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Le infezione alle orecchie nei bambini sono frequenti anche in estate

giugno 25, 2013 9:48 am

Le otiti, ovvero le infezioni all’apparato uditivo, in genere compaiono dopo un raffreddore, come evoluzione di una infezione alla gola o ancora in seguito ad una forma allergica con formazione di fluido nell’orecchio medio.

Il male alle orecchie colpisce soprattutto i bambini. I sintomi possono includere, oltre al dolore, la formazione di un liquido o fluido giallo, prodotto dalle cellule dell’orecchio medio. Ma perché le infezioni dell’orecchio sono così frequenti nei bambini? Infatti, loro possono avere più infezioni nell’arco dell’anno. Quando i bambini prendono il raffreddore si ha una abbondante produzione di muco il quale va ad addensarsi nella Tuba di Eustachio, il canale che collega l’orecchio medio alla gola. Questo, nei primi anni di vita, è posizionato in modo orizzontale facilitando il ristagno del muco. Inoltre, il loro sistema immunitario è immaturo e non riesce a reprimere l’eventuale infezione.

Otite esterna, tipica dell’estate
L’otite esterna è tipica dell’estate e sopravviene quando un bambino frequenta la piscina, il mare e quindi bagna spesso le orecchie, per questo è anche conosciuta come l’otite del nuotatore. All’interno del condotto uditivo, nella parte più esterna, si crea un ambiente caldo umido che può predisporre all’attacco di funghi o batteri. Questo tipo di otite si presenta spesso nelle persone che frequentano le piscine. In questi luoghi è facile entrare in contatto con batteri o miceti, nonostante le misure igieniche messe in atto. Il nuoto, così come il lavaggio frequente delle orecchie dopo la piscina o anche dopo le nuotate in mare favoriscono la rimozione eccessiva del cerume, che ha la funzione di proteggere il condotto uditivo dall’ingresso di germi dannosi. Un colpo d’aria più fresca fa il resto: l’orecchio, alla visita del pediatra, presenta membrane arrossate e infiammate. Per affrontare un problema di questo tipo ci si deve rivolgere al pediatra, evitando i rimedi “della nonna” come inserire nelle orecchie cotone o cotton fioc imbevuti di olio, alcol o altro disinfettante: sono solo un veicolo di altri germi.

Otite media, è più seria
L’otite che preoccupa di più è quella media, un’infiammazione abbastanza comune nei bimbi di meno di due anni di età: colpisce la cassa del timpano. Questa è una cavità che si trova dietro la membrana del timpano e contiene la staffa, l’incudine e il martello, gli ossicini che hanno il compito di trasmettere al cervello i suoni provenienti dall’esterno. Solitamente questa infiammazione è dovuta a una complicanza di un raffreddore e o di una forma influenzale, anche nei mesi estivi possono presentarsi. La cassa del timpano è infatti collegata, attraverso la tromba di Eustachio, alla faringe. Nei bambini piccoli, l’apertura della tromba di Eustachio è ancora molto larga. È quindi facile che i germi responsabili del mal di gola e del raffreddore penetrino fino a questa zona dell’orecchio. L’otite si manifesta con un dolore continuo e fastidioso all’orecchio: è possibile accorgersene perché il piccolo vi appoggia spesso la manina. Inoltre compaiono malessere generale, nervosismo e febbre anche oltre i 39°. Nei lattanti l’otite è accompagnata spesso anche da problemi digestivi, scarso appetito dovuto alla difficoltà a deglutire, febbricola che non scompare ed insonnia. Il pediatra, attraverso l’otoscopio – una minuscola torcia elettrica con una lente di ingrandimento – guardare il timpano, se è sano è di colore grigio rosato. Un timpano infettato è di colore rosso e gonfio, in questo caso lo specialista prescrive una cura antibiotica da seguire per alcuni giorni. L’otite dura comunque circa una decina di giorni e spesso vanno via da naturalmente, quindi, non stupitevi se il vostro medico suggerisce di aspettare e vedere. Più vengono somministrati gli antibiotici, meno efficaci diventano. Questo perché i batteri imparano a reagire al farmaco, inoltre, alcune infezioni dell’orecchio sono causate da un virus, e gli antibiotici funzionano solo sui batteri.

In attesa del pediatra
Mentre si attende l’arrivo del medico è bene impedire al bambino, nel tentativo di alleviare il dolore, si tocchi l’interno delle orecchie. La febbre, solo se superiore a 38°, può essere tenuta sotto controllo con una adeguata dose di paracetamolo o di ibuprofene. Il naso del bambino va tenuto ben pulito con lavaggi di soluzione fisiologica: dal naso infatti possono migrare altri germi al condotto uditivo e rendere più seria la situazione. L’applicazione di un panno caldo sulla parte esterna delle orecchie può calmare il dolore, oppure istillare gocce per le orecchie per un rapido sollievo, ma consultare il medico prima di utilizzarli.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile di Guidagenitori.it

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