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Come evitare la congestione in acqua tre ore dopo i pasti

luglio 28, 2015 9:51 am

Ogni estate il bollettino delle vittime da congestione si amplia di giovani: eppure per evitarla basterebbe fare il bagno tre ore dopo i pasti e immergersi con calma.

L’estate è solo a metà del suo tempo eppure, già si contano le prime vittime per la congestione: si tratta soprattutto di giovanissimi o di anziani, ma sono i ragazzini ad avere un comportamento poco attento. Infatti, gli adolescenti prendono un po’ troppo alla leggera le regole da osservare al mare e in piscina tuffandosi in ogni momento, purtroppo lo fanno anche quando il loro corpo è surriscaldato oppure la digestione non è ancora completata.

Un blocco dell’attività digestiva
La congestione è proprio questo: un momentaneo blocco dell’attività digestiva, dovuto a un colpo di freddo soprattutto dopo un pasto abbondante. È caratterizzata da sintomi tipici:
crampi allo stomaco, pallore improvviso, sudore freddo, malessere e, nei casi più seri, decesso.
La congestione è dovuta a un’improvviso abbassamento della temperatura corporea e si rischia di incorrervi soprattutto durante la digestione. Mentre il processo digestivo è in corso la maggior parte del sangue circolante viene richiamato a livello gastrico per sostenere la spesa energetica della digestione, lasciando così impoverite le aree più distali del corpo: arti e testa. Se però, si beve bevanda molto fredda, si fa un bagno in acqua fredda o anche semplicemente si entra in una ambiente fortemente raffreddato da condizionatori, il sangue viene richiamato per portare ossigeno alla testa ed al cuore, creando una situazione di choc gastrico. Il blocco della digestione può avere degli esiti molto importati fino a perdere la vita.

Mai in acqua troppo presto
Se si fa il bagno – in mare, ma anche al lago o in un fiume – subito dopo aver mangiato o entro le due ore successive al pasto si rischia la congestione. La digestione può quindi bloccarsi e provocare spasmi, crampi allo stomaco, pallore improvviso, sudore freddo e, a volte, un serio collasso cardiocircolatorio. Chi è in acqua quando si verifica questa congestione dello stomaco, rischia seriamente l’annegamento perché non riesce a mantenersi a galla a causa del malore improvvis e comunque la persona con congestione in atto deve essere portata fuori dall’acqua e distesa con le gambe sollevate, asciugata ed offerta una tisana calda. Si rischia la congestione anche quando l’organismo è surriscaldato, per esempio perché si è giocato a lungo al sole, si è fatto dello sport e il desiderio di immergersi in fretta è forte.

Come prevenire il problema
Una congestione lieve si affronta restando sdraiati e coprendo lo stomaco con coperte calde e massaggiando leggermente la pancia. Nel caso in cui la congestione si manifesti con nausea e vomito, è opportuno osservare un giorno intero di digiuno per non appesantire ulteriormente la digestione. La prepenzione è però la regina di tutte le cure: evitare di bere bibite troppo fredde, di effettuare un bagno prima di tre ore dopo i pasti, soprattutto in acqua fredda e di esporsi all’aria fredda da condizionamento dopo i pasti. Se si è accaldati o sudati, sono vietati i tuffi che immergono tutto il corpo. Si deve entrare in acqua lentamente, bagnandosi i piedi, poi le gambe, restando quindi a riva per qualche minuto. In caso di malessere, si deve subito uscire e non si deve mai fare il bagno da soli.

Sahalima Giovannini

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