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La pelle va sempre protetta dai raggi solari

marzo 31, 2017 10:00 am

Più tempo fuori casa grazie alla primavera e all’ora legale, è il momento di proteggere la pelle dei più piccoli dai raggi del sole. Gli effetti nocivi compaiono a distanza di decenni

La prevenzione delle malattie della pelle inizia da piccoli, quando il derma sottostante è al massimo dello sviluppo, infatti, non solo la pelle è più delicata ma l’accrescimento rende le cellule del derma più attive. I raggi del sole possono danneggiare in modo permanente  l’epidermide se non protetta da appositi filtri. Eppure, c’è ancora chi sottovaluta l’importanza di una corretta protezione dai raggi solari.  Secondo gli esperti, un bambino su quattro, in Italia, ha avuto almeno una scottatura da raggi solari durante la propria vita. Quasi due piccoli su dieci non usano creme o cappellini per proteggersi dai danni dei raggi. E’ quanto è emerso dallo studio epidemiologico realizzato nell’ambito del progetto di prevenzione – Il Sole per amico – e presentato nei giorni scorsi al Ministero dell’Istruzione.

 

Migliore esposizione al sole maggior benessere

Lo studio è stato promosso dall’Intergruppo per il Melanoma – IMI – e dal Centro Studi GISED, coinvolgendo un campione di oltre dodicimila bambini delle scuole elementari, da Nord a Sud, permettendo di raccogliere dati su abitudini di esposizione al sole e prevalenza di scottature. È emerso che il 25% dei bambini almeno una volta nella vita ha subito un’ustione dai raggi del sole. Fortunatamente negli ultimi anni si è verificato  un aumento della sensibilizzazione sul rischio che le scottature subite nei primi anni di vita rappresentano per l’insorgenza del melanoma: la forma cancerogena della pelle più aggressiva e in aumento negli ultimi decenni, purtroppo, anche tra i più giovani. Oggi si ritiene che al 15% dei bambini non viene applicata nessuna crema protettiva, all’85% viene applicata una crema solare ad alto schermo, al 73% i si fa indossare il  cappellino, al 73% la maglietta e al 54% gli occhiali da sole. Da un confronto con i dati di uno studio non recentissimo, il – Solesì-Soleno – condotto nel 2001-2004, emerge che in quindici anni, grazie alla progressiva sensibilizzazione, i genitori sono diventati maggiormente consapevoli ed è infatti diminuito il numero di scottature dal 13,8% al 9,4%. Inoltre, è aumentato l’uso di forme di protezione dal sole come  far indossare la maglietta +9% e creme solari +15%. Dati che confermano la necessità di promuovere campagne educative in un arco di tempo prolungato per cambiare i comportamenti.

 

La pelle va protetta sempre dai raggi solari

È essenziale difendere dalle scottature  la pelle dei più piccoli. Anche se le ustioni guariscono, il danno resta in memoria  nel tessuto sottocutaneo con la capacità di avviare una modificazione cellulare anomala  anche dopo decenni. L’avvio delle forme tumorali della pelle tra cui: melanoma, carcinoma squamo cellulare e basalioma iniziano proprio a partire dalle ustioni subite nell’infanzia. Con l’avvio della bella stagione e la complicità dell’ora legale,  capita sicuramente  di trascorrere un fine settimana all’aperto e magari liberarsi degli indumenti per il caldo, è bene ricordare che la pelle dei più piccoli va sempre protetta. Il discorso ovviamente è ancora più valido nei mesi estivi, da giugno in poi. I bambini sotto l’anno di età non andrebbero mai esposti al sole diretto, ma tenuti sotto un ombrellone e con un cappellino, una maglietta e con la protezione solare adatta. Nei primi mesi la crema protettiva deve avere un fattore di protezione oltre 40. I bambini più grandicelli possono stare al sole ma limitatamente alle ore in cui la luce è meno intensa, vale a dire prima delle dieci del mattino e dopo le sedici. Una volta tornati a casa, dopo una rapida doccia per detergere sudore e polvere, è bene applicare una crema  doposole specifica per bambini con effetto lenitivo contribuendo così a riparare eventuali arrossamenti della pelle, prevenendo i disturbi.

 

Lina Rossi

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