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Mal di testa dei bambini, quando e quale terapia

marzo 16, 2017 10:00 am

Secondo gli esperti, circa il 30% dei bambini avverte il mal di testa almeno una volta a settimana. È bene imparare a gestirla nei modi corretti e dopo aver consultato il pediatra.

Il mal di testa, o cefalea, è un disturbo molto frequente in età pediatrica, specialmente in età scolare. Alcune statistiche dimostrano che circa il 30% dei bambini hanno mal di testa almeno una volta a settimana e il 6% dei bambini più volte a settimana o addirittura tutti i giorni. È importante riconoscere i differenti tipi di mal di testa per capire le cause e gestire il disturbo nel modo adeguato. In primo luogo è essenziale distinguere tra cefalee primarie e cefalee secondarie: le prime sono legate a una predisposizione genetica, mentre nelle seconde il mal di testa è il sintomo di una malattia che deve essere identificato e curato, può essere una semplice forma influenzale con febbre fino a disturbi neurologici più seri.

 

Nel bambino è quasi sempre primaria

È bene però precisare che in età pediatrica e adolescenziale le cefalee primarie costituiscono la più frequente causa di mal di testa. Si distinguono in: emicrania, con e senza aura; cefalea tensiva e molto raramente la cefalea a grappolo. L’emicrania rappresenta la più frequente cefalea primaria del bambino, almeno fino all’adolescenza. È legata ad una predisposizione genetica e può manifestarsi a qualsiasi età. Sintomi di accompagnamento sono il fastidio per la luce – fotofobia, per i rumori – fonofobia e per gli odori – osmofobia e, talvolta, nausea, vomito, dolori addominali e pallore. Inoltre, durante l’attacco emicranico il bambino appare particolarmente astenico, a volte sonnolento e può accadere che  interrompa le sue attività, anche quelle ludiche.

 

Le forme più rare

Nella forma di emicrania con aura, molto più rara rispetto alla prima, il mal di testa  è preceduto, o accompagnato, da veri e propri sintomi come disturbi della vista, formicolii e riduzione della sensibilità di un arto o di metà del corpo e disturbi del linguaggio.

La cefalea tensiva colpisce per lo più nel periodo adolescenziale. In questo caso il dolore risulta generalmente di intensità medio-lieve, bilaterale e costrittivo, come una morsa, ed è solo eccezionalmente associato a fonofobia, fotofobia e nausea. L’adolescente sembra in grado di proseguire le sue attività. La cefalea a grappolo è molto rara in età pediatrica e si manifesta con episodi di dolore intenso, della durata di circa 30 minuti, a carico di una regione orbitaria. Spesso si associa a nausea, vomito, fonofobia e fotofobia, lacrimazione intensa, arrossamento congiuntivale, abbassamento della palpebra e ostruzione nasale.

 

Farmaci, ma non solo

La profilassi della cefalea può essere farmacologica e non farmacologica. Per i più giovani il farmaco indicato è il paracetamolo, alla giuste dosi e rispettando orari di quattro ore tra un’assunzione e l’altra. L igiene del sonno, l’alimentazione equilibrata e lo sport aiutano nella prevenzione degli attacchi cefalici. Bisogna  ricordare che esistono delle terapie comportamentali e psicologiche che possono aiutare nel trattamento delle patologia. In generale, la risonanza magnetica cerebrale, l’EEG, le visite oculistiche sono pratiche diagnostiche utili per rivelare un evento patologico precoce che può cambiare il significato prognostico del mal di testa e per contribuire, al tempo stesso, ad alleviare l’ansia nei genitori. E dall’estero arriva un trattamento mini-invasivo, il blocco del ganglio sfenopalatino, che prevede l’inserimento di un catetere, sottile come uno spaghetto, nelle narici tramite il quale viene somministrato un anestetico, generalmente la lidocaina, diretto al ganglio sfenopalatino, un fascio nervoso che si pensa sia associato con l’emicrania, si trova nella parte posteriore del naso. Il trattamento, ambulatoriale, può alleviare in modo sicuro l’emicrania di un bambino rapidamente, senza effetti collaterali. Il trattamento non è una cura, ma migliora notevolmente la qualità della vita dei piccoli soggetti spesso a mal di testa.

 

Sahalima Giovannini

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