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Come misurare la febbre ad un bambino piccolo

febbraio 23, 2017 10:00 am

Può sembrare banale, ma prendere la temperatura ad un neonato, a un bambino oppure ad un ragazzino necessita di piccoli accorgimenti affinché la rilevazione per la febbre sia corretta.

Per gli adulti e i ragazzi già grandi, la misurazione della temperatura è un atto banale: ci si siede comodamente, si utilizza il classico termometro sotto l’ascella oppure uno dei più moderni rilevatori con display e si attende per qualche istante. I ragazzi più grandi addirittura quasi sperano di avere la febbre, per saltare un paio di giorni di scuola. Diverso è il discorso dei piccoli, per i quali si possono presentare problemi diversi a seconda dell’età. Nei neonati si teme di causare fastidio o dolore e di non effettuare una rilevazione corretta. Nei bambini dall’anno in su, la misurazione della febbre può incutere timore e questo rende difficile prendere correttamente la temperatura. Mentre i bambini di età prescolare e scolare solitamente non sopportano di dover stare immobili nemmeno per qualche istante.

 

La misurazione a ogni età

È allora importante utilizzare gli strumenti giusti per una rilevazione rapida, attendibile e non fastidiosa, età per età. Ecco quindi un piccolo vademecum differenziato per età dei bambini.

Fino all’età di tre mesi, la migliore opzione per accertarsi se il piccolo ha la febbre è la rilevazione rettale. La procedura dovrà rispettare i seguenti punti:

  1. Pulire bene il termometro digitale con acqua e sapone o disinfettare il bulbo con alcol, risciacquare con acqua fresca;
  2. Applicare un poco di vasellina o un lubrificante sul bulbo;
  3. Posizionare il piccolo sulle vostre gambe prono, faccia in giù e sederino rivolto verso di voi tenendo ben ferma la vostra mano poggiata all’altezza della regione lombare;
  4. Inserire il bulbo del termometro digitale per circa 1 cm e mezza nel sederino aspettando il segnale sonoro.
  5. Togliere il termometro e riporlo nella sua custodia trasparente, così da leggere il valore della temperatura  senza errori se il bulbo viene toccato con le mani.

Per i bambini dopo i tre mesi si può utilizzare il termometro frontale, un dispositivo dotato di rilevatori che va appoggiato sulla fronte del bambino e che, dopo qualche istante, permette di leggere la temperatura corretta su un display. Se si ricorre a questo sistema, è bene assicurarsi che la fronte sia completamente asciutta. Quindi, dopo aver posto il bambino in una posizione comoda, seduto o sdraiato, si appoggia delicatamente il termometro in corrispondenza dell’arteria temporale, tra la tempia e l’orecchio. La procedura va ripetuta almeno due volte per essere sicuri del risultato. Per tenere calmo il piccolo gli si può cantare una ninna nanna oppure fargli ascoltare un po’ di musica rilassante.

Per bambini dopo i sei mesi si può iniziare a effettuare la rilevazione auricolare, ovvero  prendere la temperatura nelle orecchie. Si introduce gentilmente il termometro nel condotto auricolare tenendo ben fermo il piccolo disteso a pancia in giù e  con la testolina rivolta da un lato fino alla fine della presa della temperatura. Le reazioni possono essere diverse a seconda dell’età del bambino: se sembra che il piccolo sia spaventato, si può inserire l’oggetto nel proprio orecchio, sorridendo, o in quello del papà o del fratello più grande, per dimostrare che non c’è nulla da tenere.

La temperatura ascellare può essere presa a qualsiasi età ma deve essere presa in modo molto accurato. Deve essere rimossa la magliettina, tamponata delicatamente l’ascella con un fazzoletto di carta per assorbire eventuali tracce di  sudore. Quindi il termometro va posizionato sotto il braccio tenendolo ben fermo. Se non si ha questa certezza è meglio ricorrere a un altro sistema.

Se si opta per la misurazione orale della temperatura, prima di tutto ci si deve assicurare che il bambino non abbia mangiato o bevuto nulla da almeno mezz’ora. Il bulbo del  termometro deve essere posizionato tra le labbra e  queste devono restare chiuse fin quando il segnale  sonoro stabilisce il tempo necessario.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

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