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Il sangue dal naso

febbraio 2, 2009 1:21 am

Con i bambini è una “urgenza” abbastanza comune: ecco cosa bisogna fare per fermare la piccola emorragia L’epistassi o sangue dal naso, rappresenta una delle urgenze più comuni nella pratica pediatrica, è poco pericolosa e non pone grossi problemi di diagnosi e terapia. La forma più comune è l’epistassi benigna, il sangue sgocciola o fuoriesce…

Il sangue dal naso

Con i bambini è una “urgenza” abbastanza comune: ecco cosa bisogna fare per fermare la piccola emorragia

L’epistassi o sangue dal naso, rappresenta una delle urgenze più comuni nella pratica pediatrica, è poco pericolosa e non pone grossi problemi di diagnosi e terapia. La forma più comune è l’epistassi benigna, il sangue sgocciola o fuoriesce spontaneamente da una sola narice e spesso si arresta spontaneamente prima che il bambino sia visitato da un medico. E’ frequente nella seconda e terza infanzia, specie verso i 10 anni di età. La sede dell’epistassi è in genere una zona riccamente vascolarizzata posta nel terzo anteriore del setto nasale, appena all’interno delle narici. La causa più frequente di epistassi è data da piccoli traumi della mucosa nasale quali starnutire o soffiare il naso forte o “mettere le dita nel naso”. E’ più frequente durante le infezioni delle alte vie aeree (raffreddori) e nei mesi invernali, in quanto un ambiente domestico surriscaldato e troppo asciutto può portare ad una eccessiva secchezza della mucosa nasale che può così sanguinare. Tra le altre cause, va ricordata la presenza di corpi estranei che i bambini, specie tra i 2 e i 5 anni di età, sono soliti infilare nel naso.

Cosa fare per fermare il sangue
Davanti ad un bambino che presenti epistassi in atto si impone un atteggiamento che tenda a tranquillizzare il piccolo paziente. Di fondamentale importanza è sapere cosa fare e cosa non fare davanti ad una epistassi del proprio bambino.

  • Innanzi tutto il bambino va fatto sedere con il capo chino in avanti e in basso in modo da evitare che ingerisca sangue. Questo potrebbe causare vomito e facilitare, per lo sforzo, la ripresa dell’epistassi.
  • Bisogna far soffiare il naso al bambino in modo da rimuovere eventuali coaguli che potrebbero ostacolare i normali processi di emostasi.
  • Stringere le narici l’una contro l’altra tra pollice ed indice per 10 minuti esatti controllati con l’orologio.
  • Utile ma non necessaria può essere una borsa di ghiaccio alla radice del naso.
  • Non introdurre mai tamponi nel naso alla cieca e più che mai non usare cotone emostatico essendo questo, fortemente caustico e impossibile da asportare completamente, si potrebbero provocare altri traumi per la mucosa nasale.
  • Nei bambini particolarmente soggetti sarà utile, a scopo preventivo, applicare due volte al giorno un po’ di vasellina crema all’interno delle narici sul setto nasale, in modo da diminuire la secchezza della mucosa.

    Come tranquillizzare il bambino
    L’epistassi, il più delle volte viene vissuta dal bambino in modo traumatico, non tanto per il disagio che l’evento provoca, quanto per la vista del sangue. Tutti i bambini sono spaventati dalla presenza del sangue, basti pensare a quando i bambini nel giocare si provocano delle escoriazioni, la loro primaria preoccupazione è la presenza del sangue sulla ferita, anche quando questo è presente soltanto in lievi tracce. Il pianto che ne consegue, è un pianto di paura, è infatti la presenza del sangue a spaventare. Per il bambino che probabilmente ha già delle difficoltà alla vista del sangue, una epistassi, dove la fuoriuscita di sangue è abbondante e la coagulazione non è così rapida, viene vissuta come qualcosa di grave che sta capitando alla sua persona. La rassicurazione in questi casi è fondamentale. Va strutturata una desensibilizzazione alla vista del sangue, i bambini vanno esposti gradualmente alla vista del ” rosso”. Con un pennarello rosso si disegnano delle macchie sulla pelle simulando del sangue, si passa poi alla esposizione del sangue reale (può essere utile un poco di fegato od altro organo ricco di sangue al fine di provocare una piccola macchia sulla pelle). Il tutto deve avvenire con il massimo della rassicurazione , spiegando al bambino che una fuoriuscita di sangue, non rappresenta un evento pericoloso per la propria vita.
    Usando questa piccola strategia, si evita che il bambino acquisisca e mantenga la paura più o meno intensa alla vista del sangue. Le paure acquisite entrano a far parte del corredo personale che ognuno di noi si porta dietro per il resto della vita.

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    Dott. Giuseppe Baviera
    Medico chirurgo,Pediatra di famiglia, specialista in Allergologia

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