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Possibili eventi avversi alle vaccinazioni

novembre 28, 2016 3:03 pm

I vaccini sono considerati tra i prodotti farmaceutici più controllati e sicuri: dall’autorizzazione alla messa in commercio sono sottoposti a diverse fasi di valutazione di sicurezza e efficacia.

Una volta autorizzati, i processi produttivi sono oggetto di controlli accurati e continui al fine di garantire all’intera popolazione vaccini sicuri e di alta qualità. Inoltre, la produzione dei vaccini è controllata nel rispetto standard indicati da organismi internazionali quali l’Agenzia Europea dei Medicinali l’OMS. Sicuramente, la chiave per il successo dei programmi di vaccinazione è la fiducia e sicurezza dei vaccini. Le due tematiche, sicurezza e fiducia, sono estremamente delicate. Infatti, poiché i vaccini vengono somministrati a persone sane, bambini, con lo scopo di prevenire la malattia, è atteso per essi un più elevato standard di rispetto ai farmaci impiegati per il trattamento di altre patologie. Pertanto è importante che anche la tutela del singolo soggetto sia tenuta considerazione, spiegare al cittadino che può contare su una sorveglianza efficiente e trasparente non può che rafforzare la fiducia, dato che uno dei possibili elementi del calo della copertura proprio l’appannarsi del rapporto di fiducia.

Sebbene i vaccini attualmente utilizzati nei programmi di immunizzazione siano sicuri ed essi, come tutti i farmaci, non sono esenti da rischi potenziali ed eventi avversi possono, raramente, verificarsi a seguito della vaccinazione. Viene definito evento avverso a vaccinazione – AEFI – adverse events following immunization, qualsiasi evento clinico avverso che si verifica successivamente alla somministrazione vaccino e che non ha necessariamente un rapporto causale con l’uso del vaccino. L’evento potrebbe essere un segno sfavorevole o non intenzionale, un anomalo risultato di laboratorio, sintomo o una malattia.
Gli AEFI sono divisi nelle seguenti categorie, in base al meccanismo sottostante:

•Reazione vaccino-correlata o da difetti di qualità del vaccino:
Evento associato alla via o al sito di somministrazione o caratteristiche specifiche vaccino es. dolore nel sito di inoculo

•Reazione immunomediata, dovuta ad uno o più componenti del vaccino:
Reazione locale es. infiammazione locale con o senza coinvolgimento dei regionali
Reazione generalizzata es. febbre, anafilassi
Reazione organo-specifica es. trombocitopenia, rash

•Reazioni, nel vaccinato o nei contatti, dovute a replicazione di agenti microbici contenuti nel vaccino es. vaccini vivi attenuati, insufficiente inattivazione del vaccino, contaminazione durante il processo produttivo

•Reazione dovuta a errori nell’immunizzazione:
Evento causato da una inappropriata gestione es. interruzione catena del freddo o
somministrazione es. dopo la scadenza del vaccino e, quindi, per sua natura prevenibile

Errori nella prescrizione o non aderenza alle raccomandazioni: non aderenza alle controindicazioni es. anafilassi in soggetto allergico a uno o più componenti del vaccino;
infezione disseminata da uso di vaccino attenuato in soggetto immunodepresso; non
appropriata considerazione degli avvisi e delle precauzioni; mancato rispetto delle
indicazioni d’uso o prescrizioni, relative a numero di dosi e intervallo tra le medesime
Errori nella somministrazione es. utilizzo diluente sbagliato, somministrazione di un
prodotto diverso da quello previsto, errata procedura nell’uso e nella conservazione dei
vaccini multi-dose
Reazione ansia-correlata evento derivante da ansia per la vaccinazione:
Reazione vaso-vagale
Iperventilazione
Disordini psichiatrici correlati allo stress.
È da sottolineare che gli eventi che si verificano più comunemente sono di lieve entità e dovuti alla risposta immunitaria al vaccino stesso, come febbre e malessere.

Confronto tra il rischio di complicanze associate ad alcune infezioni naturali rispetto al rischio
associato alle relative vaccinazione.

t1 t2 t3

Le vaccinazioni possono quindi essere definite come un intervento collettivo riducendo il numero di individui suscettibili all’infezione e la probabilità che la stessa possa esitare in malattia attraverso il controllo della trasmissione. Il beneficio è dunque diretto, derivante dalla vaccinazione stessa che immunizza totalmente o parzialmente la persona vaccinata rispetto alle conseguenze di una patologia, e indiretto, in virtù della creazione di una rete di sicurezza a favore  dei soggetti non vaccinati, che riduce il rischio di contagio.

Consiglio Superiore dei Sanità

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