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Le rinosinusiti

maggio 21, 2007 12:00 pm

Così si chiamano le fastidiose infiammazioni delle cavità paranasali: le cause, i rischi, la terapia I seni paranasali sono delle cavità, piene di aria, ricavate all’interno delle ossa della testa, quest’ultime danno il nome agli stessi seni paranasali: seni etmoidali (osso etmoidale), seni frontali (osso frontale), seni mascellari (osso mascellare) e seno sferoidale (osso sfenoide).…

Così si chiamano le fastidiose infiammazioni delle cavità paranasali: le cause, i rischi, la terapia

I seni paranasali sono delle cavità, piene di aria, ricavate all’interno delle ossa della testa, quest’ultime danno il nome agli stessi seni paranasali: seni etmoidali (osso etmoidale), seni frontali (osso frontale), seni mascellari (osso mascellare) e seno sferoidale (osso sfenoide). Le loro funzioni sono: ridurre il peso del cranio, aumentare la sua resistenza, arricchire di risonanza la voce. Queste cavità sono in comunicazione con il naso attraverso dei piccoli condotti detti osti. Alla nascita sono presenti solo due seni paranasali: etmoidali e mascellari. Gli altri si sviluppano nel corso dei primi 6 anni di vita. La loro evoluzione procede molto lentamente e si può considerare conclusa solo al termine dello sviluppo puberale.

Perché si infiammano
L’infiammazione di una o più cavità paranasali è chiamata sinusite. Alla base di ogni forma sinusitica vi è l’ostruzione dell’ostio corrispondente che quasi sempre è causata da infiammazione del naso. Pertanto si ritiene più corretto parlare di rinosinusite. L’ostruzione dell’ostio provoca un ciclo patologico autoalimentatesi, favorito dal ristagno delle secrezioni, dal danneggiamento dell’epitelio, dalla variazione dell’acidità e dalla l’aggressività della flora batterica. Si può arrestare questo ciclo solo rimuovendo il blocco dell’ostio.
Diverse sono le cause della sinusite: adenoiditi ricorrenti, riniti allergiche, asma bronchiale, deficit anticorpali.
La presenza di adenoidi non è essenziale per il verificarsi di sinusiti. Solo i bambini con un marcato incremento di germi patogeni nelle adenoidi, a prescindere dal loro volume, quindi affetti da adenoidite, presentano segni di sinusite.
Nella rinite allergica la mucosa nasale si presenta gonfia con ipersecrezione mucosa e conseguente riduzione dell’ostio dei seni paranasali che risultano quindi predisposti all’evento sinusitico.
La sinusite si manifesta più frequentemente in bambini affetti da asma bronchiale. Il 90% dei bambini affetti da asma hanno una storia di sinusite. E’ noto che i bambini trattati chirurgicamente per sinusite spesso guariscono o migliorano dall’asma.
Tra i deficit anticorpali alcuni sono di particolare interesse in quanto transitori, altri invece, possono essere considerati dei veri e propri “buchi” del sistema immunitario: il piccolo paziente non reagisce solo verso un numero isolato di agenti patogeni. Nel caso, quindi, di sinusiti ricorrenti in assenza di evidenti condizioni predisponenti, è doveroso eseguire uno studio immunitario del piccolo paziente.

La diagnosi
La diagnosi di patologia sinusitica in età pediatrica deve essere fatta tramite un’accurata anamnesi ed un attento esame specialistico. In particolare ha molta importanza l’esplorazione delle cavità nasali (rinoscopia) con cui lo specialista Otorinolaringoiatra può controllare gli osti di drenaggio dei seni paranasali da cui in caso di sinusite, fuoriesce secrezione mucosa, sierosa o purulenta. La sintomatologia della sinusite, infatti, non ha in se caratteristiche di specificità che permettono di differenziarla da altre patologie del naso. Anche il dolore è un sintomo incostante e poco frequente nel bambino a tal punto da non poter essere preso come linea guida.
Le sinusiti infettive si manifestano con ostruzione nasale, secrezione purulenta dal naso, spesso febbre, iperemia della mucosa nasale, otalgia, scolo retronasale.
Le sinusiti allergiche, invece, sono caratterizzate da ostruzione nasale, secrezione acquosa, starnuti, prurito nasale, edema e pallore della mucosa nasale. C’è inoltre positività delle prove allergiche cutanee ed ematiche.
La genericità dei sintomi esposti rinforza il concetto che è solo l’esame specialistico permette di formulare con certezza la diagnosi di sinusite.

Gli esami da eseguire e quelli inutili
Gli esami strumentali (RX cranio e/o TC dei seni paranasali) non sempre ci sono di aiuto. Questi, infatti, a differenza dell’adulti, possono evidenziare alterazioni della mucosa e/o della conformazione anatomica dei seni non necessariamente riconducibili a sinusiti.
Il ricorso agli esami strumentali è indicato quando si deve decide per un trattamento chirurgico. Da evitare il tampone nasale o adenoideo per la ricerca di patogeni. E’ noto, infatti, che non esiste correlazione tra i patogeni isolati nel naso o sulle adenoidi e quelli causa di sinusite.

Perché la sinusite si cronicizza
Nel caso in cui il blocco dell’ostio di drenaggio del seno paranasale non si risolve completamente la sinusite acuta tende a cronicizzarsi evolvendo in forma cronica. La forma cronica sovente presenta una sintomatologia così sfumata che il suo riconoscimento clinico risulta impossibile se non ricorrendo alla rinoscopia. Non è raro trovare pazienti in età pediatrica con indicatori di infezione positivi agli esami del sangue in cui solo un attento esame otorinolaringoiatrico permette di collegare la compromissione dello stato generale ad una forma sinusitica cronica.

I germi più spesso causa di sinusite
Dagli studi condotti su questo tipo di pazienti risulta che i germi che più frequentemente possono causare la sinusite (90% dei casi) sono lo Streptococco pneumonite, la Moraxella catarrhalis e Hemophilus influenzae. Fortunatamente questi germi sono sensibili ai più comuni antibiotici utilizzati nella pratica clinica in età pediatrica.

La terapia medica
Oltre che gli antibiotici, la terapia medica delle sinusiti batteriche si avvale anche di cortisonici, mucolitici, somministrati per via orale o mediante aereosol terapia o con gocce nasali. Nelle forme allergiche ai farmaci sopra ricordati si aggiunge l’uso di antistaminici.

 

Dott. Massimo Fusconi

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