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La tubercolosi colpisce ogni anno due milioni di giovani

marzo 1, 2018 10:00 am

In tutto il mondo ogni anno contraggono la tubercolosi due milioni di ragazzi. Solo in Italia sono 680: la malattia può essere prevenuta con l’igiene e stile di vita sano

Tosse e gocce di sangue nel fazzoletto: è l’immagine collettiva della tubercolosi, un tempo chiamata mal sottile, una malattia che si pensa appartenga al passato. Invece è un problema ancora attuale, soprattutto nei paesi disagiati. Si stima che, nel mondo, quasi due milioni tra bambini e ragazzi di 10-24 anni siano colpiti ogni anno dalla malattia. Rischiano di più quelli di età compresa tra 20 e 24 anni. Sono le cifre riferite in un lavoro pubblicato sull’European Respiratory Journal, fornisce le prime stime globali sulla malattia relativamente ai giovani. Anche in Italia il fenomeno è presente: nel 2016 sono stati infatti trattati per tubercolosi 680 ragazzi tra i 15 ei 24 anni segno che la TBC è sempre più aggressiva

 

Pericolo per i giovani adulti

Una ricerca condotta da esperti dell’Università di Melbourne in Australia ritiene che il rischio di tubercolosi aumenti nell’adolescenza per un mix di fattori biologici e sociali. I giovani spesso sviluppano forme infettive della malattia, complice l’alto range di contatti sociali al di fuori del proprio contesto familiare. Di conseguenza, oltre a soffrire di più di tubercolosi, adolescenti e giovani adulti contribuiscono al continuo contagio. Per l’Europa si stimano 5000 casi l’anno tra 10 e 14 anni, 14 mila tra 15 e 19 anni, 27 mila tra 20 e 24, 46 mila casi complessivi. Il maggior numero di nuovi casi si stima riguardi il Sud dell’Asia e l’Africa Sub-sahariana, rispettivamente con 721.000 e 534.000 giovani di 10-24 anni che si sono ammalati. D’altra parte è bene precisare che la tubercolosi non si contrae con la stessa facilità con cui ci si ammala di raffreddore o influenza.

 

Di che cosa si tratta

La tubercolosi è una malattia infettiva, causata da un batterio, il Mycobacterium tubercolosis o bacillo di Koch che causa la formazione di noduli, i tubercoli appunto, in vari organi del corpo. La zona più colpita dal bacillo di Kock  e quindi dalla TBC sono i polmoni,  ma i tubercoli possono comparire anche nella pelle, nelle ossa, nell’intestino, ai reni o alla vescica, ai genitali e all’apparato linfatico. Il microrganismo si può diffondere attraverso l’apparato respiratorio, cioè quando una persona inala i bacilli contenuti in goccioline di saliva di un altro individuo infetto, sparse nell’aria con i colpi di tosse o gli starnuti. L’altra via frequente di diffusione è attraverso l’apparato digerente, quando cioè si ingeriscono cibi infetti o si usano posate utilizzate in precedenza da una persona ammalata. La tubercolosi compare più facilmente tra le persone che vivono in condizioni economiche ed ambientali disagiate, in luoghi malsani ed eccessivamente umide e, soprattutto, non si nutrono in modo adeguato. La tendenza ad ammalarsi si manifesta maggiormente quando queste persone si trasferiscono nelle grandi città e sono quindi costrette ad adattarsi a vivere in ambienti sovraffollati, con un livello igienico insufficiente.

 

Come si scopre

La tubercolosi può essere diagnosticata con una visita medica accurata, cui si devono far seguire una radiografia del torace, che evidenzia la presenza dei tubercoli. Per avere la certezza che si tratti di tubercolosi, però, è necessario eseguire l’esame dell’espettorato. Questo test si effettua esaminando al microscopio un campione dell’espettorato della persona che si sospetta malata, per individuare la presenza dei bacilli di Koch. Tutti questi esami, che si possono eseguire con facilità nei paesi industrializzati, non sempre sono accessibili nelle zone del mondo disagiate. Anche per questo motivo, la tubercolosi si diffonde maggiormente in quelle aree. I farmaci oggi a disposizione sono in grado di uccidere i germi responsabili della malattia. In genere si impiegano due o tre farmaci in combinazione tra di loro, come la rifampicina, l’etambutolo, l’isoniazide. Sono essenziali le misure igieniche: non vivere in condizioni di promiscuità, seguire una alimentazione corretta, bere solo latte pastorizzato e trascorrere del tempo all’aria aperta.

 

Lina Rossi

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