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Otite nei bambini: Prevenzione e cura

settembre 29, 2008 12:00 pm

Importante individuare i fattori di rischio per evitare l’insorgenza di più gravi patologie croniche Dolore all’orecchio, prurito, ridotta capacità uditiva, dolorosa percezione di rumori: siamo di fronte all’infiammazione dell’orecchio, l’otite, una delle patologie che colpiscono i bambini con maggiore frequenza. Questi sintomi principali possono essere associati ad altri, quali la febbre, il vomito, la diarrea,…

Importante individuare i fattori di rischio per evitare l’insorgenza di più gravi patologie croniche

Dolore all’orecchio, prurito, ridotta capacità uditiva, dolorosa percezione di rumori: siamo di fronte all’infiammazione dell’orecchio, l’otite, una delle patologie che colpiscono i bambini con maggiore frequenza. Questi sintomi principali possono essere associati ad altri, quali la febbre, il vomito, la diarrea, i brividi di freddo e la nausea.

Otite, una patologia diffusa tra i bambini e i neonati
Questa patologia si presenta frequentemente: circa 1/3 dei bambini di un anno ha sofferto di un episodio di otite. Riveste quindi un ruolo importante dal punto di vista sociale per i costi e le preoccupazioni che coinvolgono i genitori. Un otite severa e ricorrente può portare ad altre patologie croniche provocando sordità e talvolta complicanze importanti: la sordità incide sulla qualità della vita e nel bambino riveste un ruolo importante nell’evoluzione intellettiva. Gli stimoli uditivi sono fondamentali per la maturazione del linguaggio e delle capacità cognitive. Per questi motivi da anni nei paesi industrializzati è in corso una battaglia contro questa patologie, che ha raggiunto risultati ragguardevoli, attraverso la cura e la prevenzione.

Prevenzione: I fattori di rischio da individuare
Una prima analisi va fatta sui fattori di rischio, che vanno attentamente considerati nella gestione del bambino affetto frequentemente da otite, e, se possibile rimossi:

  • esposizione continuata alle fonti di inquinamento tipiche delle aree metropolitane
    fumo passivo;
  • scolarità precoce: frequentazione abituale di asili nidi fin dai primi mesi di vita;
  • uso eccessivo di ciuccio e biberon;
  • presenza di animali in casa.
    L’insorgenza di questo tipo di patologia peggiora in presenza di grande inquinamento atmosferico a causa dell’inalazione di sostanze tossiche, nei soggetti predisposti, e in molti casi si acutizza in conseguenza di una scolarità precoce, poiché la comunità di bambini è un veicolo di batteri e infezioni, soprattutto perché il sistema immunitario prima dei tre anni, non essendo ancora venuto in contatto con questi “ospiti indesiderati” dell’organismo non è ancora del tutto in grado di fronteggiarli adeguatamente.
    Anche l’utilizzo di succedanei materni come ciuccio e biberon, se protratto oltre l’anno di età, può provocare l’insorgenza dell’otite. Questi ultimi non permettono la maturazione di una corretta deglutizione: ricordano infatti al bambino la suzione, la sua prima deglutizione.
    Respirare l’epitelio di criceti, conigli, gatti e cani può, nei soggetti predisposti, provocare infiammazioni alle adenoidi, queste ultime si ipertrofizzano a causa di continue infezioni e infiammano le tube di Eustachio, che a loro volta provocano infezioni virali e batteriche all’orecchio.

 

Cura: I farmaci per affrontare il problema
Questa patologia si combatte con il riconoscimento dei fattori di rischio che portano il bambino a soffrire di episodi ricorrenti. Quando l’otite viene diagnosticata si può intervenire con un analgesico, da somministrare tenendo il bambino in posizione eretta e richiedendo al pediatra gli antibiotici più opportuni al caso. Nei casi di otite ricorrente è necessario rivolgersi all’otorino per una valutazione più approfondita.

 

Maura Macciò

 

Ha collaborato:
Prof. Giovanni Ralli

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