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Bronchiolite, profilassi solo per prematuri e cardiopatici

agosto 1, 2016 10:06 am

Contro la bronchiolite, un disturbo dovuto a un virus chiamato respiratorio sinciziale, non ci sono ancora adeguate misure preventive. È la denuncia delle società scientifiche.

Circa 500 bambini nel primo anno di vita e con seri disturbi di salute rischiano il ricovero in ospedale a causa della mancata profilassi per la bronchiolite. È la denuncia della Società Italiana di Pediatria – SIP, della Società Italiana di Neonatologia -SIN, della Società Italiana per le Malattie Respiratorie – SIMRI e della Società Italiana Malattie Genetiche Pediatriche e Disabilità congenite -SIMGePeD, che hanno espresso preoccupazione per i circa 500 bambini di età inferiore a un anno, affetti da malattie serie, che non potranno eseguire una profilassi per la bronchiolite da virus respiratorio sinciziale – VRS, un’infezione respiratoria che rappresenta la prima causa di ricovero in ospedale nel primo anno di vita e che può avere conseguenze molto serie.

Profilassi estesa a più bambini
Questi bambini non sono infatti compresi nel piano terapeutico dell’Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA che consente la profilassi ai piccoli prematuri e solo a quelli con cardiopatie congenite. Questa profilassi può avvenire, secondo un protocollo stabilito dalla Società Italiana di Neonatologia, attraverso iniezioni mensili di palivizumab, un farmaco che ha un costo piuttosto elevato e viene somministrato soltanto presso centri specializzati. Al momento il trattamento è disponibile solo per i piccoli nati pretermine, ma gli esperti auspicano che sia estesa anche ad altre categorie, come appunto i piccoli magari nati non pretermine ma la bronchiolite rappresenta un’estensione della bronchite ed è la più temibile infezione acuta delle basse vie respiratorie, i bronchioli appunto che colpisce i bambini nella prima infanzia ed in particolare nel primo anno di vita. La malattia è molto seria poiché coinvolge le strutture deputate agli scambi di ossigeno ed anidride carbonica, che possono venire seriamente ostacolati. Questa infezione è dovuta, nella maggior parte dei casi, al virus respiratorio sinciziale, ma può essere dovuta anche ad altri germi come le clamidie, responsabili di una forma piuttosto grave che colpisce i bambini nei primi tre mesi di vita.

Perché l’infezione è pericolosa
La bronchiolite è molto pericolosa perché i bambini non hanno difese ancora ben sviluppate e, quindi, c’è il rischio di incorrere in un’insufficienza respiratoria acuta. Per questo è importante fare attenzione ai sintomi e, eventualmente, recarsi al Pronto Soccorso. I sintomi tipici della bronchiolite sono febbre, difficoltà respiratoria – dispnea, accelerazione della frequenza respiratoria – tachipnea e colorazione bluastra della labbra – cianosi. Possono comparire gli stessi sintomi presenti nelle infiammazioni della gola, anche se è caratteristico un sorta di sibilo che si avverte durante gli atti respiratori. In caso di bronchiolite, per evitare serie conseguenze, è necessario ricorrere al pronto soccorso dove i medici possono scegliere di prescrivere, a seconda dell’entità del problema, antibiotici e talvolta anche cortisonici. Nei casi più gravi è indispensabile il ricorso alla rianimazione. Generalmente, dopo circa 3 o 4 giorni in cui si presentano i primi sintomi alle alte vie respiratorie e dopo un paio di giorni di fase acute, la malattia curata adeguatamente migliora, anche se il sibilo e la difficoltà respiratoria possono restare ancora per una decina di giorni, se non di più.

Sahalima Giovannini

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