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La salute non va in vacanza, come gestire le emergenze

agosto 8, 2018 10:00 am

Al mare o in montagna, al lago o all’estero: anche in estate i bambini si ammalano e possono essere soggetti a febbre, mal di pancia, reazioni allergiche o cadute. Vediamo cosa fare

Ad agosto quasi tutti vanno in vacanza, tranne la salute: i malesseri dei nostri bambini sono sempre dietro l’angolo. Quando finalmente la famiglia è riunita per un sano e meritato relax, il piccolo di casa si ammala. Al dispiacere si aggiunge la difficoltà di reperire velocemente  un medico, perché lontani da casa. Per questa ragione, è bene, non appena arrivati nel luogo di vacanza,  procurarsi il numero della guardia medica pediatrica compresa quella per adulti, per maggiore sicurezza. I recapiti si trovano su internet oppure ci si può rivolgere a una farmacia. Un po’ più complicato se ci si trova all’estero: per questo sarebbe opportuno stipulare una piccola assicurazione sanitaria, soprattutto se si viaggia al di fuori dell’Unione europea. È anche bene avere a portata di mano i numeri telefonici dei centri antiveleni, nel caso il bambino ingerisse una sostanza o una pianta velenosa pericolosa.

 

Vediamo invece come gestire le emergenze quando si presentano.

 

In caso di febbre

È abbastanza normale che in estate i bambini siano colpiti da accessi febbrili con picchi elevati: 38-39 gradi e oltre. In questo caso, se il bambino è molto piccolo, sotto l’anno di età, è opportuno chiamare il pediatra. Se è più grandicello e la febbre si presenta come unico sintomo, per i primi due o tre giorni può essere gestita somministrano al bambino la quantità corretta di paracetamolto, ogni quattro-sei ore. E’ preferiile non esagerare con il dosaggio ma neanche non raggiungere la quantitò giusta, ovvero in base all’età e al peso del bambino come indicato sulla confezione, oppure il medico o il farmacista potranno fornire le indicazioni corrette. Il piccolo deve assumere molti liquidi, essere protetto dagli sbalzi di temperatura e seguire una dieta leggera, senza dolciumi e grassi. Se oltre alla febbre il bambino vomita ed è soggetto a rigidità dei muscoli delle gambe e alla nuca, è meglio portarlo in pronto soccorso.

 

Se ha mal di pancia

Il dolore addominale è frequentissimo nei bambini e potrebbe voler dire qualsiasi cosa. Il piccolo avverte mal di pancia se è soggetto a un periodo di stitichezza frequente in estate quando si cambiano le abitudini, oppure se ha esagerato a tavola. Ancora, il dolore addominale può essere collegato a mal d’auto oppure a un attacco di acetone, o ancora essere psicosomatico se il bambino è sensibile ed è un po’ agitato per la partenza. È bene quindi osservare i sintomi che si accompagnano al mal di pancia: se ha anche dissenteria e vomito potrebbe essere una forma di intossicazione alimentare, da sottoporre al pediatra e da curare con dieta, molti liquidi e sali minerali. Se ha solo vomito, senza febbre, potrebbe essere indigestione o un colpo di freddo. Se invece il mal di pancia è intenso, dura a lungo, si localizza dietro l’ombelico ed è accompagnato anche da da febbre alta, vomito e stitichezza, potrebbe essere un’appendicite. È bene contattare il pediatra per una visita.

 

Se è soggetto a una forma allergica

Quando un bambino è soggetto a manifestazioni allergiche, anche in vacanza  può arrivare la sintimatologia perché si entra in contatto con fonti allergeniche nuove:è sufficiente una sostanza alimentare in una preparazione al ristorante, il contatto con un’erba o la puntura di un’insetto. Per questa ragione è bene tenere sotto controllo ogni manifestazione insolita, per capire se il piccolo è entrato in contatto con una sostanza pericolosa. Il rischio principale viene dallo shock anafilattico, che si rischia soprattutto con il cibo o con il veleno degli imenotteri. Per questa ragione è essenziale portare sempre con sé lo stick all’adrenalina, da somministrare in qualsiasi momento: anzi, il bambino dovrebbe imparare a gestirlo in autonomia non appena ha l’età per capire il suo problema.

 

Sahalima Giovannini

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