prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

In autunno sbocciano le otiti

settembre 21, 2011 12:25 pm

Arriva il fresco dopo la calda estate, portando con sé piogge e giornate ventose. Il rischio di contrarre raffreddori ed otiti è aumentato dalla convivenza in classe. Ecco cosa fare.

L’autunno inizia poco per volta a farsi sentire. All’ombra dei giardinetti si avvertono i primi colpi d’aria che inevitabilmente vanno a colpire la schiena sudata dei nostri bambini che corrono sotto un pallido sole. Di giorno il tepore si fa ancora sentire ed ecco che viene una gran voglia di scoprirsi ma, con gli sbalzi di temperatura, arrivano i primi disturbi di stagione. Per i bambini è ancora più facile prendersi un raffreddore e per la naturale conformazione del condotto d’Eustacchio, le otiti medie arrivano ad infastidire i nostri bambini. L’otite non è una patologia seria ma fastidiosa sì e, soprattutto, non va trascurata perché potrebbe causare problemi all’udito.

Conosciamo l’otite media
Approssimativamente tre quarti dei bambini hanno avuto almeno una volta una infezione all’orecchio e, di questi, sono molti coloro che contraggono l’infezione per ben tre volte nei primi dei tre anni di vita. Chiarito che l’otite è una patologia comune dell’infanzia, vediamo di cosa si tratta. Le malattie dell’orecchio medio sono infezioni di tipo virale o batterico, si sviluppano nel centro dell’orecchio e più propriamente nello spazio dietro il timpano. Le infezioni batteriche si sviluppano nel corso di un raffreddore o immediatamente dopo e posso essere acute o croniche: quelle acute si sviluppano velocemente ed altrettanto velocemente si risolvono, mentre le forme croniche sono associate al fluido che rimane intrappolato all’interno dell’orecchio. Le infezioni dell’orecchio sono quasi sempre precedute dal raffreddore. Il virus
del raffreddore causa la congestione o meglio, una sorta di blocco nel tubo di Eustacchio, il canale di passaggio tra il centro dell’orecchio e la gola. La funzione del tubo di Eustacchio è quella di far passare dell’aria nel centro dell’orecchio così da consentire un equilibrio in caso di nuovi adattamenti al cambio di pressione atmosferica. Con il raffreddore il sistema di ventilazione del tubo viene compromesso e questo causa una pressione negativa nell’orecchio del bambino, facendo di fatto accumulare dei fluidi e creando l’ambiente giusto per la formazione e sviluppo dei batteri. Il rischio che si sviluppi un’infezione è maggiore nei bambini rispetto agli adulti, questo perché il tubo di Eustacchio, oltre ad essere più piccolo di diametro,
è posizionato quasi in posizione orizzontale. Il rischio di sviluppare la malattia è maggiore se si vive a contatto con bambini raffreddati o in vicinanza di fumatori, inoltre il bambino potrebbe soffrire di male alle orecchie in caso di forme allergiche. L’infezione dell’orecchio non è contagiosa anche se il raffreddore che la precede sì.

Se l’otite è esterna
L’otite esterna è un’infezione del canale auricolare dovuto alla proliferazione batterica. La manifestazione è evidente dall’esterno come se fosse un foruncolo localizzato. Spesso questo tipo di otite viene riscontrata nei bambini che iniziano a frequentare i corsi di nuoto in piscina. L’acqua dolce e clorata delle piscine, infatti, modifica il pH del canale il quale a sua volta predispone allo sviluppo di colonie di batteri. Il dolore ed il prurito sono i sintomi lamentati dal bambino ma può essere presente anche una secrezione purulenta mista a sangue. Il pediatra potrà stabilire se è necessaria una terapia antibiotica mentre per il dolore va bene applicare compresse calde e asciutte. Per prevenire l’otite esterna da piscina, può essere praticata una irrigazione con una miscela di alcol e aceto, nella proporzione di 1 ad 1 e frizionare subito dopo che il bimbo è uscito dall’acqua. L’alcol aiuta a rimuovere l’acqua stagnante, mentre l’aceto ristabilisce il valore ottimale del pH del canale.

Per guarire occorrono gli antibiotici
La visita del pediatra alle orecchie avviene in modo veloce e praticamente indolore per i bambini. I più piccoli si mostrano spesso spaventati per l’otoscopio, quello strumento a forma di un cono rovesciato che si introduce nell’orecchio, eppure, questo è l’unico sistema per visionare la membrana del timpano e constatare se è opaca e infiammata, come avviene quando c’è l’otite. Per questo è importante cercare di mettere il piccolo a suo agio durante la visita, distraendolo e parlando in modo tranquillo e rilassato con il pediatra, come per mostrargli che non ha nulla da temere. E’ molto importante seguire attentamente le istruzioni del pediatra nel somministrare gli antibiotici, di solito per otto giorni. Anche se il bambino riesce a stare meglio in pochi giorni, è necessario continuare il trattamento antibiotico per tutto il periodo raccomandato. L’antibiotico è indispensabile per fermare la proliferazione batterica pur non alleviando il dolore, per questo è utile somministrare del paracetamolo ogni tre o quattro ore. Alcuni pediatri consigliano degli anestetici locali sotto forma di gocce, aiutano a ridurre il dolore nelle prime ventiquattro ore.

dott.ssa Rosalba Trabalzini

- -



Advertising