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Diarrea estiva nei bambini, cosa fare

luglio 31, 2017 10:00 am

La diarrea è un disturbo che colpisce abbastanza comunemente i bambini in estate. Dovuta al caldo e ad agenti esterni, può causare disidratazione per la perdita di liquidi con le feci

Caldo, aria condizionata, cibi non sempre sicuri, spesso germi e batteri. In estate la dissenteria è un problema piuttosto comune tra i bambini. Se è possibile evitarla con qualche accorgimento, ancora più importante è affrontarla nel modo giusto, proponendo al bambino liquidi per ricostituire le perdite che avvengono con le frequenti evacuazioni e anche con il vomito.

 

Le cause della diarrea

La diarrea è scatenata quasi sempre da un’infezione dovuta a virus, più di rado batteri o protozoi che riescono a raggiungere l’intestino del piccolo e a dare il via a una gastroenterite che, tra i sintomi, ha proprio le scariche frequenti e ricche di acqua. Questo disturbo è causato da virus, batteri e, più raramente,  da protozoi. Spesso è responsabile il Rotavirus, un virus che, stando a recenti stime, è responsabile di molte forme di diarrea acuta nei bambini al di sotto dei cinque anni. Sono a rischio anche i bambini piccoli, al di sotto dei sei mesi, che possono venire ugualmente colpiti dal disturbo nonostante le protezione dell’allattamento al seno. In questi casi, la malattia ha sintomi più seri rispetto a quelli che compaiono nei bambini più grandi. Alle nostre latitudini è relativamente difficile contrarre diarrea dovuta a batteri. Se, però, un bimbo anche piccolo viene portato in viaggio in paesi a rischio, come nell’Africa del nord o in Oriente, è possibile che entri in contatto con batteri come la Salmonella o l’Escherichia coli, che, in quelle zone, colonizzano l’acqua e gli alimenti crudi come il latte fresco, la frutta, la verdura e la cane cruda. Nei bambini più grandicelli, una lieve forma di diarrea può essere dovuta a una congestione, dovuta magari all’ingestione di un cibo o di una bevanda fredda, o, ancora, a un colpo di freddo o di caldo eccessivo subito dallo stomaco durante la digestione. In questo caso la diarrea in genere si limita a una sola scarica, magari accompagnata da vomito e malessere generale. Osservare un giorno o due di dieta leggera, con pochi grassi, è il miglior sistema per far tornare il bambino in forma.

 

Sintomi: feci molli e frequenti evacuazioni

Nella diarrea aumenta la quantità d’acqua nelle feci, che, di conseguenza, diventano molli o addirittura liquide. Il bambino per questo motivo evacua spesso. La presenza di acqua cambia anche l’aspetto delle feci, che da giallastro-marroncino possono assumere una colorazione verdastra o bruno-verdastra, con odore sgradevole. La mamma può anche notare piccole parti intere di sostanze non digerite. Qualche volta, nelle feci è anche possibile notare tracce di muco o di sangue. Questa presenza è dovuta all’irritazione della mucosa che riveste il tratto intestinale. Il muco e il sangue sono il segno che si tratta di una forma di diarrea abbastanza seria, che richiede l’intervento del pediatra per le cure più appropriate. Il rischio, soprattutto nei bambini più piccoli, è la disidratazione: il viso diviene pallido e scavato, il pannolino tende a restare asciutto, il bimbo è sonnolento e nervoso. Se non si riesce a fargli assumere liquidi, può essere necessario un giorno di ricovero per la somministrazione di acqua attraverso flebo.

 

Come aiutare il bambino

Se si viaggia nei paesi a rischio, è necessario offrire al bambino solo acqua minerale in bottiglia sigillata per una efficace idratazione anche per l’igiene personale. Non vanno offerti alimenti crudi o lavati con acqua corrente. Biberon e tettarelle vanno sterilizzati con apposite soluzioni o con acqua bollente anche se a casa questa precauzione è stata già sospesa. Contro la diarrea da batteri è possibile vaccinarsi, a partire dai due anni in poi. Il vaccino è in vendita in farmacia dietro prescrizione del pediatra. Si tratta di una soluzione da diluire in appropriata quantità d’acqua, da assumere in due dosi alcuni giorni prima della partenza. È importante cercare di fare bere il più possibile il bambino, per evitare che le scariche liquide e il vomito provochino una forma di disidratazione. Oltre a semplice acqua, gli vanno offerte  tisane, oltre ad apposite soluzione elettrolitiche che sostituiscano i liquidi e si sali minerali persi. Va seguita un’alimentazione leggera, con alimenti leggermente astringenti come riso, patate, carote bollite, mele crude e banane. Il latte non va somministrato per due giorni, quindi può essere reintrodotto gradualmente dietro indicazione del pediatra. Il piccolo può invece continuare ad assumere il latte materno.

 

Lina Rossi

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