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La pertosse è tornata tra di noi

aprile 6, 2018 10:00 am

Sta tornando a diffondersi la tosse convulsa, meglio conosciuta come pertosse, una malattia pericolosa soprattutto per i più piccoli. Assicuriamoci di aver effettuando la vaccinazione

 

La pertosse o tosse asinina o ancora convulsa come la chiamavano le nonne, sta tornando purtroppo a far parlare di sé dopo anni di silenzio, sia negli USA sia in Europa. La responsabilità non sta nel fatto che il vaccino disponibile è meno efficace, ma nel fatto che sta venendo meno la copertura vaccinale perché ci si vaccina meno un po’ ovunque. Lo afferma uno studio coordinato dall’università del Michigan e pubblicato su Science Translational medicine.

 

Meno vaccini, più casi

I ricercatori hanno scoperto che l’inizio delle vaccinazioni negli anni ’40 ha portato a una diminuzione di ben cento volte dell’incidenza della malattia grazie alla presenza di un gran numero di bambini protetti dal vaccino e di adulti che avevano l’immunità naturale acquisita venendo a contatto con la malattia. Nei decenni i secondi sono diminuiti, e sono aumentate invece le persone suscettibili perché troppo grandi per essere vaccinate e senza immunità naturale. Lo studio ha anche dimostrato che l’attuale vaccino non è inefficace, come suggerito da alcune ricerche, fornisce una protezione di dieci anni per il 90% e a scemare fino a fine vita per il 55%. La fascia di età più suscettibile alla malattia attualmente è quella tra cinque e i dieci anni, seguita da quella tra dieci e venti. È quindi importante scegliere il vaccino, che è comunque consigliabile a tutte le età.

 

Pertosse, di che cosa si tratta

La pertosse è una malattia provocata dalla Bordetella pertussis, un batterio che può colpire a ogni età. Nei bambini, soprattutto in quelli piccoli, si manifesta con i tipici accessi di tosse costituiti da venti o anche trenta colpi consecutivi che impediscono addirittura di respirare e che possono causare accessi di vomito. La sequenza di colpi di tosse è seguita da una lunga fase di apnea e da un sibilo acuto simile al raglio di un asino. Possono comparire anche malessere, febbre, debolezza, inappetenza e talvolta la malattia si complica provocando encefalite e polmonite, pericolose soprattutto nel caso dei bambini e dei ragazzi. La pertosse se contratta nel primo anno di vita, può anche causare il decesso, cosa che avviene in un caso su mille. La pertosse può essere curata con gli antibiotici attivi contro la Bordetella: eritromicina, azitromicina, claritromicina e rokitamicina. Il trattamento è utile per eliminare la Bordetella e quindi per evitare la diffusione della malattia. È tuttavia poco efficace nel ridurre il rischio di complicanze, soprattutto dell’encefalite. Proprio per questo motivo è importante che vengano garantite elevate coperture vaccinali effettuando tutti i richiami come previsti  dal programma vaccinale del  Ministero della Salute.

 

Il vaccino attuale funziona ancora

Oggi sono ancora attivi ed efficaci i vaccini antipertosse acellulari, contengono soltanto gli antigeni, ossia le parti in grado di stimolare la reazione immunitaria e, quindi, di favorire la produzione di anticorpi. I tipi acellulari non contengono le tossine responsabili degli effetti collaterali, che sono praticamente scomparsi nei nuovi tipi. Vi sono diversi tipi di vaccini acellulari, contenenti un numero variabile di antigeni ed è stato osservato che i vaccini trivalenti sono più efficaci dei vaccini mono e bi-valenti. I vaccini acellulari sono stati iniettati a tutti i nuovi nati, a partire dagli anni Novanta. In Italia, il vaccino acellulare contro la pertosse è presente nel nuovo vaccino esavalente, immunizza come dice la parola per sei malattie: oltre alla pertosse, è attivo contro difterite, epatite B, infezioni da Haemophilus influenzae tipo b (Hib), poliomielite e tetano. È quindi importante sottoporsi alla vaccinazione, ha la capacità di contenere le epidemie e riesce a tutelare una popolazione a patto che ci sia una copertura vaccinale di almeno il 90%.

 

Lina Rossi

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