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Viaggi in auto senza il mal d’auto

luglio 24, 2009 12:43 pm

Sono molti i bambini che soffrono di questo disturbo e che finiscono per “odiare” trasferte e spostamenti. Ecco i consigli e i rimedi sanitari per affrontare in serenità le vacanze. È il momento della partenza per le vacanze e l’entusiasmo è alle stelle. I bambini non vedono l’ora di mettersi in viaggio, l’idea stessa del…

Viaggi in auto senza il mal d’auto

Sono molti i bambini che soffrono di questo disturbo e che finiscono per “odiare” trasferte e spostamenti. Ecco i consigli e i rimedi sanitari per affrontare in serenità le vacanze.

È il momento della partenza per le vacanze e l’entusiasmo è alle stelle. I bambini non vedono l’ora di mettersi in viaggio, l’idea stessa del tragitto da percorrere li eccita e stimola la loro fantasia e la loro curiosità. Se però i piccoli soffrono di chinetosi – termine scientifico del comune “mal d’auto” – il viaggio può trasformarsi in un’esperienza piuttosto spiacevole. Vediamo insieme come prevenire questa fastidiosa evenienza e come correre ai ripari se il disturbo si manifesta.

Quando si manifesta
Una premessa è necessaria: non tutti i bambini soffrono di chinetosi, ma alcuni, purtroppo, sì. Per questi piccoli e per i loro genitori il viaggio può rivelarsi molto faticoso. La chinetosi comincia a manifestarsi nei soggetti che ne soffrono a partire dai 2-3 anni di età; in genere si protrae fino all’adolescenza e spesso regredisce in maniera consistente intorno ai 20 anni. I sintomi sono facilmente riconoscibili perché poco dopo l’inizio del viaggio il bambino manifesta un senso di malessere generale, pallore, vertigini, mal di testa e nausea. Nei casi più seri, la nausea si fa inarrestabile, il piccolo vomita e a volte sono necessarie molte ore dopo la fine del viaggio perché ritorni in condizioni di benessere fisico.

Quali sono le cause
La chinetosi – letteralmente malattia da movimento – è un complesso di disturbi che si manifestano quando il nostro corpo è trasportato passivamente: in automobile, in nave, in aereo o anche sulle giostre. La causa dei disturbi risiede nei centri nervosi che regolano l’equilibrio, che si trovano nell’orecchio interno, in un complesso anatomico detto apparato vestibolare. Qui, infatti, in alcune sedi, è contenuto un liquido le cui oscillazioni danno al sistema nervoso gli stimoli relativi alle sensazioni che riguardano il nostro corpo e la sua posizione nello spazio. Anche gli occhi hanno un ruolo nella genesi di questi disturbi: essi infatti trasmettono messaggi alla sede del senso dell’equilibrio: gli stimoli incoerenti tra occhio e orecchio – quando ad esempio il corpo viene trasportato passivamente e il paesaggio gli scorre a lato – possono confondere e alterare le percezioni dell’apparato vestibolare. Non tutti soffrono di chinetosi allo stesso modo: alcune persone sono maggiormente stimolate dai movimenti verticali caratteristici delle navi o dei vuoti d’aria degli aerei, altre invece soffrono di più le accelerazioni oppure le curve e non sopportano quindi i viaggi in automobile; non a caso comunemente si parla di mal d’auto, mal di mare e mal d’aria. In ogni caso sono comunque i movimenti, improvvisi o ripetuti, oscillatori oppure dalla velocità incostante, o anche una postura anormale o irregolare a determinare il disturbo sui delicati meccanismi dell’equilibrio dell’orecchio interno.

Cosa fare prima di partire
Se il piccolo è al suo primo viaggio, è bene partire preparati, seguendo alcune semplici regole che possono aiutarvi ad affrontare il viaggio serenamente. È buona abitudine partire a stomaco pieno dopo un pasto leggero e asciutto e portare con sé dagli snack che riescano ad attenuare l’eventuale senso di nausea e vuoto allo stomaco: crackers o grissini andranno benissimo. Meglio evitare invece di bere molto: solo acqua, e solo quando serve.
Se invece il piccolo ha già avuto problemi in passato, è bene avere qualche accortezza in più.
Durante il viaggio bisogna fare in modo che il bambino mantenga quanto più possibile una posizione stabile e comoda, evitando bruschi movimenti della testa e del corpo. Conviene scegliere i punti più stabili del veicolo: i posti sull’ala in aereo, quelli centrali in nave. In automobile, se è possibile, meglio scegliere il posto anteriore visto che lo scorrere del paesaggio di lato può accentuare il disturbo. Può essere utile mantenere lo sguardo circa a 45° al di sopra dell’orizzonte, soprattutto se si viaggia in mare, ed evitare di fissare le onde o i punti in movimento. Se c’è spazio a sufficienza e un punto adeguato per stendersi, la posizione supina va bene. In alternativa, in macchina, la posizione seduta semisdraiata, con la testa ben ferma, è la migliore.
E poi, visto che il disturbo ha una valenza psicologica, è meglio non restare a lungo in silenzio. Piuttosto bisognerebbe cercare di distrarre il bambino, chiacchierando tranquillamente con lui o intrattenendolo con musica e canzoncine. Non è una buona idea, invece, scegliere come passatempo un libro: avere la testa china e lo sguardo fisso mentre il resto del corpo percepisce il movimento non aiuterà il piccolo a sentirsi meglio.
Se si viaggia in automobile bisogna evitare di fumare e assicurare sempre un ricambio d’aria. È bene inoltre fare ogni tanto una sosta per fare camminare il bambino e fargli respirare un po’ di aria fresca e ossigenata. Se si viaggia in mezzi comuni e affollati, come le navi, è meglio evitare i luoghi in cui l’aria è rarefatta e c’è confusione. L’ideale è trovare uno spazio in cui ci sia aria a sufficienza. Una passeggiata sul ponte può distrarre il bambino. Se è possibile, in linea di massima è consigliabile viaggiare nelle ore notturne, in modo che il bambino possa addormentarsi e non avvertire il disturbo.

I farmaci adatti
Se si è già sperimentato che il piccolo mal sopporta il viaggio, può essere indispensabile ricorrere ai rimedi contro la chinetosi. In commercio ce ne sono molti, disponibili anche in dosi pediatriche. In genere si tratta di farmaci che vanno assunti prima dell’inizio del viaggio. Il pediatra di famiglia è certamente un valido aiuto nella scelta del farmaco più adatto all’età e al tipo di disturbi manifestati dal bambino. In genere, le compresse, da prendere mezz’ora prima della partenza, sono efficaci ma provocano sonnolenza. Ai bambini più grandi si possono somministrare anche gomme da masticare a base di dimenidrinato, sostanza che ha un effetto diretto e sedativo sul sistema nervoso centrale e aiuta quindi ad attenuare le sensazioni legate ai movimenti del viaggio. In alternativa, si possono scegliere i cerotti a base di scopolamina, un principio attivo anti-nausea e antivomito. I cerotti si applicano dietro le orecchie almeno due ore prima di iniziare il viaggio.
Un’altra possibilità è quella di ricorrere ai rimedi “dolci” delle medicine non convenzionali. Uno molto diffuso, che si acquista in farmacia pur non essendo un farmaco, è il braccialetto anti-vomito. È commercializzato in Italia già da qualche anno e si basa sui principi dell’antichissima medicina Cinese (agopuntura/digitopressione). Il bracciale si indossa proprio come un normalissimo monile. La sua azione si basa sulla pressione del punto P6 dell’agopuntura, situato 2 pollici cinesi sopra la linea distale del polso. L’effetto benefico è la riduzione del senso di nausea. Questo metodo, che non ha controindicazioni, dà in genere buoni risultati con grandi e piccini. Al termine del viaggio il bracciale si toglie senza alcuna conseguenza particolare. Anche l’omeopatia suggerisce i suoi rimedi: Cocculus-Heel in compresse, gocce o fiale, Apomorfin-Heel in gocce e China Rubra in granuli. Prima di partire, il consiglio del medico omeopata saprà suggerire i rimedi e i dosaggi più adatti.

 

Sabrina Ficco

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