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Infiammazione dell’appendicite, non sempre va tolta

gennaio 20, 2017 10:00 am

Un tempo appena compariva una infiammazione dell’appendicite si ricorreva all’intervento chirurgico. Oggi si è più cauti e alcuni ricercatori ne spiegano il perché.

L’appendicite è un evento non raro per i bambini e i ragazzi. Le cause che la provocano possono essere diverse: la presenza di germi nell’intestino, un’infiammazione alle ovaie trascurata, la stitichezza cronica, la penetrazione di piccoli corpi estranei in questa parte terminale dell’intestino. Può inoltre essere la conseguenza di una malattia infettiva. Mentre un tempo si ricorreva subito all’intervento chirurgico, oggi gli esperti sono più cauti, preferendo ricorrere, in caso di infiammazione dell’appendicite,  a una cura con antibiotici.

 

Di che cosa si tratta?

L’appendicite è l’infiammazione dell’appendice ciecale quel piccolo prolungamento vermiforme dell’ intestino cieco. I primi sintomi dell’appendicite sono caratterizzati da dolore  a livello dei quadranti addominali inferiori di destra con frequente irradiazione alla regione ombelicale, il mesogastrio e talvolta in epigastrio. Possono comparire anche nausea, vomito e febbre piuttosto alta. Dagli esami del sangue si evince un incremento dei globuli bianchi e degli indici di infiammazione. La palpazione profonda a livello dei quadranti addominali inferiori di destra seguiti da un improvviso rilascio della mano dall’addome, segno di Blumberg,  può dare vivo dolore e determinare di riflesso un senso di indolenzimento proprio in corrispondenza della regione epigastrica. L’infiammazione del’appendicite allo stadio iniziale può essere fatta regredire con una cura antibiotica mirata e con una dieta leggera. A uno stadio più avanzato, solo se esiste un effettivo rischio di peritonite a causa della perforazione dell’appendice stessa, si rende necessario l’intervento chirurgico per asportare il piccolo tratto di viscere: l’appendicectomia.

 

L’appendice ha un ruolo importante

Uno studio americano, infatti, di recente ribadisce l’importanza di tenere sotto controllo l’infezione, perché questo piccolo tratto di viscere ha un ruolo importante nella difesa immunitaria. Lo afferma uno studio della Midwestern University, in Arizona, pubblicato dalla rivista dell’Accademia delle Scienze francese Comptes Rendus Palevol. I ricercatori hanno analizzato tutte le informazioni disponibili sui mammiferi, trovando 533 specie dotate di appendicite, tutti viventi in  continenti diversi e con diete molto difformi tra loro. Gli animali che hanno quest’organo hanno una più alta concentrazione di tessuto linfoide nel cieco, la parte di intestino da cui si sviluppa l’appendice. Questo tipo di tessuto è pieno di cellule che suscitano una reazione immunitaria quando il corpo è sotto stress. Dallo studio è emerso anche che l’appendicite negli animali, come nell’uomo, ha concentrazioni di batteri intestinali buoni sufficienti a rimpiazzare quelli eventualmente persi a causa di terapie antibiotiche o infezioni intestinali. Dallo studio emerge insomma che anche se si può vivere senza appendicite, questo organo dispensa benefici al sistema immunitario e alla flora batterica .

 

Giorgia Andretti

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