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Enuresi, ne soffre circa il 10% dei pre-adolescenti

novembre 16, 2017 9:59 am

Anche ai bambini pre-adolescenti può capitare di fare la pipì a letto. L’enuresi notturna, precisano i pediatri, in questi casi è un problema fisico, la psiche può solo amplificare

Hanno tra i cinque e i quattordici anni il milione e duecentomila soggetti che, proprio questa notte, faranno la pipì a letto: bambini già grandi, addirittura adolescenti che, con ogni probabilità, hanno sempre sofferto di questo disturbo, mai correttamente affrontato. Passerà – dicevano i genitori, pensando alla crescita e a qualche problema transitorio del bambino. Escludendo la causa psicologica, è difficilissimo che l’enuresi si risolva da solo.

 

Se l’enuresi va oltre l’adolescenza

I dati sull’enuresi dei bambini grandicelli sono emersi nel corso della conferenza stampa sul tema – Enuresi notturna nel bambino e l’importanza di contrastarla –  tenutosi qualche giorno fa in Senato, su iniziativa della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale –Sipps-  e in collaborazione con l’Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione. Di enuresi notturna soffre il 10-20% di bambini di cinque anni, il 5-10% a dieci anni e addirittura il 3% tra i quindici e i venti anni. Bagnare le lenzuola in età praticamente adulta ha forti ripercussioni sull’autostima del ragazzo, con gravi limitazioni nel fare quello che i coetanei fanno di solito, ad esempio dormire fuori casa o fare un viaggio con gli amici, avviando la sintomatologia depressiva. Quando l’enuresi perdura fino a questa età e si inizia a parlare di incontinenza, non si può pensare che si tratti di un problema psicologico. È evidentemente un problema di salute che non è stato affrontato in età pediatrica: da studi recenti risulta infatti che il 60% dei bambini con enuresi non viene sottoposto a visita pediatrica. Questo significa che oltre 700 mila bambini non sono presi in carico per il loro problema. I genitori volutamente non ne parlano con il pediatra, forse per vergogna o, peggio ancora, ritengono erroneamente che si tratti di un disturbo psicologico.

 

Il fattore genetico dell’enuresi

Gli esperti oggi ritengono che, nella maggior parte dei casi, l’incontinenza notturna non sia legata a un’educazione repressiva o severa, oppure a disagi psicologici come la nascita di un fratellino, anche se episodi di questo tipo possono rendere più seria la situazione. L’incontinenza è dovuta a cause genetiche. I ricercatori sono infatti riusciti a isolare un gene che causa l’incontinenza notturna. Questo gene è coinvolto nella costruzione di un enzima, chiamato ormone antidiuretico, che normalmente riduce della metà la produzione delle urine durante la notte. I reni per filtrare il sangue lavorano anche nelle ore notturne, ma per evitare di riempire eccessivamente la vescica si attiva l’ormone antidiuretico, che riduce la quantità di urina prodotta. Nelle persone con enuresi notturna, questo gene manca e quindi anche durante la notte viene prodotta un’eccessiva quantità di urina, che il bimbo non riesce a trattenere. Que4sto tipo di enuresi si riconosce perché il bambino non smette di bagnare il letto con regolarità. Inoltre non compaiono disturbi fisici – come dolore o bruciore in zona – o da cause psicologiche individuabili, come appunto un problema a scuola o la gelosia per un fratellino appena nato.

 

Come si affronta

La diagnosi di enuresi primaria può essere effettuata dal pediatra o, eventualmente, da un urologo pediatra, escludendo in primo luogo che l’incontinenza non sia episodica e dovuta a qualche infezione dell’apparato urinario, come per esempio, una forma di cistite. È poi necessario che il ragazzino segua un percorso di riabilitazione per imparare a riconoscere lo stimolo durante la notte, alzandosi per andare in bagno se necessario. La cura con i farmaci si rende necessaria se la tecnica del condizionamento non dà risultati. Contro l’enuresi primaria sono efficaci gli analoghi dell’ormone antidiuretico, come la desmopressina, con l’effetto di ridurre la quantità di urina prodotta dai reni durante la notte. La cura consiste in compresse simili a caramelle – quindi ben accettate anche dai più piccoli – e va effettuata sotto controllo del pediatra di famiglia.

 

Lina Rossi

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