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il bambino ha ingerito un piccolo oggetto

agosto 10, 2017 10:00 am

I bambini hanno la tendenza a portare tutto alla bocca, rischiano così di inghiottire piccoli oggetti. Se succede, si deve capire cosa è stato ingerito, senza lasciarsi prendere dal panico

I genitori e i nonni di bambini piccoli lo sanno bene: tendono a portare tutto alla bocca, perché è il loro modo di conoscere e di esplorare il mondo. Peccato che, così facendo, non di rado qualche piccolo oggetto scivoli dalla bocca giù nell’esofago. In primo luogo occorre un po’ di prevenzione: è bene vigilare in modo che non porti alla bocca oggetti che possono scivolare giù e i suoi giocattoli devono essere sempre piuttosto grandi, senza parti staccabili. Ecco però che cosa è bene fare se il piccolo oggetto è andato giù per la gola.

 

Se ha ingoiato un piccolo oggetto

Va detto che non sempre è il caso di correre al pronto soccorso. Se il bimbo ha ingerito un piccolo sassolino in spiaggia o un pezzetto in gomma appartenente a un giocattolo, con ogni probabilità non capiterà nulla: il piccolo probabilmente piangerà per il fastidio dell’oggetto che scende lungo l’esofago, ma dopo qualche giorno l’oggetto sarà ritrovato nel pannolino o nel vasino. Se  il bambino piange vuol dire che l’oggetto non gli ha creato alcuna ostruzione alle vie respiratorie. Attenzione, invece, se è stata ingoiata una piccola pila, di qualunque dimensione, oppure un oggetto appuntito. La pila, a contatto con i succhi gastrici, rilascia infatti una sostanza altamente corrosiva provocando pericolose emorragie. Un oggetto appuntito come  una puntina, una spilla può invece ferire anche seriamente la mucosa esofagea, gastrica o intestinale. In entrambi i casi ci si deve recare al pronto soccorso, dove i medici effettueranno un esame endoscopico per decidere se rimuovere l’oggetto con un intervento chirurgico oppure sorvegliarlo per verificare  se l’oggetto procede spontaneamente verso il  colon  retto.

 

Se non riesce a respirare

Diverso è il caso in cui il bambino abbia ingerito un oggetto o un frammento di cibo che, invece che scendere nell’esofago e finire nello stomaco, blocca le vie respiratorie, ossia trachea e faringe. Se tossisce e piange, vuol dire che il bambino non ha subito danni. Se, invece, diventa cianotico e non emette alcun suono, è indispensabile procedere con le manovre di disostruzione mentre qualcuno chiama il numero unico 112. Le manovre possono essere apprese facilmente seguendo il video. Il concetto è effettuare una pressione sull’addome, in modo che lo stomaco stesso dall’interno favorisca l’uscita dell’oggetto. Se il bambino è molto piccolo, si fa sdraiare sulle gambe a pancia in giù e si imprimono colpi sulla schiena dal basso verso l’alto, all’altezza della cassa toracica. Dopo l’anno va effettuata la manovra di Heimlich, afferrando il bambino da dietro e imponendo una serie di pressioni sullo sterni verso l’alto, con le mani chiuse a pugno l’una nell’altra.

 

Se ha ingoiato una sostanza tossica

Che sia detersivo, un medicinale o altro, si deve contattare il centro antiveleni  per esempio quello del Gemelli di Roma è 06 3054343. Al medico che risponde si devono fornire informazioni con calma e pacatezza, dicendo il proprio nome e da dove si chiama, l’età del bambino, che cosa ha ingerito, in quale dose e quando è successo. Meglio se si riesce a trovare il contenitore della sostanza. Si devono seguire scrupolosamente le indicazioni fornire dal personale esperto, senza prendere iniziative come far vomitare il bambino o dargli cibo o bevande a meno che non si riceva questo suggerimento.

 

Lina Rossi

 

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