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Adenoidi, quando diventano un problema

aprile 7, 2016 9:31 am

Le adenoidi nei bambini vanno spesso incontro ad una ipertrofia dovuta dall’infiammazione cronica che genera disturbo alla respirazione, al sonno ed all’orecchio medio.

Le tonsille faringee, meglio conosciute come adenoidi sono piccole masse rettangolari di tessuto linfatico che si trovano nella parte più alta della faringe, cioè nel rinofaringe, lo spazio nel quale confluiscono le due cavità nasali. Svolgono un importante ruolo di difesa contro l’invasione di agenti infettivi esterni. Il loro compito principale è quello di captare le sostanze, come i virus, contenute nell’aria e nei cibi per stimolare nell’organismo la formazione di meccanismi di difesa immunitari, come la produzione di anticorpi.

Spesso si infiammano nei bambini
Nei bambini più piccoli l’aumento delle dimensioni delle adenoidi o la loro infiammazione è, entro certi limiti, normale, poiché è l’espressione della normale attivazione del sistema immunitario durante la prima infanzia. Le adenoidi si ingrossano o si infiammano per lo sviluppo del tessuto linfatico in reazione alle diverse stimolazioni, come in caso di virus. Se però le infezioni diventano ricorrenti o addirittura croniche o se lo sviluppo del tessuto linfatico rinofaringeo è eccessivo ed abnorme possono subentrare delle complicazioni. Possono quindi comparire adenoiditi, si manifestano con scolo di secrezioni dal naso e dal rinofaringe verso i bronchi e propagazione dell’infezione verso orecchio, fosse nasali e i seni paranasali. Oppure può subentrare ipertrofia delle adenoidi, che si manifesta con ostruzione delle alte vie respiratorie, le nasali. Inoltre possono comparire sintomi a carico dell’orecchio, come disturbi dovuti alla ostruzione cronica dell’orifizio rinofaringeo della tuba di Eustachio, ad esempio versamento di catarro nell’orecchio con riduzione dell’udito: otite sieromucosa o catarrale. Questo succede perché, le adenoidi ingrossate, ostruendo l’orifizio faringeo, impediscono una corretta ventilazione dell’orecchio che avviene ogni volta che si deglutisce e favoriscono così il ristagno di catarro all’interno dell’orecchio stesso, un terreno su cui poi possono proliferare le infezioni. Inizialmente si cerca di tenere la situazione sotto controllo attraverso una corretta igiene del naso più volte al giorno, con la somministrazione locale di soluzione salina, marina o termale con effetto decongestionante. Per fare regredire l’infezione si può anche somministrare una cura con antibiotici, dietro prescrizione del pediatra.

Quando si deve ricorrere all’intervento
Si preferisce intervenire chirurgicamente quando i disturbi a carico delle adenoidi si accompagnano a forme di otite, difficoltà respiratorie nasali evidenti, apnee notturne, tosse cronica o bronchiti che tendono a ripresentarsi, obbligando il bambino ad assumere spesso farmaci. Si utilizza uno strumento chiamato adenotomo, formato da un manico cui è attaccato un cestellino dal bordo tagliente che permette di staccare le adenoidi dalla loro sede. L’intervento è effettuato in anestesia generale per evitare complicazioni dovute alle possibili emorragie durante l’intervento e, trattandosi di bambini, per evitare traumi psicologici. È comunque un intervento di breve durata. Lo svantaggio principale di questa tecnica è la scarsa precisione. Infatti, le adenoidi si trovano in una zona poco accessibile ed inoltre il sanguinamento tipico dell’intervento riduce ulteriormente la visibilità. In pratica l’intervento è fatto alla cieca: il medico non vede mentre taglia le adenoidi. Il rischio è che un piccolo lembo rimanga attaccato e generi, in futuro, nuove infiammazioni. Oggi è anche possibile ricorrere alle nuove tecniche per via endoscopica. Il chirurgo, mentre opera, può visualizzare le adenoidi, grazie a una piccola sonda ottica collegata ad una telecamera introdotta dal naso. In questo modo possono essere più precisi, ed il rischio di lasciare piccoli lembi di tessuto è quasi nullo. Le tecniche moderne in endoscopia si avvalgono di uno strumento detto debrider, che risucchia letteralmente le adenoidi sminuzzandole, sempre sotto stretto controllo del medico. In alternativa si utilizza il bisturi a risonanza molecolare, che essicca la adenoidi evitando quindi il sanguinamento.

Giorgia Andretti

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