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Neonati italiani i più piagnoni

aprile 11, 2017 10:00 am

I neonati italiani, insieme agli inglesi e ai canadesi, sono quelli che piangono di più. La principale motivazione data al pianto è la facilità con cui vanno incontro alle coliche gassose

Non sono soli i nostri bambini a piangere tanto, fanno loro buona compagnia gli inglesi e i canadesi. È la scoperta delle prime classifiche mondiali del pianto dei neonati messe a punto dalla University of Warwick e pubblicate su The Journal of Pediatrics. L’indagine ha analizzato i dati di circa 8700 neonati di vari paesi tra cui Italia, Gran Bretagna, Germania e Danimarca attraverso speciali diari che i genitori dovevano scrupolosamente compilare durante le 24 ore per i primi tre mesi di vita del piccolo. E’ emerso che, in media, i neonati nel mondo piangono circa due ore al giorno nelle prime due settimane. Incrociando i risultati della ricerca è emerso anche che i neonati a soffrire di coliche gassose, sono proprio i neonati di Gran Bretagna, Italia e Canada. Segue l’Olanda, quindi Danimarca, Germania e Giappone. I ricercatori stanno cercando di capire il motivo di queste differenze. È possibile che le mamme di alcuni paesi siano soggette ad alti livelli di ansia e stress in gravidanza a causa di problemi lavorativi, al minor supporto in famiglia o nella società. Tutto questo fa aumentare nelle mamme il livello di cortisolo, l’ormone dello stress che attraverso la placenta raggiunge il bambino, provocando così  nei primi mesi di vita  del neonato le coliche gassose.

 

Coliche gassose, diche cosa si tratta

Le coliche sono un disturbo frequente, si presentano con crisi di pianto inconsolabile, soprattutto verso sera e possono durare anche tre ore. Iniziano  introno alla terza settimana di vita e si risolvono solitamente  entro i quattro mesi. Durante le coliche gassose il neonato piange disperatamente,  scalcia, si contorce, irrigidisce le gambine piegandole verso l’addome e nulla riesce a calmarlo. Le coliche sono dovute all’ingestione di aria  durante la suzione indipendentemente se al seno o al biberon. L’aria passa nell’intestino creando tensione e contrazione della muscolatura del pancino, quindi provocando dolore. L’intestino del lattante, inoltre, nelle prime settimane non è ancora maturo ed è soggetto a un’intensa attività di peristalsi, movimenti che hanno appunto lo scopo di far maturare l’intestino.

 

Come calmare il bambino

Per alleviare le crisi di dolore, è preferibile tenere il bimbo su un braccio, sostenendolo a pancia in giù con la testa appoggiata nell’incavo del braccio e il torace steso sull’avambraccio. Per favorire l’espulsione dell’aria si può stimolare l’ano del piccolo con la punta del termometro pediatrico o con un’apposta cannula che si trova in farmacia, dopo che vi sono state applicate poche gocce di olio. È un sistema al quale ricorrere solo ogni tanto perché può irritare l’ano. Può essere utile massaggiare l’addome del bambino, usando qualche goccia di olio per bambini o di mandorle dolci tiepido sui palmi delle mani ed eseguendo un delicato movimento rotatorio in senso orario, attorno all’ombelico. Anche un bagnetto caldo può essere utile. Alcune mamme trovano efficace far bere tisane alla camomilla o al finocchio. L’INRAN ha però scoperto che le tisane al finocchio  non vanno bene.

Solo in caso di coliche particolarmente dolorose, frequenti e prolungate si prende in considerazione di affrontare il disturbo con farmaci antispastici  per rilassare la muscolatura dell’intestino. Questi farmaci devono essere sempre d prescritti dal pediatra.

 

Lina Rossi

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