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La malattia bocca mano piede

novembre 2, 2015 10:02 am

È una malattia altamente infettiva e soprattutto fastidiosa, fortunatamente non è seria e si risolve senza ricorrere a cure particolari. Colpisce bambini e adulti.

Che la si chiami malattia mano bocca piede, bocca mano piede o piede mano bocca, cambia poco: si tratta sempre dello stesso disturbo, è un’infezione virale e può creare vere e proprie epidemie tra i bambini piccoli, in modo particolare tra quelli che frequentano la scuola materna o la primaria. Nemmeno i più grandicelli e addirittura gli adulti ne sono immuni. Fastidiosa ma non pericolosa, si cura con riposo e con qualche farmaco sintomatico.

Un disturbo di tipo virale
La malattia mano bocca piede è una infezione dovuta a virus della famiglia dei picornaviridae del genere enterovirus come il coxsakievirus A16 e l’enterovirus EV71. Si tratta di agenti virali che si contraggono dal contatto con l’ambiente esterno, sopravvivono a lungo all’interno dell’organismo umano anche senza dare sintomi e successivamente, magari per un abbassamento delle difese immunitarie, escono allo scoperto. La malattia, come dice il nome stesso, è caratterizzata da febbre non elevata, intorno ai 38° e soprattutto da eruzioni cutanee simili a vescicole, si presentano tipicamente sui palmi delle mani, sulle piante dei piedi sulle labbra e all’interno del cavo orale. I bambini ne sono più soggetti, tanto è vero che possono di tanto in tanto verificarsi vere piccole epidemie, come quelle che si sono verificate nei giorni scorse in alcune scuole di Roma. La malattia è fastidiosa perché le vescicole possono anche ulcerarsi e causare dolore.

Non occorrono cure particolari
La malattia mano bocca piede di solito si risolve spontaneamente nel giro di qualche giorno, senza lasciare segni visibili. Le complicanze sono praticamente inesistenti al giorno d’oggi, visto che i bambini sono generalmente sani e ben seguiti. Non occorre assumere antivirali o altri farmaci, a parte un po’ di antipiretico adatto come ad esempio paracetamolo o ibuprofene pediatrico, nel caso in cui la febbre salga un po’ di più. L’antipiretico può anche aiutare il senso di intorpidimento e di malessere generale. Se si avverte prurito, dietro consiglio del pediatra è possibile assumere qualche goccia di farmaco antistaminico. Per il resto, è opportuno tenere il bambino a casa qualche giorno da scuola, per evitare di diffondere il contagio ai compagni. Il piccolo dovrebbe riposare il più possibile, giocando tranquillo a letto o sfogliando qualche libro, per dare modo all’organismo di superare la malattia.

E’ importante idratare il bambino
Poiché le vescicole in bocca sono dolorose, è opportuno proporre alimenti morbidi e non troppo caldi: yogurt, puree di patate, di zucca o di altre verdure tiepido, brodo, tè o latte lasciati raffreddare, riso bollito non troppo caldo. I succhi di frutta vanno bene a patto di diluirli con acqua, mentre le spremute di agrumi hanno un sapore acidulo che può causare bruciore e andrebbero quindi evitate per qualche giorno. È comunque importante far assumere al bambino una adeguata quantità di liquidi perché il pericolo maggiore è la disidratazione, dovuta alla difficoltà di deglutire. È quindi bene capire se il piccolo rischia di disidratarsi: un metodo visibile e controllare il pannolino, se resta asciutto a lungo vuol dire che viene prodotta poca urina e quindi il bimbo ha bisogno di liquidi oppure se è pallido con il viso segnato e se è debole e poco reattivo. Per scongiurare questo rischio è bene somministrare al bambino liquidi in piccoli sorsi, con il cucchiaino oppure, se è più grandicello, con l’aiuto di una cannuccia.

Lina Rossi

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