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Sinusite, infiammazione dei seni paranasali, cosa fare

dicembre 6, 2017 12:59 pm

Naso chiuso, secrezione giallastra, mal di testa: la sinusite è una frequente complicanza del raffreddore e dell’influenza, alla quale spesso sono soggetti i bambini

Un raffreddore che non passa mai, il muco che da trasparente diventa giallastro e purulento. Il mal di testa localizzato tipicamente al di sopra del naso. Sono i sintomi della sinusite, una complicanza frequente delle malattie respiratorie, si verifica quando le secrezioni non vengono rimosse a dovere. Per questo è necessaria una accurata pulizia del naso ed eventualmente la visita dal pediatra.

 

Di che cosa si tratta

La sinusite è l’infiammazione dei seni paranasali, le cavità ossee che si trovano situate alla radice del naso, nella parte alta, tra le sopracciglia. Può essere la complicanza di un raffreddore non ben curato, ma ne sono più soggetti i bambini che soffrono di asma o di allergie. Polvere e muco si accumulano nelle fosse nasali, creando un terreno fertile alla proliferazione di microrganismi patogeni. Il disturbo si presenta con mal di testa e abbondante secrezione liquida dal naso. Nella sinusite, però, a differenza dal raffreddore compare febbre, anche oltre i 39 gradi, la secrezione nasale può assumere una colorazione verde-giallastra e, soprattutto, si prova dolore tastando precisi punti del viso e della fronte tra le sopracciglia. Inoltre, si può avvertire anche indolenzimento alla mascella e in generale un po’ a tutto il volto. La sinusite può essere acuta e cronica. Il tipo acuto ha sintomi più evidenti, ma ha una durata breve: infatti dura da una a quattro settimane e spesso guarisce spontaneamente.

La forma cronica ha invece sintomi meno intensi, mal di testa lieve, febbre più bassa ma dura a lungo, fino a otto settimane circa. Gli esperti parlano inoltre di sinusite cronica quando la persona è soggetta ad almeno tre episodi consecutivi di sinusite acuta. Anche se la sinusite acuta è più fastidiosa, quella cronica comporta rischi maggiori, perché non causando molti disturbi la persona è portata a trascurarla. L’infezione ha quindi il tempo di creare complicanze.

 

Un problema da non trascurare

La sinusite è un problema ben più serio del comune raffreddore, che si risolve da solo nel giro di qualche giorno senza particolari cure se non assumere un antinfiammatorio contro la sensazione di indolenzimento e peso alla testa, bere tanti liquidi e mantenere ben pulito il naso con nebulizzazione di soluzione fisiologica. Se la sinusite, viene trascurata e non accenna a migliorare, in qualche caso può dare origine a complicanze anche serie, come raccolte di pus nei seni paranasali e intracranici. I cosiddetti – ascessi intracranici –  possono causare problemi di tipo neurologico come vertigini, svenimenti, difficoltà di memoria, oltre a intenso mal di testa a causa della pressione esercitata proprio dall’ascesso sulle strutture cerebrali. In questi casi è utile il ricovero ospedaliero dove accanto alla terapia medica a volte risulta utile anche un eventuale intervento chirurgico per drenare il pus.

 

Ci vuole la diagnosi corretta

La sinusite richiede una diagnosi corretta. Lo specialista si può rendere conto della presenza di sinusite in base ai sintomi riferiti dalla persona. Inoltre può verificare il disturbo attraverso l’esame delle fosse nasali. Si tratta di un’ispezione dell’interno del naso attraverso fibre ottiche, che permettono di visualizzare con chiarezza l’interno del naso fino in alto, a livello delle fosse nasali. In questo modo è possibile visualizzare il tessuto infiammato, che occlude il passaggio dell’aria. Nel caso in cui la sinusite sia già stata trattata con farmaci antibiotici senza successo, lo specialista può effettuare, sempre attraverso le fibre ottiche, un prelievo della secrezione nasale, che viene poi analizzata in laboratorio. La coltura serve soprattutto per stabilire il tipo di batterio responsabile della sinusite, antibiogramma e permettere quindi di scegliere l’antibiotico adatto. Per le forme di sinusite cronica che non rispondono agli antibiotici è opportuno ricorrere all’intervento chirurgico in endoscopia, un sistema veloce e ben tollerato anche dai più piccoli. La breve degenza in ospedale, uno o due giorni), è solo per controllare che l’intervento abbia avuto successo.

 

Lina Rossi

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