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La celiachia è in aumento, più 15% in due anni

febbraio 11, 2016 9:31 am

Sono sempre più numerose le persone con diagnosi di malattia celiaca, la reazione autoimmune al glutine che causa disturbi seri in caso di sua ingestione.

La malattia celiaca è un disturbo causato dall’intolleranza dell’organismo al glutine, una proteina contenuta principalmente nel grano e in altri cereali. Tra i vari sintomi, i pazienti celiaci, accusano: disturbi a livello gastrointestinale, come gonfiore, dolori e disturbi tipo dissenteria. Negli ultimi anni la celiachia sta vertiginosamente aumentando, anche se non si riesce ancora a capire il motivo di questa diffusione dilagante.

Il 15% in più in soli due anni
Le persone con malattia celiaca sono cresciute di oltre il 15% dal 2012 al 2014 e anche le diagnosi sono in continuo aumento. La maggior parte dei malati vive al nord, secondo l’ultima relazione per la celiachia del Ministero della Salute e pubblicata anche sul sito web. Se nel 2014 si registravano 172.197 casi, nel 2012 erano già 148.662, 23.535 in persone in più, con una crescita di oltre il 15%. In Lombardia si contano 30.000 casi, contro il 22% al Centro, il 19% del Sud e l’11% e delle Isolem in generale quasi la metà delle diagnosi è concentrata al Nord. La celiachia colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini, il rapporto è di due a uno, è una malattia sociale e riguarda famiglia, scuola, strutture sanitarie e mondo del lavoro, ovvero, tutti i luoghi in cui la persona può entrare in contatto con un alimento che potrebbe causare i malesseri. Per questo, gli esperti del ministero della salute raccomandano che sia dedicata, nel nostro paese, una maggiore attenzione alla malattia, garantendo in ogni situazione alimenti gluten free, in modo che la persona celiaca possa gestire la propria quotidianità in modo sereno.

Cause e conseguenze della celiachia
Le cause che portano alla celiachia sono ancora da chiarire, ma è certo che la malattia ha un avvio di tipo genetica: l’intolleranza al glutine è dovuta alla presenza di particolari geni e precisamente: HLA, DQ2 e DQ8. La malattia diviene evidente in seguito a eventi stressanti, come una gravidanza, un intervento chirurgico, un incidente, un forte stress psicofisico. Secondo uno studio italiano, potrebbe essere coinvolto il Rotavirus, un microrganismo molto comune che colpisce, almeno una volta nella vita, circa il 90% delle persone in età infantile. L’organismo di un soggetto predisposto, a contatto con il virus, produce anticorpi che riconoscono una proteina presente nel virus stesso, chiamata Vp7, per neutralizzarla. Questa proteina, però, ha struttura simile a quella di una sostanza presente sulle cellule del rivestimento del canale intestinale. Questa viene quindi riconosciuta dagli anticorpi, che danneggiano le cellule della mucosa intestinale, le quali perdono l’impermeabilità e lasciano che le molecole di glutine penetrino nella parete intestinale, causando la reazione autoimmune contro la parete stessa.

Come accorgersene
La risposta autoimmune è diretta soprattutto verso le cellule che costituiscono i villi intestinali appiattendoli, estroflessioni digitiformi che hanno il ruolo di aumentare la superficie intestinale, per assicurare il maggiore spazio possibile per assorbire le sostanze nutritive. I villi così appiattiti corrispondono a una peggiore digestione e assimilazione dei nutrienti, con il risultato che la persona è soggetta a dissenteria, dolori addominali, difetti di crescita e di anemia. I sintomi però possono essere tanti altri, oltretutto insospettabili: il mal di testa, i disturbi mestruali, le crisi acetonemiche non ben spiegate, potrebbero essere correlate a celiachia. Insomma, in caso di dubbio, è bene rivolgersi al pediatra che potrà indirizzare a un centro specializzato. Per approfondimenti cliccare quì

Sahalima Giovannini

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