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I danni del fumo passivo per i bimbi

giugno 1, 2017 10:00 am

Rischio di bronchite cronica, asma, maggiore tendenza alle allergie respiratorie: sono solo alcuni dei danni subiti dai bambini esposti al fumo passivo

Non è sufficiente  fumare sul terrazzo, oppure all’aperto: i bambini che vivono insieme a uno o più fumatori ne subiscono i danni, nonostante le attenzioni dei genitori. Già un bambino che ha avuto una mamma fumatrice durante l’attesa nasce mediamente con un sistema respiratorio più delicato rispetto ad altri bambini. E i danni continuano anche dopo la nascita. Infatti quasi tutti i genitori ma, anche i nonni, gli amici, le baby sitter, pensano che sia sufficiente fumare una sigaretta sul terrazzo, oppure sporgersi dalla finestra e credono che fumare all’aperto vicino a un bambino oppure spingendolo in carrozzina sia poco pericoloso.

 

Troppi i rischi del fumo passivo

Non è così: infatti l’aria aperta non riesce a disperdere le sostanze nocive che si sprigionano dalla combustione della sigaretta. Queste formano una piccola nube concentrata di veleni tutto attorno al bambino, che le inala con gli atti respiratori. Dalla finestra aperta o dal terrazzo, poi, le correnti riportano il fumo all’interno dei locali. Polveri e ceneri si depositano su tessuti, arredi e indumenti, creando il cosiddetto fumo di terza mano che si aggiunge a quello passivo. Secondo gli esperti, il 52% dei bambini nel secondo anno di vita è esposto abitualmente al fumo passivo, il 49% dei neonati e dei bambini fino a cinque  anni è figlio di almeno un genitore fumatore e il 12% ha entrambi i genitori fumatori, mentre circa un neonato su cinque ha una madre fumatrice. Il fumo indiretto è nocivo quanto quello diretto, è strettamente correlato allo sviluppo di tumori, malattie del sistema cardiocircolatorio e respiratorio, sia negli adulti che nei bambini. In più, ogni anno in Italia ci sono circa 150-300 mila bronchiti e polmoniti sotto i diciotto mesi, patologie che si possono ricondurre anche all’esposizione cronica al fumo e causano circa 15 mila ospedalizzazioni nei reparti pediatrici.

 

Molti adulti ignorano il problema del fumo passivo

Un sondaggio nazionale condotto qualche tempo fa dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica – AIOM-  su oltre tremila cittadini, ha messo in luce che in Italia non esiste ancora una sufficiente consapevolezza sui danni legati al fumo, soprattutto a quello passivo. Agli oltre 11 milioni di persone fumatrici si aggiunge l’esercito dei fumatori passivi: 15 milioni di persone in tutto, di cui circa quattro milioni di età inferiore ai 14 anni. Il fumo passivo rappresenta il principale inquinante degli ambienti chiusi ed esattamente come quello attivo possiede oltre quattromila sostanze chimiche sotto forma di particelle e di gas, responsabili di riniti, nausea, mal di testa, disturbi respiratori anche seri come bronchiti e polmoniti. Il fumo passivo è oggi annoverato fra i fattori di rischio per lo sviluppo di tumore polmonare. Nel mondo, le morti causate dal fumo passivo sono oltre 600mila ogni anno. In Italia, si contano dai 150mila e i 300mila casi di polmonite e bronchite nei bambini sotto i diciotto mesi e 15mila ricoveri in ospedali pediatrici attribuibili al fumo passivo: in presenza di minori o di donne in gravidanza una maggiore intransigenza può forse trovare spazio nel nostro modo di fare visto che i bambini sono proprio quelli che maggiormente risentono dei danni indiretti. Smettere è difficile, ma la salute dei propri figli dovrebbe essere un valido incentivo per dire basta alla sigaretta.

 

Sahalima Giovannini

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