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Fumo passivo, i danni a lungo termine

settembre 29, 2016 9:31 am

Nuovi studi dimostrano la pericolosità del fumo passivo: i danni si verificano anche a distanza di molti anni per questo è bene non esporvi i bambini in alcun modo.

Non è mai troppo tardi per smettere di fumare: questo vale anche per il fumo passivo, ossia del fumo che i bambini e gli adulti inalano perché vivono a stretto contatto con persone che fumano. Secondo alcuni ricercatori americani, più lungo è il periodo in cui un bimbo è costretto a respirare il fumo di sigaretta di genitori, nonni o baby sitter, maggiori sono i problemi di salute ai quali andrà incontro anche a distanza di diversi anni.

Troppi genitori fumano davanti ai bambini
Il fumo passivo respirato durante l’infanzia può causare problemi respiratori a lungo termine e a una riduzione dell’aspettativa di vita. I più esposti sarebbero i bambini appartenenti a minoranze o a famiglie più povere, secondo quanto sostiene uno studio pubblicato su Circulation. A quanto sostengono gli esperti, le conseguenze dell’esposizione al fumo passivo sui bambini, come asma e infezioni polmonari, sono note da tempo, eppure molti bimbi continuano a essere esposti al fumo a casa o in luoghi pubblici. Si stima che 24 milioni di bambini e ragazzi siano esposti a fumo passivo negli Stati Uniti e sono soprattutto figli di genitori che fumano. Un dato che si traduce in quattro bambini su 10 in età scolare e uno su tre adolescenti, come osservano gli autori dello studio. Nel 2012, i ricercatori americani hanno trovato un metabolita della nicotina, la cotinina, nei campioni di sangue di quasi il 41% dei bambini nella fascia di età 3-11 anni e nel 34% dei ragazzi nella fascia tra i 12 e i 19 anni. Questo, nonostante il numero dei fumatori adulti si sia ridotto e quindi la quota dei bambini e degli adolescenti che vivono con fumatori. I più a rischio sono i bambini di colore e quelli appartenenti a ceti non abbienti.

Le fasce meno abbienti più a rischio
Test effettuati sul sangue hanno dimostrato che il 68% di bambini provenienti da famiglie a basso reddito e il 43% di quelli appartenenti a minoranze erano esposti a fumo passivo, mentre i bambini di famiglie ispaniche erano leggermente più esposti rispetto ai bimbi di famiglie bianche. Il problema, infine, era particolarmente diffuso tra i bambini di colore. Questo studio evidenzia una disparità socio-economica e di assistenza sanitaria, perché sono proprio i genitori a non rendersi conto, o non conoscono, di quanto sia pericoloso esporre i bambini al fumo passivo e agli effetti che può provocare. Questo potrebbe essere correlato al loro livello di istruzione, o meglio di informazione che gli adulti riescono a procurarsi. Ma non dappertutto è così: nel nostro paese, purtroppo, è possibile vedere famiglie con un aspetto tutt’altro che indigente, che nonostante le informazioni a disposizione espongono i bambini al fumo passivo anche semplicemente accendendosi una sigarette al parco. Oltre ad avere un impatto negativo su funzione cardiaca per i danni alle arterie, il fumo passivo provoca altri rischi cardiovascolari, oltre che obesità, aumento dei livelli di colesterolo e resistenza all’insulina, condizione che predispone al diabete. I composti chimici presenti nel fumo, inoltre, possono alterare il flusso sanguigno, il ritmo cardiaco e causare ipertensione. Vale la pena di esporre a tutto questo i propri figli?

Giorgia Andretti

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