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Norme applicative del Piano Nazionale Vaccini 2017 – 2019

marzo 22, 2017 10:00 am

È stato approvato il Piano Nazionale Vaccini e sono state pubblicate anche le norme applicative attraverso le quali i cittadini potranno usufruire di una delle migliori offerte vaccinali d’Europa.

Lo scorso 19 gennaio è stato approvato il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale –  PNPV per il triennio 2017-2019: grazie ad esso, gli italiani potranno beneficiare gratuitamente di una delle offerte vaccinali più complete e avanzate d’Europa. Vediamo insieme  tutte le disposizioni operative e in che modo sarà possibile usufruirne. Per qualsiasi ulteriore informazione è bene rivolgersi al proprio pediatra di famiglia oppure allo sportello vaccinale della propria ASL di pertinenza.

 

I nuovi vaccini

Nel 2017 sarà introdotta la vaccinazione anti-meningococcica B ai nuovi nati della coorte 2017; si introdurrà la vaccinazione anti-meningococcica tetravalente ACWY –   unica dose – per gli adolescenti. Per gli anziani dai 65 anni in su ci sarà la vaccinazione anti-pneumococcica, per combattere la polmonite causata dallo pneumococco e  la vaccinazione anti-Herpes Zoster. Saranno introdotte la anti-varicella ai nuovi nati a partire dalla coorte 2016  la anti-HPV per i maschi undicenni con inizio della chiamata attiva per la coorte del 2006. Nel 2018 ci sarà il completamento della vaccinazione anti-HPV a favore dei maschi undicenni per la coorte dei nati nel 2007 e il recupero della coorte dei nati nel 2006 non raggiunti nel corso del 2017. Tutti i nuovi nati a partire dal 2018 potranno ricevere la vaccinazione anti-rotavirus e ci sarà l’introduzione della 5° dose di vaccino anti-poliomielite per gli adolescenti. Gli obiettivi saranno in questo modo raggiunti gradualmente.

 

Gli obblighi di famiglie e medici

La normativa ribadisce gli obblighi per genitori, medici, scuole e ASL. I genitori hanno l’obbligo di garantire la migliore protezione nei confronti di malattie per la cui prevenzione sono disponibili vaccini efficaci e sicuri, attenendosi al Calendario Vaccinale Nazionale approvato dal Ministero della Salute. Nello stesso tempo, i genitori devono rispettare le vigenti leggi che prevedono le vaccinazioni obbligatorie. I medici devono attenersi al codice deontologico e quelli dipendenti da pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di promuovere attivamente le vaccinazioni inserite nel Calendario  così come approvato dal Ministero della Salute. Inoltre, hanno il dovere di informare i genitori su rischi e benefici della vaccinazione e della mancata vaccinazione.

 

Cosa fanno le scuole e le ASL

I dirigenti scolastici e i capi degli istituti di istruzione pubblica o privata devono accertare se sono state praticate agli alunni le vaccinazioni e tutti i richiami obbligatori. Nel caso di mancata presentazione della certificazione, il direttore della scuola o il capo dell’istituto deve comunicare il fatto entro cinque giorni alla ASL di appartenenza dell’alunno e al Ministero della Sanità, per gli opportuni e tempestivi interventi. La mancata certificazione tuttavia non comporta il rifiuto di ammissione dell’alunno alla scuola dell’obbligo o agli esami, ma solo un più attento monitoraggio dell’alunno. L’azienda sanitaria di appartenenza dell’alunno che risulta non vaccinato è tenuta a porre in atto gli opportuni e tempestivi interventi di recupero, come per esempio l’offerta attiva delle vaccinazioni non effettuate e la comunicazione dello stato vaccinale al pediatra di libera scelta in modo che lo specialista possa promuovere i vaccini stessi, anche attraverso un contatto informativo con la famiglia dell’alunno.

 

Sahalima Giovannini

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