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Incontro ravvicinato con il vasino per dire ciao al pannolino

giugno 12, 2018 10:00 am

Con l’arrivo dell’estate è il momento giusto per abituare il bambino a dire addio al pannolino e ad abituarsi al vasino per la pipì prima e poi per la popò, gli incidenti sono inevitabili

E’ tra i due e i tre anni il periodo giusto per togliere il pannolino e il periodo estivo è il momento giusto per aiutare i bambini a dimenticarlo. Con il caldo, infatti, ci si veste poco ed è quindi facile abbassare un calzoncino quando il bambino avverte lo stimolo. Anche eventuali piccoli incidenti come una pipì che non si riesce a trattenere causa meno disagio perché il bambino non avverte freddo e può essere cambiato in fretta. L’importante è affrontare il passaggio con calma mettendo in conto qualche piccolo incidente.

 

Quando vescica e sfinteri sono pronti

Il momento giusto per iniziare a togliere il pannolino è tra i 24 e i 36 mesi circa, con piccole differenze a seconda della maturità individuale di un bambino. Prima dei due anni, quindi, è inutile forzare il piccolo, fisiologicamente non è ancora in grado di riconoscere lo stimolo della vescica e meno ancora quello degli sfinteri anali. La fretta o fare paragoni con gli altri bambini quindi, non ha senso. L’approccio al controllo degli sfinteri presuppone un processo che può durare qualche settimana o qualche mese, durante questo periodo i bambini passano da un ruolo del tutto passivo, non si accorgono di fare pipì e popò, a un ruolo attivo, in cui riconosce lo stimolo e impara progressivamente a trattenere.

 

Abituarlo con calma e senza rimproveri

Come accorgersi che è il momento giusto? Se, toccando il pannolino, ci si accorge che è asciutto dopo molte ore, è possibile che il bambino abbia imparato a trattenere le urine. In questo caso, è bene coinvolgere il piccolo, suggerendogli di andare a sedersi sul suo nuovo vasino, che naturalmente sarà comodo, colorato, a forma di moto o di cavallino, l’importante è che la forma sia scelta da lui, ormai è un bimbo grande. Il vasino sarà parcheggiato preferibilmente in bagno, ma anche in cameretta se il piccolo è più a suo agio: una volta seduto, lo si lascia tranquillo e forse il bambino, rilassandosi, potrà fare la pipì. Il risultato lo riempirà di orgoglio e lo spronerà a ottenere lo stesso risultato la volta successiva. Il più delle volte però non succede niente: il bimbo fa la pipì addosso non appena si rimette in piedi oppure se gli viene fatto indossare il rassicurante pannolino. Nulla di grave: succede a tutti.

 

Avere il coraggio di osare

Altri genitori, proprio approfittando del caldo, scelgono una via più drastica: via il pannolino una volta per tutte, anche a costo che il piccolo si faccia la pipì addosso in ascensore, ai giardini, al supermercato. Certo è un disagio, ovviamente è obbligatorio pulire, ma a volte è l’unico modo per far imparare al bambino quando è il momento di avvisare mamma o papà dello stimolo. Dopo una serie di incidenti, il piccolo imparerà a riconoscere la sensazione di urgenza e a comunicarla, per evitare il disagio di essere bagnato. Con le feci è più complesso e può volerci più tempo. Il consiglio è di lasciare giocare il piccolo seduto sul vasino, magari dopo aver mangiato o dopo essere stato abbastanza in piedi. Non importa se ci vorrà del tempo: una volta che l’agognato mucchietto sarà sul fondo del vasino, il piccolo dovrà essere lodato. Così, poco per volta, diventerà autonomo nelle sue funzioni fisiologiche.

 

Giorgia Andretti

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