prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Cibi grassi e dolci gli amici preferiti dell’acetone

dicembre 26, 2016 10:00 am

L’acetone o chetosi è un classico del dopo feste di Natale, a cause degli stravizi alimentari, soprattutto grassi. Per tamponare il malessere è sufficiente al bambino acqua e zucchero.

Mamma, ho mal di pancia… tanti bambini iniziano con questa frase, che precede un malessere accompagnato da crisi di vomito, nausea, pallore. Si tratta dell’acetone, un disturbo che colpisce molti bambini soprattutto in periodi come questi, durante le feste, quando a tavola si esagera e si permette loro di assaggiare un po’ troppo spesso alimenti ricchi di grassi saturi, come zampone, mascarpone, maionese, dolciumi con panna e burro tra gli ingredienti.

Un’alterazione metabolica transitoria
L’acetone, quella crisi che colpisce spesso i bambini e si manifesta con febbre e vomito, è dovuta a un’alterazione del metabolismo, cioè di quel processo che permette all’organismo di trasformare gli alimenti in sostanze utili all’organismo. In particolare, si arresta il processo di trasformazione degli acidi grassi, che, per essere bruciati dal fegato, hanno bisogno della presenza nell’organismo di una giusta quantità di zuccheri. Se gli zuccheri mancano, il corpo cerca di attingere l’energia che manca bruciando una quantità ancora maggiore di acidi grassi. Vengono così prodotte sostanze, i corpo chetonici, che scatenano vomito e febbre. Questa situazione si produce in due circostanze: quando il bambino non sta assumendo zuccheri perché non mangia, cosa che può succedere, per esempio, se il piccolo ha la febbre, oppure è particolarmente inappetente. Oppure, quando la quantità di grassi e di proteine animali introdotte è eccessiva rispetto al fabbisogno e soprattutto compare in misura maggiore rispetto agli zuccheri semplici, che sono presenti nella frutta, nel miele, nella marmellata, nelle fette biscottate e ovviamente nello zucchero da cucina, bianco o grezzo che sia. L’organismo del bambino, in mancanza di energia di pronto consumo, attinge appunto alla fonte energetica che trova disponibili: grassi e proteine.

Basta un poco di zucchero
La chetosi o acetone non è un disturbo serio, ma può spaventare molto i genitori soprattutto se è la prima volta che succede. Può infatti essere confuso con una forma di gastroenterite. I sintomi però sono diversi: infatti nella gastroenterite compaiono anche diarrea, febbre e soprattutto il disturbo può continuare anche per diversi giorni. L’acetone è caratterizzato da pallore, sensazione di nausea e accessi di vomito, che durano però solo poche ore. Per essere certi che si tratti proprio di questo, in commercio esistono appositi stick che vanno bagnati con poche gocce di urina del bimbo: se si verifica una reazione con la comparsa di un colore scuro, significa proprio che si tratta di acetone. La cura è semplice: è sufficiente tenere il bambino a riposo e proporgli acqua e zucchero, spremuta di aranci o un cucchiaio di miele. Energia pronta che riequilibra il metabolismo del bambino e lo fa stare meglio rapidamente. Ecco perché, sia per prevenire l’acetone sia per curarlo, è bene somministrare ai bambini bevande che contengano zucchero come la cola ad esempio.

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI