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La febbre non va mai in vacanza

agosto 8, 2016 9:30 am

Si definisce febbre la temperatura rettale superiore a 38°, questo può capitare per svariati motivi: da infezione batterica o virale fino al colpo di calore, anche se quest’ultimo è raro.

Vorremmo che in vacanza nessuno si ammali, né bambini ne adulti, purtroppo, può capitare che in vacanza il bimbo sviluppi uno stato febbrile proprio appena arrivati a destinazione. Niente paura: non è detto che si debba tornare a casa. Anche se siamo in albergo oppure ospiti da qualcuno è possibile creare le condizioni adatte a risolvere il problema e a guarire.

Una naturale reazione dell’organismo
La febbre è sempre vista come qualcosa di preoccupante, ma non è esattamente così: paradossalmente è un buon segnale, è indice dell’efficienza del sistema immunitario, infatti, l’organismo reagisce mettendo in atto le strategie di difese al fine di combattere l’infezione che sia avvenendo. Nella maggioranza dei casi la febbre è dovuta ad una infezione di tipo virale, l’aumento della temperatura ha come obiettivo di rendere l’organismo un ambiente inospitale per batteri e virus. Per questa ragione non è sempre corretto intervenire farmacologicamente per abbassare la temperatura corporea, solitamente, nei bambini si usa il paracetamolo: soprattutto se il bambino oltre alla febbre non ha altri malesseri. La fisiologia deve seguire il proprio corso naturale: infezione batterica, attivazione dei meccanismi di difesa attraverso l’innalzamento della temperatura corporea, ambiente inospitale per i batteri e loro distruzione. Ovviamente è opportuno garantire all’organismo febbricitante il necessario benessere: il bambino o l’adulto con febbre dovrebbero restare in riposo, possibilmente a letto dormendo a volontà, con un abbigliamento leggero per aiutare l’organismo a disperdere calore in eccesso. È bene proporre tanti liquidi, favoriscono la traspirazione e danno sollievo. L’antipiretico va preso solo se la febbre sale oltre i 38° e se compaiono altri disturbi come mal di testa o dolori muscolari. Nei bambini sotto i due anni di età è sempre opportuno chiamare il medico per una visita.

Se è colpa del caldo o di una complicanza
Solitamente le sindromi infettive estive si risolvono abbastanza in fretta. Non sempre, però, sono causate da virus: qualche volta la febbre è la conseguenza di un colpo di calore, si verifica se il bambino è stato troppo a lungo in un ambiente caldo, sotto il sole, senza assicurarsi un adeguato apporto di liquidi. In questo modo all’interno del corpo si raduna una quantità eccessiva di calore provocando un aumento della temperatura e abbassamento della pressione arteriosa, sensazione di giramento di testa, nausea e vomito. In questo caso è bene stare a riposo per un giorno e bere molto, evitando poi nei giorni successivi di prendere troppo caldo. Un’altra causa che provoca febbre può essere un’infezione di tipo batterico, secondaria a una lieve forma di raffreddore mal curata o a un mal di gola che ha causato una complicanza. In questo caso la persona è soggetta a una forte spossatezza, dovuta proprio all’azione del batterio. La visita medica in questo caso è necessaria perché potrebbe essere necessario seguire una cura con antibiotici, su prescrizione di un medico. I farmaci iniziano ad agire dopo circa 48 ore, ma è bene stare a riposo un po’ di più, evitando i bagni di mare e le passeggiate stancanti per tre o quattro giorni almeno.

Giorgia Andretti

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