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Le infezioni alimentari fioriscono con il caldo

agosto 6, 2018 10:00 am

Le infezioni e le tossinfezioni alimentari sono più frequenti quando fa caldo. In estate è quindi importante prestare massima attenzione alla conservazione dei cibi e all’igiene in cucina

 

Diarrea, vomito, febbre, malesseri generali possono essere tutti sintomi collegati all’ingestione di alimenti che mal sopportano le elevate temperature estive. Quando fa caldo, infatti, è più facile che i cibi entrino in contatto con tossine. i germi o entrambi. Sono questi a causare disturbi di salute ad adulti e bambini e sono proprio i più piccoli coloro che questi ultimi corrono più rischi. Vediamo quali sono le precauzioni da prendere.

 

Infezioni e tossinfezioni

Questi due termini vengono spesso usati come sinonimi, ma non si tratta dello stesso problema: le infezioni o intossicazioni sono causate dalla presenza di un microrganismo patogeno che però non produce tossine, mentre nelle tossinfezioni alimentari la responsabilità è di un batterio che causa anche la produzione di tossine: un esempio classico è il botulismo.

Di solito, sia le infezioni sia le tossinfezioni causano sintomi gastrointestinali come dissenteria, nausea, dolori addominali. Alcune tossinfezioni, come quella da botulino, possono causare anche disturbi neurologici, per esempio febbre, tremori, blocco neuromuscolare.

 

Facciamo la conoscenza con i germi  responsabili

Ci sono molti tipi di germi responsabili di malesseri. La Salmonella, è tra i più frequenti responsabili di intossicazioni alimentari. È presente nella carne cruda o poco cotta, soprattutto quella del pollo e del tacchino, nelle uova e nei latticini. La salmonella  viene neutralizzata  dalle alte temperature, quindi è bene consumare questi prodotti sempre ben cotti oppure pastorizzati, prestando attenzione soprattutto  alla maionese e ai cibi preparati con uova crude, come alcune  creme.  Il Campylobacter jejuni è una delle cause più diffuse di diarrea: è presente nella carne cruda di pollo e nel latte non pastorizzato. L’Escherichia coli è anch’esso presente nella carne poco cotta, ma può trovarsi anche negli ortaggi innaffiati con acqua contaminata dal batterio.  La Listeria monocytogenes è un germe meno diffuso, ma abbastanza pericoloso. Si annida soprattutto nelle croste di alcuni formaggi a pasta molle, come quelli di tipo francese e quelli con venature bluastre. Molto pericoloso è il Clostridium botulinum, un batterio che vive nel terreno e può quindi contaminare molti alimenti, soprattutto di origine vegetale: per evitare di entrarvi in contatto è bene evitare di consumare le conserve di verdure preparate in casa, come per esempio peperoni, melanzane, carciofi sott’olio. Il virus dell’epatite A, infine, si può trasmettere per via fecale-orale attraverso l’ingestione di acqua e alimenti contaminati, specie verdure e molluschi poco cotti o consumati crudi.

 

Che cosa fare

In caso di sospetta intossicazione alimentare è bene contattare il medico per sapere come agire. In realtà, quasi tutte queste infezioni si alleviano senza particolari precauzioni: è bene assumere molti liquidi e sali reidratanti, per ripristinare le perdite che si verificano attraverso la diarrea e il vomito. Dopo alcuni giorni di assunzione di soli liquidi, è possibile riprendere una alimentazione leggera, a base di alimenti ben cotti. Più importanti ancora sono le norme di prevenzione di queste intossicazioni. È bene preferire alimenti preparati con ingredienti cotti, soprattutto fuori casa come mense, ristoranti e buffet: i piatti devono essere ben caldi per essere certi che non siano sta ti troppo tempo all’aria. La frutta e gli ortaggi devono essere lavati con acqua assolutamente sicura e possibilmente sbucciati. In casa, prima di sedersi a tavola è importante lavarsi con cura le mani e chi prepara i cibi deve fare molta attenzione a tenere il piano di lavoro e tutti gli attrezzi della cucina ben puliti evitando di usare in tavola posate che sono state utilizzate, per esempio, per tagliare il pollame crudo o per mescolare le uova. Un cibo preparato in anticipo va messo subito in frigo e poi riscaldato fino a essere fumante. Ai bambini piccoli non vanno mai proposti piatti preparati con cibi crudi come tartare di carne o pesce, maionese, insalate russe e latticini non pastorizzati.

 

Lina Rossi

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