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Tutti corriamo il rischio di perdere l’udito ed il fenomeno è in aumento

dicembre 21, 2011 11:35 am

  Italiani sempre più sordi? Sembra di proprio di sì, stando alle stime dell’Associazione Italiana Ricerca Sordità – AIRS onlus. La prevenzione dei disturbi uditivi deve iniziare da bambini. Ecco cosa si dovrebbe fare. Un adulto su 6 in Italia non ha un udito normale, uno su 7 ha un difetto uditivo tale da creargli…

 

Tutti corriamo il rischio di perdere l’udito ed  il fenomeno è in aumento

Italiani sempre più sordi? Sembra di proprio di sì, stando alle stime dell’Associazione Italiana Ricerca Sordità – AIRS onlus. La prevenzione dei disturbi uditivi deve iniziare da bambini. Ecco cosa si dovrebbe fare.

Un adulto su 6 in Italia non ha un udito normale, uno su 7 ha un difetto uditivo tale da creargli problemi nella vita quotidiana e un adulto su 10 ha una perdita uditiva per la quale è raccomandabile un dispositivo uditivo. Eppure, meno di un quinto di questi soggetti impiega effettivamente un apparecchio correttivo. E non è tutto. L’incidenza dei problemi uditivi è in aumento e si prevede un incremento del 2% alla fine del prossimo decennio. La denuncia viene dall’Associazione italiana ricerca sordità (Airs) onlus, che ha di recente presentato a Roma in una conferenza stampa la Settimana Nazionale Airs per la lotta alla sordità, che si è svolta dal 24 al 30 novembre 2011.

Colpa dell’inquinamento ambientale
I problemi dell’udito riguardano anche persone relativamente giovani. Circa il 14% degli adulti tra i 45 e i 64 anni presenta un’ipoacusia, che influisce negativamente sulla qualità della vita. In Italia è stimato che il 70-75% della popolazione sia esposta a livelli di rumore ambientale superiori a quelli ritenuti accettabili dalla normativa vigente e risulta più a rischio chi vive in città, dove i rumori del traffico, dei cantieri e del condominio mettono a dura prova i nostri timpani. Durante la settimana Airs sono stati organizzati incontri con i pazienti e con i medici, eventi per informare la popolazione, porte aperte al pubblico, servizi di sportello al cittadino, conferenze stampa e, il 29 novembre, esami gratuiti dell’udito presso oltre 200 ospedali italiani. Prevenzione e diagnosi precoce, infatti, sono fondamentali per contenere un fenomeno in forte crescita. L’iniziativa nasce da un’accurata analisi dei dati della Giornata 2010, dai quali si evince che solo il 15% del campione delle persone che si sono sottoposte all’esame gratuito dell’udito ritiene di avere una buona conoscenza del problema sordità ed un terzo dei cittadini che si sono sottoposti ad un test uditivo, pur non sospettando alcun deficit, hanno appreso, invece, di avere un problema uditivo.

Subito dall’audiologo appena si ha un problema
Nel momento in cui si percepiscono i primi disturbi, come per esempio sentire ma non capire le parole, ci si dovrebbe rivolgere subito ad uno specialista. Anche ai giovani, soprattutto se frequentano discoteche o se amano i concerti rock o ascoltare musica con le cuffie, è consigliato un esame audiometrico almeno una volta l’anno. È importante individuare i problemi sin da subito per far sì che il danno all’udito non diventi irreparabile e che non comprometta la qualità di vita di una persona. Walter Marrocco, responsabile attività scientifiche Fimmg, ha ricordato la disponibilità dei medici di famiglia a collaborare con gli specialisti e stare vicino al paziente, denunciando però la difficoltà ad accedere ai servizi specialistici. Sono oltre 200 gli ospedali che hanno raccolto l’invito dell’Airs e che hanno messo a disposizione gratuitamente le proprie unità operative per la giornata del 29 novembre e, in molti casi, anche in altre date nel corso della settimana per la cittadinanza. Sul sito dell’Airs – www.associazioneairs.it – è presente l’elenco degli ospedali che hanno partecipato. Per sapere sempre a chi rivolgersi, per conoscere i diversi ruoli e le professioni che ruotano nell’ambito dell’universo sordità le Associazioni di settore hanno offerto all’Airs un servizio di sportello telefonico al cittadino per risolvere dubbi e ricevere suggerimenti.

Individuare i problemi dalla nascita
I problemi possono esserci già alla nascita: se individuati per tempo, però, è possibile affrontarli nel modo adeguato, anche con l’applicazione chirurgica di un impianto cocleare o con l’uso di piccoli apparecchi acustici. È inoltre necessario l’aiuto del logopedista per permettere al bambino un normale sviluppo del linguaggio e, quindi, una regolare vita sociale e scolastica. Possono essere molte, infatti, le cause che portano a deficit uditivi nei neonati: un parto difficile, il venire al mondo prematuramente, l’essere stati soggetti, in gravidanza, a infezioni virali e batteriche contratte dalla mamma come rosolia, herpes zoster, toxoplasmosi, citomegalovirus e altre ancora. Altra “nemica” per l’udito sano dei bambini è l’otite media, ossia l’infezione del timpano, la parte dell’orecchio che comunica con naso e gola. Causa un temporaneo abbassamento dell’udito perché l’infiammazione rende meno attiva la trasmissione dei suoni. Occorre la visita del pediatra o dello specialista otorino oltre a cure appropriate, in modo che non si verifichino complicanze che possono causare problemi permanenti anche alla struttura interna dell’orecchio. Otiti frequenti e ravvicinate, ma soprattutto non curate possono predisporre, infatti, a deficit uditivi permanenti.

In rete:
www.associazioneairs.it

Giorgia Andretti
Consulenza del prof. Giancarlo Cianfrone
Presidente dell’Associazione
italiana ricerca sordità (Airs) onlus

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