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Tosse NO codeina lo afferma L’American Academy Pediatrics

settembre 29, 2016 10:28 am

Sono passate solo poche settimane ed il primo regalo del nido e della materna è già arrivato: la tosse. E’ un sintomo fastidioso, ma necessario per capire quale è la malattia.

E’ stata pubblicata alcuni giorni fa sulla rivista Pediatrics l’ennesima raccomandazione a non usare farmaci contenenti codeina e derivati come la paracodina ai minori. La norma era già stata raccomandata in precedenza e rilanciata anche dall’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA attraverso le raccomandazioni del PRAC, ovvero, il divieto si somministrare questi farmaci ai minori degli anni dodici. L’America Academy Pediatrics conferma oggi il divieto di somministrazione anche ai minori nella fascia di età tra i dodici ed i diciotto anni.

Perché No alla codeina e derivati
Come si legge nell’enciclopedia Treccani – la codeina è un etere metilico della morfina, detta anche metilmorfina, è quindi un alcaloide basico contenuto nell’oppio in quantità inferiore all’1% e che si ottiene durante l’estrazione della morfina o si prepara sinteticamente da essa – L’utilizzo che da anni è fatto di questo composto è per le proprietà antidolorifiche e antitussigeno. I prodotti antitosse venduti in farmacia come prodotto da banco o da prescrizione medica contengono in parte quantità di codeina. Il grande problema è la variabilità di metabolizzazione individuale da parte del fegato rispetto alla sostanza: alcuni individui si giovano dell’effetto calmante altri possono avere una reazione eccessiva. Questa risposta individuale è totalmente imprevedibile. In seguito della metabolizzazione da parte del fegato, soprattutto nei bambini, si può avere un accumulo di metilmorfina con gravi reazioni respiratorie e gastrointestinali. Ovviamente anche la codeina in associazione al paracetamolo non andrebbe mai somministrata ai minori, anche se queste combinazioni sono prescritte dagli otorinolaringoiatri e dai medici di famiglia: Co-Efferalgan, Tachidol e Lonarid. Questi composti devono essere evitati anche in allattamento e in gravidanza, questo perché tutti derivati dell’oppio attraversano la barriera placentare, raggiungendo il feto oltre alla ghiandola mammaria passando nella composizione del latte materno e conseguentemente arrivando al neonato allattato al seno.

Sedare la tosse? No grazie
La tosse è una reazione dell’organismo, non è solo una sentinella che allerta su qualcosa che non va bene. E’ sufficiente fermarsi a pensare all’importanza della tosse per eliminare qualcosa di fastidioso ingerito e fermo nella trachea ma, soprattutto, aiuta l’organismo a tenere pulito l’ambiente del laringo-trachea e liberarlo delle polveri oltre che dal muco più o meno denso. E’ sempre più importante quindi affermare il concetto che la tosse non deve essere sedata ma compresa. E’ ovviamente importante parlarne con il pediatra per capire se gli accessi d tosse sono giustificati dall’eliminazione del muco o se ci sono altri sintomi associati che possono far pensare a patologie sistemiche da curare con i farmaci appropriati. La tosse è un riflesso e quando ha compiuto il suo dovere, si quieta spontaneamente. Poiché i bambini, soprattutto quelli che sostano per tanto tempo in ambiente chiuso, surriscaldato ed a contatto con altri piccoli forse raffreddati, quello che è necessario fare è idratare il più possibile con liquidi possibilmente caldi: tisane con pochissimo miele se il piccolo ha più di due anni, brodi vegetali e naturalmente della semplice acqua a temperatura ambiente. Una raccomandazione, forse inutile ma sempre valida, non far mai sostare un bambino in ambiente dove ci sono persone che hanno fumato da pochi minuti, il fumo passivo è il peggior nemico.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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