prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

I controlli di salute nel primo anno del bambino

gennaio 3, 2017 10:00 am

Nel corso del primo anno di vita, il bambino viene sottoposto a una serie di controlli di salute effettuati dal pediatra sia per escludere disturbi seri sia per promuovere la crescita sana.

Quando il bambino viene al mondo, nei pochi giorni che trascorre in clinica ostetrica viene sottoposto a controlli di salute per escludere malattie importanti. In seguito, il piccolo torna a casa e a quel punto la gestione della sua salute viene affidata ai genitori, che possono contare sulla presenza del pediatra di base, la figura di riferimento alla quale hanno diritto tutti i bambini. Inoltre sul territorio sono presente i consultori pediatrici, sono disponibili ad accogliere il neonato e la famiglia per visite e, in seguito, per offrire spazi di gioco e di educazione alla salute.

 

Cosa succede in ospedale

Il primo test al quale viene sottoposto il bimbo che è appena venuto alla luce è il punteggio di Apgar, è un valore attribuito al momento della nascita al bimbo e influenza il comportamento e le cure mediche alle quali deve essere sottoposto il neonato. Si basa su cinque parametri di riferimento: frequenza cardiaca, capacità di respirazione, tono muscolare, colorito della pelle, reattività agli stimoli. Il segno di Ortolani, invece, è una prova finalizzata a scoprire se le articolazioni delle gambe del bambino sono sane e se non è presente la displasia congenita delle anche. La displasia è l’articolazione non completa tra il femore, osso della coscia, e il bacino. Il pediatra afferra con delicatezza le gambe del bimbo, facendole piegare e tenendo il ginocchio nell’incavo tra pollice e indice, lasciando l’indice lungo la coscia; quindi fa compiere alle gambe un giro completo dall’interno verso l’esterno. Dopo il terzo giorno di vita, ogni bambino viene sottoposto ad un prelievo di poche gocce di sangue, che poi vengono analizzate per stabilire se il bimbo è affetto da fibrosi cistica, fenilchetonuria, ipotiroidismo. Il test permette di individuare la presenza o meno di queste malattie e curate per tempo.

 

Dal pediatra di famiglia

Dal primo mese di vita, il bambino può seguire una serie di visite dal pediatra di famiglia, fanno parte dei cosiddetti – bilanci di salute – sulla base di un calendario stabilito dalle autorità sanitarie regionali per garantire un controllo regolare sulla salute e sullo sviluppo del piccolo. Queste visite sono più frequenti nel primo anno di vita e diventano via via più rare con il procedere degli anni. Durante ogni visita il pediatra effettua un esame obiettivo del bambino, lo pesa, lo misura, controlla la vista e l’udito per individuare eventuali difetti. La seconda visita avviene attorno ai due – tre mesi, la terza a quattro – cinque mesi: nel corso di questa la mamma riceve le prime istruzioni sullo svezzamento, anche se il pediatra ribadisce l’importanza di mantenere sempre attivo l’allattamento al seno. La quarta visita, a otto mesi verifica l’avvio della lallazione, la ripetizione delle prime sillabe, si ripetono i controlli di vista e di udito e si proseguono le indicazioni dello svezzamento. La quinta visita avviene a 11-12 mesi: in questa fase il pediatra valuta lo sviluppo psico-motorio e sensoriale del bimbo che ha i riflessi pronti, dovrebbe aver raggiunto la posizione eretta e controlla che i denti da latte stiano crescendo regolarmente.

 

Altri controlli di salute

Nel primo di anno è possibile che il piccolo venga sottoposto anche ad altri esami. In molte regioni, per esempio, si effettua l’ecografia dell’anca, nei primi tre mesi di vita, un esame indolore e del tutto innocuo, ma essenziale per diagnosticare una eventuale la displasia congenita dell’anca, che, se presente, può essere curata con l’utilizzo di particolari dispositivi. A un anno può essere utile anche effettuare una visita oculistica, soprattutto se i genitori soffrono di seri difetti di vista. Se il pediatra non riscontra alterazioni al cuore, come soffi importanti, può non essere necessaria alcuna visita cardiologica, mentre se lo specialista ha qualche dubbio può essere utile effettuare un elettrocardiogramma.

 

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI