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Asma: le terapie immunologiche sono fuori dal SSN

maggio 11, 2018 10:00 am

Sempre più bambini soffrono di asma, la malattia può evolvere in uno shock respiratorio. Eppure solo due bambini su cento hanno accesso all’immunoterapia specifica

L’asma colpisce tre milioni di italiani, i bambini in percentuale doppia rispetto agli adulti. Ma solo il 2% ha accesso all’immunoterapia allergene specifica, la cura più efficace secondo gli esperti: a pesare sono i costi, in Italia sono completamente a carico delle famiglie. In occasione della Giornata Internazionale dell’asma, lo scorso 2 maggio, Federasma e Allergie Onlus promuovono iniziative di informazione ed esami gratuiti in molte città italiane: al Policlinico Umberto I di Roma, all’Ospedale Careggi di Firenze, al Misericordia e Dolce di Prato.

Le spese a carico delle famiglie

La Federazione si batte da anni affinché il Servizio sanitario nazionale prenda in carico e renda gratuita l’immunoterapia specifica. Il costo medio per il trattamento è di 500-800 euro annui, a seconda del tipo, e durante il quale il paziente va seguito costantemente dal medico. La spesa deve essere sostenuta per almeno tre -cinque anni, in funzione della risposta al trattamento. Essendo la terapia totalmente carico del paziente, non di rado viene sospesa per l’impossibilità economica delle famiglie. L’Associazione allergologi-immunologi italiani sottolinea che nonostante le recenti linee guida European Academy of Allergy and Clinical Immunology -EAACI –  l’efficacia dell’immunoterapia specifica, i dati sul reale uso evidenziano un trend decrescente del numero di persone trattate negli ultimi quattro anni.

 

Di che cosa si tratta

L’asma è un disturbo respiratorio che provoca una ostruzione delle vie aeree: la persona colpita da un attacco d’asma avverte una sensazione di mancanza d’aria e difficoltà respiratoria, la cosiddette dispnea o fame d’aria e respiro sibillante. E’ un disturbo molto diffuso, colpisce in Italia circa il 4-6% della popolazione. Di solito l’asma insorge durante l’infanzia, prima dei 7 anni, e rappresenta la principale causa dei ricoveri ospedalieri per i bambini. La crisi di asma è provocata da una serie di fattori concomitanti: prima di tutto è responsabile un’effettiva intolleranza dei bronchi verso una determinata sostanza. La seconda causa va ricercata nella particolare sensibilità dei bronchi delle persone asmatiche, tendono infatti, a restringersi non appena le condizioni ambientali diventano più difficili come quando fa freddo oppure è umido; alcuni individui sono colti dalla crisi anche soltanto quando compiono uno sforzo fisico o scoppiano in una risata. E’ stato infine provato che le manifestazioni allergiche tendono a presentarsi con più frequenza in seguito a una infezione bronchiale o nasale. Nel nostro speciale combattere l’asma altre informazioni utili.

 

Più a rischio i bambini

I piccoli sono più a rischio poiché il loro sistema immunitario non è ancora completamente formato e quindi reagisce in modo esagerato agli stimoli esterni. E’ opportuno che i genitori prendano qualche precauzione per tutelare i piccoli dagli attacchi. Durante la gravidanza, la mamma non deve fumare né esporsi in modo continuativo a sostanze che potrebbero causare reazioni allergiche, come i prodotti chimici. E’ necessario insegnare al bambino a gestirsi autonomamente: deve imparare a riconoscere i sintomi e a utilizzare in modo appropriato gli spray decongestionanti, soprattutto se ha già iniziato ad andare a scuola e non c’è la mamma a seguirlo. E’ importante  avvisare gli insegnanti della malattia del bambino per garantirgli una adeguata assistenza e l’eventuale esonero da attività sportive intense. Dietro controllo medico, però, è importante che il bambino pratichi dello sport, per il suo benessere psico-fisico.

 

Giorgia Andretti

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