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Vaccino Rotavirus per proteggere dalle gastroenteriti

novembre 1, 2016 9:27 am

Con l’autunno aumenta il rischio per i bambini piccoli di contrarre il Rotavirus, agente patogeno di una forma seria di gastroenterite. La vaccinazione protegge dalle gravi complicazioni.

Da novembre a marzo: è questo il periodo più a rischio per la diffusione della gastroenterite da Rotavirus, il virus che attacca soprattutto l’organismo dei bambini più piccoli. Il virus colonizza l’intestino producendo delle tossine che irritano la mucosa impedendo l’assorbimento di cibo e di acqua ed esponendo quindi a forme di disidratazione. I pediatri suggeriscono di ricorrere al vaccino per scongiurare questa brutta infezione.

Più serio prima dei cinque anni
Il Rotavirus, teoricamente, può colpire a tutte le età ma, a causare le manifestazioni più serie è nella fascia di età dalla nascita e fino ai cinque anni. Il virus si trasmette per via oro fecale, in suo ingresso è nella bocca attraverso giochi, oggetti o alimenti manipolati da un soggetto portatore sano o malato di gastroenterite da Rotavirus. Per questa ragione chi vive in comunità come nidi, scuole per l’infanzia, uffici pubblici e ospedali è maggiormente a rischio. I bambini sono più esposti sia per l’abitudine di portare gli oggetti alla bocca, anche quelli non commestibili, sia perché il loro organismo è ancora delicato e il sistema di difesa ha ancora bisogno di rafforzarsi. Il periodo invernale, compreso tra novembre e marzo, è quello più a rischio proprio perche i bambinivivono in luoghi chiusi, a stretto contatto gli uni con gli altri, favorendo di fatto la diffusione dei virus.

I sintomi del disturbo
Una volta che il bambino è entrato in contatto con il virus, sviluppa la malattia dopo pochi giorni di incubazione. Compare febbre non elevatissima, in genere sui 38°, vomito e dissenteria. Mentre il vomito e la febbre durano solo un paio di giorni per poi scomparire, la dissenteria è intensa, provoca numerose scariche liquide per un periodo che può durare anche dieci giorni. In alcuni casi, si sviluppa una forma cronica della durata anche di alcuni mesi, con diarrea meno intensa ma sempre presente e debilitante. I bambini più grandi e gli adulti riescono a far fronte all’infezione stando a riposo e assumendo fermenti lattici, oltre a soluzioni astringenti e reidratanti per ripristinare l’equilibrio idrosalino. Nei bambini sotto i cinque anni e in particolare dai quattro mesi ai due anni, il decorso è più serio e in alcuni casi si può rischiare ance la perdita della vita: secondo le stime degli esperti, nel mondo ogni anni si verifica mezzo milioni di decessi dovuti al Rotavirus.

La prevenzione con il vaccino
L’organismo del bambino piccolo è costituito di acqua per il 75 – 80% e se l’acqua endogena all’organismo viene persa e passa il suo limite vitale può comparire un correlato di sintomi importanti da non sottovalutare mai: perdita di coscienza, convulsioni, problemi renali e cardiaci. I genitori si accorgono della disidratazione del bambino dal viso eccessivamente pallido e affilato, le occhiaie evidenti e l’assenza di reazione a stimoli. Inoltre, il pannolino è asciutto, o quasi. Spesso è necessario il ricovero per ristabilire l’idratazione attraverso flebo. Esiste però una valida salvaguardia al Rotavisur: la vaccinazione, è consigliabile effettuarla ai bambini nei primissimi anni di vita, l’ideale è nei primi mesi o comunque prima dell’ingresso al nido. Il vaccino evita il ricovero in ospedale in quasi tutti i casi, non ha effetti collaterali e copre per due anni dalla vaccinazione riducendo il contagio anche nei confronti degli altri bambini. Vale davvero la pena di prenderlo in considerazione, parlandone con il proprio pediatra.

Lina Rossi

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