prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Podologia e prevenzione

agosto 29, 2000 12:00 pm

Le anomalie a carico del piede potrebbero essere evitate grazie ad un’indagine effettuata da bambini La prevenzione, soprattutto nel campo sanitario, rappresenta naturalmente la fase determinante e spesso decisiva per impedire la comparsa di una patologia o attenuarne gli effetti negativi. Quanto più essa è precoce, tanto più ha la possibilità di successo. Quindi, per…

Le anomalie a carico del piede potrebbero essere evitate grazie ad un’indagine effettuata da bambini

La prevenzione, soprattutto nel campo sanitario, rappresenta naturalmente la fase determinante e spesso decisiva per impedire la comparsa di una patologia o attenuarne gli effetti negativi. Quanto più essa è precoce, tanto più ha la possibilità di successo. Quindi, per definizione, sono proprio le visite effettuate sui bambini quelle che possono scongiurare futuri problemi. Ciò è vero anche nel settore della podologia. Molte delle anomalie a carico del piede che si presentano nell’adulto potrebbero infatti essere prevenute se vi fosse stata un indagine podologica precoce. Per questo motivo, sta assumendo un ruolo sempre più importante e definito il Podologo, una figura professionale dell’area sanitaria destinata a potenziare e affinare le proprie competenze, per rispondere meglio alle esigenze dell’utenza. In base alla recente Riforma Sanitaria, la pratica professionale esigerà almeno l’acquisizione di una Laurea di I° Livello- trasformazione delle attuali cosiddette Lauree Brevi- che consentirà altresì l’allineamento delle altre realtà europee. Cerchiamo ora di vedere quali possono essere le varie anomalie podaliche che si possono riscontrare in un bambino. Quelle che maggiormente preoccupano i genitori sono per lo più di natura Biomeccanica, ad esempio il piede piatto- di certo la più frequente o rimarcata anche per le sue implicanze culturali, il piede pronato o supinato, l’alluce valgo, le dita non ben allineate le ginocchie vare o valghe, le anomalie della marcia (a punta in dentro o in fuori). L’analisi di ognuna di tali alterazioni, richiede un esame attento non solo del piede ma di tutto l’assetto scheletrico, proprio per cogliere le cause vere dell’atteggiamento “viziato” che può assumere il piede. Ciò è importante anche per definire gli indirizzi diagnostici e la strategia terapeutica. E’ utile sapere a tale proposito che il podologo può intervenire in questa fase con presidi ortesici plantari o digitali che possono, in molti casi e soprattutto se controllati periodicamente con cura, ridurre le alterazioni in questione. Individuarle con tempestività significa infatti consentire al bambino uno sviluppo controllato e favorire quelle attività psicomotorie che sono essenziali alla vita infantile. Oltre a queste anomalie “biomeccaniche”, cadono all’attenzione del podologo altre affezioni non meno trascurabili, come le unghie incarnite, le unghie ipertrofiche o le verruche, le procedure podologiche possono risolvere in semplici e non dolorose sedute ambulatoriali. In generale, a parte situazioni particolari, la prima visita podologica dovrebbe essere effettuata intorno ai 3-4 anni di età e in seguito almeno una volta all’anno per tutto il periodo della scuola elementare. Per il prossimo futuro, l’Associazione Italiana Podologi auspica che visite podologiche possano essere effettuate, come screening di massa, presso le scuole al fine di impostare un’efficace strategia di prevenzione per le affezioni del piede.

 

Mauro Montesi

- -



Advertising