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Labbro leporino o labiopalatoschisi, cosa sapere

ottobre 18, 2017 1:00 pm

Il labbro leporino è una malformazione abbastanza frequente 1 ogni 750 bambini nati. L’acido folico riduce il rischio e la gravità, la terapia è chirurgica e occorre un percorso di riabilitazione

Il nome scientifico è labiopalatoschisi, ma è comunemente nota come labbro leporino. Si tratta di una malformazione ancora abbastanza frequente, colpisce un bambino ogni 750 circa. E’ così chiamata perché il labbro superiore del bambino che ne soffre è come spaccato a metà in senso verticale, come il muso di un leprotto. Non si tratta però solo di un problema di tipo estetico, infatti, alla forma delle labbra corrisponde spesso un difetto nell’architettura del palato rendendo difficile la nutrizione e l’articolazione delle parole. Per fortuna è possibile intervenire chirurgicamente fin dal primo anno di vita, il percorso terapeutico è lungo e dura fino alla maggiore età.

 

Una malformazione frequente

La labiopalatoschisi è la più comune anomalia congenita del cranio e del volto. È caratterizzata dalla presenza di una schisi, ovvero di una interruzione dei tessuti del volto e della cavità orale, formata da naso, labbra, gengive, palato, a causa di una mancata fusione al secondo mese di vita embrionale. Non si tratta solo di un problema di tipo estetico ma di una patologia complessa che può comportare alterazioni funzionali legate alla deglutizione, al linguaggio e all’udito. Le cause non sono note: ad oggi è considerata una malformazione multifattoriale. In altre parole sono coinvolte cause genetiche, poiché il labbro leporino tende a presentarsi all’interno della stessa famiglia. Inoltre, possono sommarsi fattori ambientali: se la donna fuma molto, assume alcolici, droghe o farmaci durante la gravidanza, soprattutto nei primi due mesi di gravidanza, nel bambino si può presentare più facilmente il problema.

 

Diversi gradi di un problema

L’anomalia può presentarsi sotto varie forme e con diversi gradi di gravità. La labiopalatoschisi completa colpisce principalmente i maschi e consiste nella spaccatura di labbro e di palato. Nella palatoschisi, ossia la sola fissurazione del palato, l’incidenza è maggiore tra le bambine. Esiste anche una malformazione di grado inferiore, chiamata labioschisi,  consiste nella spaccatura del solo labbro. Il difetto può essere individuato precocemente, già durante la gravidanza, di solito durante l’ecografia morfologica che si esegue attorno alla 20° settimana di gestazione. Una volta scoperto il difetto, è necessario attendere che il bambino venga alla luce per poter iniziare il percorso di cura. È possibile una forma di prevenzione, almeno nei casi in cui non vi sia famigliarità: seguire una vita sana, senza alcol e fumo, assumendo appena possibile un integratore a base di acido folico, utile anche per prevenire i difetti di formazione del tubo neurale.

 

Come affrontare la malformazione

Se un bambino ha solo problemi di labioschisi, il difetto è soprattutto di tipo estetico ma non ci sono problemi nella nutrizione. Se invece è la struttura del palato a essere compromessa, il bambino può avere serie difficoltà ad attaccarsi al seno materno perché manca la parte superiore del palato necessaria per attivare efficacemente il meccanismo della suzione. In questi casi è necessario ricorrere a biberon con una particolare tettarella, studiato appositamente per i piccoli con palatoschisi: la mamma può utilizzare un tiralatte per non far mancare al bambino il proprio nutrimento. In alternativa, è possibile posizionare sul palato del piccolo una speciale placchetta anatomica, in materiale atossico e morbido, che sostituisca le funzioni del palato. Più avanti, per correggere il difetto è necessario ricorrere a un intervento chirurgico per correggere la fissurazione del palato. È opportuno poi che il bambino segua anche un percorso di riabilitazione logopedica per correggere eventuali difetti di fonazione.

 

Shalima Giovannini

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