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Facciamo la conoscenza con lo Streptococco

aprile 13, 2018 10:00 am

Oggi lo streptococco, il batterio responsabile di molte infezioni, si può curare anche se le complicanze possono spaventare. Come riconoscerlo se il bambino ha mal di gola

Prima dell’arrivo degli antibiotici, i mal di gola da streptococco facevano davvero paura per il rischio di complicanze, soprattutto a carico del cuore. Oggi queste infezioni riescono a essere tenute sotto controllo, ma è bene comunque non trascurare mai un mal di gola che non se ne va. Potrebbe trattarsi di una infezione legata a questo batterio, contro il quale purtroppo gli antibiotici oggi sono sempre meno efficaci a causa del fenomeno chiamato antibiotico-resistenza, legato all’abuso di terapie antibiotiche inappropriate che ha prodotto il fenomeno che sta indebolendo l’efficacia dell’azione di contrasto. Per questa ragione è opportuno conoscere bene questo batterio e capire quali sono i suoi segni nella malattia.

 

Un batterio con molte varianti

Lo streptococco è un batterio di cui esistono vari tipi, molti dei quali non provocano malattie. In alcuni casi, può causare faringotonsilliti, otiti, meningiti, polmoniti, infezioni generalizzate ed endocarditi: le infezioni della cavità interne o delle valvole del cuore. Anche la scarlattina, la malattia reumatica e un’infiammazione del rene: la glomerulonefrite sono malattie causate dallo streptococco. Il mal di gola è tra i sintomi più frequenti nei bambini e negli adulti con un’infezione delle alte vie respiratorie. Il dolore è un segno dell’infiammazione che può coinvolgere la faringe o anche le tonsille, possono infatti aumentare di volume, arrossarsi e ricoprirsi di un materiale biancastro. Si tratta delle cosiddette placche, causate dalla reazione del sistema immunitario all’infezione. Le placche non sono sempre sinonimo di streptococco e possono comparire anche a causa di infezioni virali. Per questo non bisogna mai iniziare la terapia antibiotica senza prima aver verificato la presenza dello streptococco con un tampone. Se il tampone è positivo, si assume l’amoxicillina, da prendere per bocca per dieci giorni. La terapia deve iniziare entro nove giorni dal manifestarsi del mal di gola, ma non prima di aver eseguito il tampone, l’esame microbiologico del cavo faringeo. La cura prima di tutto ha lo scopo di prevenire le complicanze. L’esame del sangue TAS ovvero il titolo antistreptolisinico, conferma o meno la presenza dello streptococco del tipo Beta-emolitico.

 

Quando si rischiano complicanze

Una complicanza oggi rara è la malattia reumatica, un evento infiammatorio acuto che si manifesta dopo un’infezione da streptococco e si presenta con febbre, dolori e gonfiori articolari. Può interessare anche il cuore, colpendo tipicamente le valvole cardiache e il sistema nervoso centrale, causando movimenti involontari soprattutto degli arti. Viene riscontrata con maggiore frequenza fra i cinque e i quindici anni, mentre è assai rara al di sotto dei 4 anni. Il trattamento della fase acuta si basa sull’eradicazione dello streptococco con l’antibiotico, sull’uso di anti-infiammatori non steroidei, per eliminare febbre e dolori articolari, e su un breve ciclo di cortisonici in caso di coinvolgimento del cuore. Le infezioni da streptococco sono associate anche alle Pandas, termine che sta ad indicare un disordine neuropsichiatrico di tipo autoimmune associato allo streptococco. La comunità scientifica non ha ancora riconosciuto questa associazione anche se il test SBEA – test dello Streptococco Beta emolitico di Gruppo A risulta positivo. Anche se non è ancora una ipotesi non confermata è opportuno per sicurezza curare bene lo streptococco.

 

Lina Rossi 

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