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Il virus dell’HPV è trasmesso dal maschio

dicembre 7, 2016 9:21 am

Vaccinare i maschi adolescenti verso il virus dell’HPV mette al riparo dallo sviluppo di forme cancerogene e condilomatose, non solo loro stessi ma, anche le partner donne.

Oggi è accertato che a trasmttere il virus dell’HPV alle donne è l’uomo. La vaccinazione effettata all’adolescente maschio, contro il temuto virus del papilloma umano diventa una ppriorità per la salvaguardia della donnna. L’HPV che nell’uomo è quasi sempre silenzioso è al contrario ben attivo e pericoloso per la donna: si trasmette con un rapporto sessuale non protetto ed è un rischio perché l’uomo è suo malgrado l’untore. In altre parole ne è portatore sano, senza alcun sintomo esterno o malessere, ma la donna, se lo contrare, può sviluppare forme serie di cancro al collo dell’utero. A rigore, quindi, è utile vaccinare anche i maschi: non tanto per il rischio personale come ad esempio il cancro al glande causato da Papilloma Virus, quanto perché in questo modo si ridurrebbe il numero di portatori in grado di infettare le partner. Vaccinare un figlio maschio potrebbe essere un atto di solidarietà verso le sue future compagne di una notte o per tuta la vita.

Dal 2017, gratis anche per lui
Il vaccino potrebbe prevenire il 94% dei casi di tumori dovuti al virus. La nuova formulazione del vaccino è un monovalente, capace cioè di immunizzare contro nove ceppi di virus della famiglia del papilloma. Dal 2017 sarà inserito nel nuovo piano vaccinale, quindi consigliato anche ai maschi, dai nove anni in su, quindi ben prima dell’età in cui potrebbe iniziare ad avere i primi rapporti sessuali. Fino ad oggi il vaccino, consigliato seppur facoltativo, era rivolto solo alle ragazzine e l’età suggerita era attorno ai 12 anni. Fino alla fine di questo mese è acquistabile ed il vosto è di 36 euro, ma da gennaio, sarà presente nel piano vaccinale nazionale, quindi sarà totalmente gratuito. L’HPV è presente in circa un terzo degli uomini e donne: tre persone su dieci in età fertile lo hanno contratto ma evolve in cancro solo in rari casi. Tuttavia, su quarantamila donne che hanno contratto l’HPV, otto svilupperanno una neoplasia del collo dell’utero. La vaccinazione riduce l’incidenza di tutte le forme tumorali correlate all’infezione da papilloma, non solo i tumori genitali ma anche quelli del cavo orale. Per proteggersi dagli effetti dell’HPV, oltre al vaccino, si può sempre usare il preservativo, che agisce come uno scudo contro il germe. Se però, per una volta o due non lo si usa, il rischio di entrare in contatto con il virus ritorna. Il rischio esiste maggiormente se si cambia spesso partner.

Pochi effetti collaterali
Qualche effetto collaterale come lieve febbre, rossore, eritema, dolore e gonfiore nel punto dell’iniezione possono verificarsi in un caso su cento. Ancora più raramente possono presentarsi reazioni cutanee simili all’orticaria, broncospasmo, cioè difficoltà di respirazione momentanea e, in casi davvero rarissimi, si può verificare una risposta allergica al vaccino o agli eccipienti in esso contenuto. Le persone soggette a sintomi di una certa entità devono riferire al medico e non devono essere sottoposte a ulteriori dosi dopo la prima. Inoltre, la somministrazione del vaccino deve essere rimandata nelle persone soggette a malattie con febbre in fase acuta. La presenza di un’infezione minore, come una lieve infezione del tratto respiratorio superiore o un lieve rialzo febbrile, non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione. La sicurezza è comunque molto elevata. In Italia, prima di essere diffuso, è stato testato in diversi centri ospedalieri e, prima ancora, era impiegato in 26 Paesi europei e in 55 Stati in tutto il mondo. È quindi possibile sottoporsi alla vaccinazione in tutta tranquillità.

Giorgia Andretti

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