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Stitichezza nei bambini, come intervenire

giugno 6, 2018 1:00 pm

Sì a un cambiamento dello stile di vita, no ai farmaci a meno che non siano suggeriti in casi necessari e prescritti dal pediatra: la stipsi nei bambini si cura con sistemi più naturali

Ciascuno di noi ha i propri ritmi nell’evacuazione: c’è chi va di corpo ogni giorno, chi a giorni alterni, chi solo due o tre volte alla settimana. L’importante è che il ritmo sia regolare e ci si senta bene. Se invece compaiono dolori, irritabilità, crampi e a volte nausea e difficoltà di evacuazione si parla di stipsi, un disturbo frequente nei bambini. Secondo gli esperti dell’Associazione Culturale Pediatria – ACP, nella maggior parte dei casi la stitichezza si può trattare semplicemente modificando abitudini e stili di vita, senza dover ricorrere ai farmaci.

 

Le cause della stipsi

A causare stitichezza di solito sono errori della dieta, può essere povera di fibre e di liquidi. Anche l’assunzione di medicinali, come per esempio gli antibiotici può rallentare la funzionalità intestinale oppure malattie anche banali come una semplice influenza, lo stare a letto, infatti, non favorisce il transito delle feci. Inoltre, nel periodo tra i due e i cinque anni, quando si cerca di eliminare il pannolino, il bambino si allena a trattenere le feci imparando così il controllo degli sfinteri. In questa fase delicata, il bambino può arrivare a controllare in modo rigido i suoi sfinteri fino ad arrivare ad una situazione chiamata encopresi. Oppure può succedere se si è in viaggio e si cambiano le abitudini che il controllo degli sfinteri ne risente perché come gli adulti, anche i bambini sono amanti delle routine. Se la stipsi non si risolve può tendere a peggiorare, poiché più tempo le feci rimangono nell’intestino, più acqua si perde, diventando sempre più dure. A volte quindi possono essere necessari dei farmaci per ammorbidire le feci o rimuoverle, ma è bene non somministrare mai lassativi o clisteri senza il parere del pediatra.

 

Le buone abitudini possono essere decisive

Ci sono alcune abitudini che possono aiutare a prevenire questo disturbo. Se il bambino è allattato al seno, l’alimentazione materna deve essere ricca di fibre presenti in frutta, verdure, legumi e cereali integrali: queste passano nel latte e aiutano il piccolo a migliorare le funzioni intestinali. Se il bambino invece è alimentato con latte in polvere, è essenziale offrirgli spesso acqua tra una poppata e l’altra perché spesso questo prodotto è molto concentrato e povero di liquidi essenziali per il bambino. All’inizio dello svezzamento, è importante proporre sempre frutta e verdure fresche di stagione. Tra la frutta, le varianti più ricche di fibre sono le pere, le prugne, le ciliegie, le pesche ed i kiwi se il bambino non è allergico. Anche i legumi di tutti i tipi, gli spinaci, le erbette, la pasta integrale aiutano il bambino ad avere un intestino regolare. Dopo lo svezzamento è importante che il bambino assuma liquidi a sufficienza. Anche una corretta attività fisica aiuta a combattere la stitichezza. Una passeggiata a piedi dopo il pasto o un gioco in casa in posizione eretta aiuta le feci a procedere lungo il tratto intestinale. Per evitare l’encopresi, è importante abituare il bambino a dedicare il giusto tempo al momento della popò: se ci si accorge che durante il gioco si sta trattenendo, è bene distoglierlo con dolcezza e condurlo in bagno, promettendogli di tornare al più presto alla sua attività preferita.

 

Sahalima Giovannini

 

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