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Bere poco espone a disturbi delle via aeree superiori

ottobre 11, 2017 1:00 pm

Il bambino ha spesso la tosse e lamenta bruciore in gola. Il primo rimedio da proporre, a costo zero e privo di effetti collaterali, è offrirgli un bel bicchiere d’acqua. Il più delle volte il bruciore è dovuto alle mucose delle prime via aeree un po’ irritate, l’acqua le rinfresca, idrata e lenisce la lieve…

Il bambino ha spesso la tosse e lamenta bruciore in gola. Il primo rimedio da proporre, a costo zero e privo di effetti collaterali, è offrirgli un bel bicchiere d’acqua. Il più delle volte il bruciore è dovuto alle mucose delle prime via aeree un po’ irritate, l’acqua le rinfresca, idrata e lenisce la lieve infiammazione. Tentare non costa nulla, tanto più che è un parere supportato da esperti, hanno infatti notato come i bambini che bevono poco soffrono il doppio di tosse rispetto a quelli che si idratano correttamente: il 90% contro 52% di chi è idratato.

 

Poca acqua, più tosse e fastidi

La conferma arriva da uno studio dell’Associazione Italiana per lo Studio della Tosse – Aist. Lo studio, condotto su 400 ragazzi tra i sei e i quattordici anni, ha stabilito che i bambini italiani bevono poco: oltre il 60% è risultato disidratato. Una corretta idratazione ha effetti positivi anche sui bambini con asma, consentendo loro di avere meno episodi acuti. In questa fascia di età la disidratazione può favorire i problemi respiratori allergici, asmatici e infiammatori. Nei bambini l’incidenza di queste malattie è molto elevata ed è una delle principali cause che porta a consultare il pediatra, oltre a influire pesantemente sulla spesa sanitaria. L’acqua svolge una serie di funzioni benefiche, a partire dall’effetto lenitivo e rinfrescante sulle mucose irritate dall’inquinamento o dai virus, calma le infiammazioni legate alle allergie e anche allo spasmo che si crea in presenza di asma Questo è l’effetto meccanico superficiale legato all’acqua fresca, ma si verifica anche un effetto più in profondità: infatti l’acqua idrata ogni cellula restituendole vigore e salute, quindi ogni singola cellula del corpo recupera immediatamente il suo equilibrio compromesso dalla lieve disidratazione.

 

Semplice acqua: la regina della reidratazione

Ma quanto si deve bere nelle varie fasce di età? In generale, nei primi sei mesi di vita è sufficiente l’allattamento al seno; fino ai tre anni il bambino dovrà bere almeno 0,6-0,9 litri al giorno, in età scolare 1,1 litri, e in adolescenza almeno 1,5-2 litri. È nei primi anni di vita che si gettano le abitudini corrette per l’educazione al bere. Infatti, al nostro organismo occorre acqua semplice, in bottiglia o del rubinetto, senza aggiungere altre bevande per avere una buona idratazione. Vanno bene anche le spremute di agrumi fresche e appena fatte, i centrifugati, il brodo vegetale; questi tipi di liquidi però contengono anche sostanze nutritive, quindi devono entrare a fare parte più di un pasto che del concetto di bere. Cautela quindi con i succhi di frutta: sono una merenda, non un’alternativa all’acqua. I bambini devono abituarsi al sapore-non sapore dell’acqua, alla sua freschezza, non devono associare il concetto della bevuta al sapore dolce: così facendo potranno solo causare a loro stessi problemi di carie e sovrappeso. E, poiché le abitudini siamo noi genitori a fornirle, sin dai primi mesi è bene versare nel biberon solo acqua naturale, senza aggiunte di zucchero o altro.

 

Lina Rossi

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