindi, alimenti, elettrodomestici e prodotti di uso quotidiano che siano scientificamente validati da Enti pubblici italiani. Ci sono poi semplici regole che ognuno di noi può seguire a casa propria per fare prevenzione ambientale – dall’utilizzo di bottiglie d’acqua in vetro anziché in plastica ai piccoli accorgimenti per migliorare la qualità e ridurre lo spreco di acqua potabile – e per evitare i danni causati dall’eccessiva esposizione all’inquinamento indoor e ai campi elettromagnetici.   Quello che facciamo oggi avrà ricadute tangibili tra trenta anni: dobbiamo quindi agire subito per consegnare alle future generazioni un ambiente sostenibile.

 

Lina Rossi

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