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Quando i bambini crescono poco

gennaio 31, 2018 1:00 pm

Una delle paure più diffuse delle mamme e dei papà è che il proprio bambino non cresca abbastanza, restando di bassa statura. Per qualsiasi dubbio, ci vuole il pediatra esperto

I bambini oggi sono molto più alti rispetto alle generazioni precedenti, ma sono anche in sovrappeso, problema sempre più diffuso. Nonostante questo, una delle paure più frequenti dei genitori è che il proprio figlio non cresca abbastanza in altezza. In assenza di malattie che impediscono la corretta crescita, la statura di una ragazzino dovrebbe svilupparsi in base a quella dei genitori, raggiungendo un’altezza simile, maggiore o leggermente inferiore. La statura infatti è determinata dai geni. Diverso è il caso in cui ci sia una malattia che può causare un problema della crescita. Questo, secondo gli esperti, può capitare a tre bambini ogni cento.

 

Le prime avvisaglie del problema

Di solito i genitori si accorgono del problema di crescita quando il figlio viene inserito alla scuola materna o alle elementari con il confronto delle altezze tra i compagni di classe. In questo caso però occorre il riscontro del pediatra, ad ogni controllo confronta l’altezza del bambino con quella dei genitori e valuta il ritmo accrescitivo, calcolando la velocità di crescita sulla base delle misurazioni della statura rilevate negli anni o mesi precedenti. La statura, come anche il peso, viene misurata in base ai percentili: al 50° percentile in su significa che il bambino sta crescendo correttamente, mentre se i percentili sono di livello inferiore, per esempio è al 25° percentile o ancora meno, significa che è al di sotto dei parametri corretti per la sua età. Qualche volta i bambini hanno una crescita più lenta, non è detto quindi che si si debba preoccupare, infatti recuperano in fretta, per poi aumentare rapidamente di parecchi centimetri in adolescenza. In altri casi la crescita è nettamente inferiore alla norma e inoltre compaiono altri segni, come eccessiva magrezza e sviluppo inferiore. In questi casi, il medico stabilisce se è il caso di eseguire esami di approfondimento oppure se indirizzare la famiglia a un Centro Specialistico per verificare a cosa sia dovuta l’iposomia.

 

Le cause della crescita rallentata

Sono molte le cause che possono provocare un rallentamento della crescita. A parte il ritardo costituzionale di crescita e pubertà, possono comparire vere e proprie malattie. Potrebbe essere un problema di ormone della crescita o GH, dovuto a difetti genetici, malattie della regione ipotalamo-ipofisaria o anomalie dei recettori dell’ormone stesso. La diagnosi si effettua attraverso due test di stimolazione della secrezione di GH. Oppure può essere colpa di una forma di ipotiroidismo subclinico, vale a dire uno sviluppo insufficiente della tiroide che non producono quindi una quantità sufficiente degli ormoni responsabili, tra l’altro, della crescita. Ancora, potrebbe essere un problema di cattivo assorbimento delle sostanze nutritive da parte dell’intestino, come avviene nel caso della celiachia o del morbo di Crohn. Inoltre possono essere responsabili malattie ossee come per esempio una displasia chiamata ipocondroplasia e anche problemi cromosomici. In generale si deve effettuare una serie di accertamenti se un bambino cresce meno rispetto ai coetanei e non presenta lo scatto puberale, cioè al momento della pubertà la sua statura diventa inferiore rispetto a quella dei coetanei.

 

Giorgia Andretti

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