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Il mal di gola arriva anche con il caldo

agosto 9, 2016 9:21 am

Non è detto che una faringite o laringite sia solo un problema dei mesi freddi: anche in estate può capitare a causa della temperatura troppo bassa del condizionatore.

Si è soliti associare l’idea del mal di gola e della tosse con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, ma non è così. Spesso anche durante i mesi estivi è facile prendersi un’infreddatura per un repentino abbassamento della temperatura, per l’uso di aria condizionata troppo bassa, come può accadere in automobile, in un locale o in uno dei mega centri commerciali. Ne sono soggetti soprattutto i bambini che, se per caso hanno anche la testa umida, possono sviluppare facilmente una forma di faringite o di laringite. La prevenzione è importante: i capelli vanno asciugati per bene sempre dopo i frequenti bagni in mare o in piscina ed è opportuno che la mamma porti con sé, ovunque si trovi, una felpa con il cappuccio. Ecco comunque come comportarsi se arriva il mal di gola.

La laringite
È l’infiammazione della laringe, la zona delle vie respiratorie situata tra la faringe e la trachea, è la sede delle corde vocali, quindi all’interno del collo. Può insorgere per un uso eccessivo della voce come parlare a voce alta, cantare o urlare oppure come conseguenza di un’infezione virale o batterica, cosa che succede soprattutto in estate. Il ton della voce si abbassa fino ad una completa afonia, compare una tosse secca e abbaiante, simile al latrato di un cagnolino, accompagnata da una specie di rantolo, molto fastidiosa. La gola si arrossa e diventa dolorante. Il bimbo manifesta uno stato di malessere e agitazione. Infine compare un po’ di febbre, in genere non molto alta. Ci si deve rivolgere al pediatra quando la tosse rimane secca e persistente e la febbre sale oltre i 38,5° potrebbe significare che l’infezione si è estesa e c’è una complicanza in corso. Lo specialista prescrive in genere una cura a base di antibiotici o farmaci con cortisone e riposo delle corde vocali. La laringite si risolve in circa una settimana.

La faringite
Più nota come mal di gola, è un’infiammazione della faringe, un condotto che inizia dietro il naso e la bocca e termina all’inizio dell’esofago, il canale che collega la bocca allo stomaco.
Sono quasi sempre responsabili i virus come il Rhinovirus o il virus Herpes simplex, lo stesso che provoca la caratteristica lesione alle labbra. A volte sono responsabili i batteri che colpiscono la zona della gola già indebolita da un precedente attacco virale. La faringite si manifesta con mal di gola, difficoltà a deglutire, inappetenza, febbre molto alta, anche 39-40°, rigonfiamento delle tonsille e dei linfonodi del collo. Possono comparire anche placche biancastre in gola se l’infezione è dovuta a batteri. Quando si sospetta una faringite, è bene rivolgersi subito al pediatra. Dopo la visita, se lo specialista ha stabilito che la causa sono i batteri, si rende necessaria una cura a base di antibiotici. Per abbassare la febbre, il pediatra consiglia di solito anche un farmaco a base di paracetamolo. La faringite impiega circa due settimane per guarire.

Riposo e tanti liquidi
Al medico basta un’occhiata nella bocca della persona malata e l’identificazione dei sintomi presenti per non avere dubbi sul tipo di infiammazione in corso. Per sicurezza il medico può far eseguire un tampone faringeo, un test molto semplice e indolore che viene effettuato in qualsiasi laboratorio di analisi e che viene eseguito introducendo nella faringe un apposito tampone sterile, con cui viene prelevata una piccola quantità delle secrezioni presenti in gola. Queste, poi, vengono esaminate allo scopo di individuare la presenza di eventuali batteri. È importante che il bambino con mal di gola stia a riposo, evitando il bagno in mare o in piscina per un paio di giorni se possibile. Sarebbe anche opportuno che dormisse di più, per permettere all’organismo di recuperare le forze. È importante che il piccolo beva molto, acqua, tè deteinato e spremute di agrumi. Contro il dolore, il pediatra può suggerire antinfiammatori e analgesici. Solo se l’infiammazione è di origine batterica è possibile ricorrere agli antibiotici.

Giorgia Andretti

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