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Celiachia, un disturbo in costante aumento

febbraio 23, 2018 10:10 am

Sono sempre più numerose le persone in Italia ad essere portatori di celiachia, un disturbo autoimmune che rende intolleranti alla proteina del frumento e causa disturbi della crescita

Sempre più persone, in Italia, soffrono di celiachia, impropriamente detta intolleranza al glutine, in realtà si tratta di un problema autoimmune che causa uno stato infiammatorio cronico. Le diagnosi di celiachia nel 2016 sono state ben 15.569, 5.000 in più rispetto all’anno precedente. In totale gli individui celiaci sono 198.427 di cui 2/3 appartenenti alla popolazione femminile e 1/3 a quella maschile. Molti, però, sono gli italiani che non sanno di essere portatori di celiachia: secondo le stime, sono circa 408.000, i celiaci che non sanno di esserlo. E’ il quadro tracciato nell’ultima Relazione annuale del ministero della Salute al Parlamento sulla celiachia, relativa al 2016. Le Regioni in cui si sono registrate maggiori nuove diagnosi sono la Lombardia con +5.499 diagnosi, seguita dal Lazio con +1.548 diagnosi e dall’Emilia Romagna con +1.217. Secondo gli esperti, la celiachia è una malattia sommersa alla quale è importante che il sistema sanitario dia la priorità, individuando sul territorio i presidi del Servizio Sanitario Nazionale per la diagnosi della celiachia ai fini delle esenzioni, dando così le stesse opportunità diagnostiche ai cittadini.

 

Come accorgersi se si è celiaci

Il sintomo della celiachia consiste in una reazione immunitaria al glutine, proteina presente nel grano e in altri tipi di frumento, mentre è completamente assente nel riso e nel mais. A un certo punto della vita, una persona diventa incapace di attaccare, digerire e assimilare il glutine. Secondo gli esperti succede per una sorta di predisposizione di fondo, alla quale si aggiunge un fattore esterno come un’infezione virale. Di recente è stato puntato il dito sull’ infezione dal Rotavirus, un virus che colpisce l’intestino ed è grave soprattutto per i bambini piccoli, per il quale esiste il vaccino, sensibilizzando le mucose intestinali al glutine. In pratica, una volta che la persona con celiachia ingerisce un alimento a base di glutine, si verifica una reazione autoimmune: l’organismo produce auto-anticorpi che attaccano le proprie strutture, in questo caso le pareti intestinali. I villi si appiattiscono, non svolgono più la loro funzione di assorbimento dei nutrienti e un bambino cresce poco, compaiono dolori addominali, scariche diarroiche, debolezza e anemia.

 

Come affrontare il disturbo

Vanno però considerati altri sintomi insospettabili: nella donna, per esempio, mestruazioni molto dolorose, difficoltà a concepire possono essere legate a una celiachia latente. È quindi importante rivolgersi a un centro specializzato in caso di dubbio, ricordandosi che si può diventare celiaci a qualsiasi età. Oggi la diagnosi è anche meno invasiva rispetto a un tempo. Oltre che sulla storia personale e medica, oltre che sulla valutazione dei sintomi il medico prescrive un esame del sangue per la ricerca di anticorpi,  detti anti-endomisio, che sono indicati della celiachia. Un tempo, invece, la diagnosi era più invasiva e si raggiungeva esclusivamente con esame endoscopico e il prelievo di un frammento di mucosa intestinale, che andava poi analizzata in laboratorio per individuare le caratteristiche alterazioni. La cura davvero risolutiva consiste nella completa eliminazione dei cibi a base di glutine e dei farmaci che contengano glutine come eccipiente.

 

Sahalima Giovannini

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