prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Come risolvere i problemi di scoliosi

gennaio 15, 2010 12:38 pm

La diagnosi precoce è fondamentale ed è importante controllare i bambini intorno ai 6 anni e durante la pubertà. La cura dipende poi dalla gravità e dalla velocità di evoluzione. Femmina, adolescente, tiene troppo spesso la schiena storta, con alcuni casi di scoliosi in famiglia: ecco il tipico soggetto al quale può venire diagnosticata la…

Come risolvere i problemi di scoliosi

La diagnosi precoce è fondamentale ed è importante controllare i bambini intorno ai 6 anni e durante la pubertà. La cura dipende poi dalla gravità e dalla velocità di evoluzione.

Femmina, adolescente, tiene troppo spesso la schiena storta, con alcuni casi di scoliosi in famiglia: ecco il tipico soggetto al quale può venire diagnosticata la scoliosi. Ma cosa sappiamo oggi su questa diffusa ma ancora poco conosciuta patologia? Quali i falsi miti da sfatare?
Guardando un paziente di fronte non dovrebbero essere visibili curve nella sua colonna; quando si manifesta invece una curvatura siamo in presenza di scoliosi. La scoliosi è una deviazione permanente della colonna vertebrale che ha tendenza al peggioramento nel tempo, soprattutto durante il periodo della crescita; ha molteplici cause, nella maggior parte dei casi sconosciute.

Cause e origine della scoliosi
La scoliosi può essere il sintomo di alterazioni del midollo spinale e di diverse patologie come la spina bifida, la distrofia muscolare, le atassie spino-cerebellari. Molto più spesso la scoliosi è idiopatica, cioè non ha cause evidenziabili. Si è però dimostrato per la scoliosi idiopatica esiste una componente genetica e si sono localizzati i geni “colpevoli”, anche se la comparsa di questa patologia, nei soggetti portatori non è matematica, ma solo più probabile; infatti soffrono di scoliosi il 2-3 per mille delle persone, ma per chi ha famigliari affetti la percentuale sale a 2-3 per cento. Il fattore genetico è quindi molto importante. La scoliosi colpisce entrambi i sessi ma con maggior prevalenza le femmine: si parla del 70-80% di casi.

Come si arriva ad una diagnosi corretta
È importante portare i bambini dal pediatra per controlli periodici, soprattutto nelle due fasi di massima velocità di accrescimento della colonna vertebrale: durante la cosiddetta proceritas prima, attorno ai 6 anni, e durante il cosiddetto spurt puberale, che inizia con la comparsa dei caratteri sessuali secondari, che nelle bambine si verifica verso i 10 anni. Lo specialista può riconoscerla a occhio nudo attraverso il cosiddetto “bending Test anteriore”: il paziente tiene le gambe tese e le mani unite, poi flette il busto in avanti, se a lato della colonna si formano delle gibbosità siamo in presenza di una scoliosi. L’entità della patologia andrà poi verificata con attenzione attraverso una radiografia, e fatta valutare da un ortopedico.

Quando è necessario preoccuparsi
È bene sottoporre a controlli medici specialistici i bambini che presentano asimmetrie e posture scorrette della colonna vertebrale. Un diagnosi precoce è molto importante, poiché la correzione della curva è spesso impossibile: “in dietro non si torna”. La cura consiste nell’esercitare la migliore opposizione possibile al peggioramento della curva scoliotica.
Dopo il primo fondamentale passo di una diagnosi precoce, che distinguerà subito un semplice atteggiamento scoliotico da una vera scoliosi, il pediatra deciderà infatti se chiedere il giudizio dello specialista ortopedico, che a sua volta, in base all’entità della curva e all’età del bambino deciderà se iniziare una cura o seguire solo un monitoraggio. La cura della scoliosi è molto complessa e richiede continue verifiche, conferme e cambiamenti. È come una partita a scacchi: bisogna aspettare la mossa dell’avversario, la scoliosi, e aggiustare continuamente il tiro con le cure.

Quali solo le cure possibili
Nei casi più lievi si ricorre ad una rieducazione posturale. Nei casi lievi nei casi più gravi occorre l’applicazione del bustino ortopedico, al quale tale rieducazione va accompagnata, da portare a seconda dei casi, solo di notte, solo a casa o tutto il giorno. Nei casi in cui la scoliosi continua a peggiorare nonostante l’uso del corsetto ortopedico, si ricorre al gesso. La curva scoliotica, al di sotto di una certa entità, se ben curata con tali metodi, generalmente si stabilizza a fine crescita e difficilmente pone problemi futuri; ma se è molto evolutiva e raggiunge una certa gravità continua a peggiorare anche dopo la fine della crescita. In caso di scoliosi gravi, occorre quindi accedere alla chirurgia, che consiste nel correggere quanto più possibile la curva e nel fissarla in tale posizione corretta mediante innesti di tessuto osseo e dispositivi metallici, fissati alle vertebre e lasciati in tale sede in permanenza. Tale intervento è molto importante, pone dei seri rischi e comporta la perdita del movimento nel tratto di colonna vertebrale operato: va quindi eseguito solo nei casi in cui è strettamente necessario.

Falsi miti sugli sport utili
Tutti gli sport fanno bene: fare movimento è una sana abitudine troppo spesso sostituita, nei bambini, da lunghe sessioni di videogiochi e televisione, il che non aiuta la salute, neppure dal punto di vista ortopedico. Attenzione a non mitizzare il senso positivo solo alcuni sport come il nuoto, a lungo ritenuto una panacea, mentre invece in alcuni casi specifici può essere persino dannoso. Al contrario su sport come il tennis, rigorosamente sconsigliato per anni, non esistono evidenze mediche di insorgenza o peggioramento delle patologie scoliotiche, mentre l’equitazione, se ben praticata, è da considerarsi decisamente utile per lo sviluppo posturale della colonna vertebrale. L’importante per tutti gli sport è praticarli in modo piacevole e rilassato, soprattutto con buon senso, ricordando che stiamo aiutando un bambino a crescere meglio e che non c’è alcun bisogno di farne per forza un piccolo campione.

 

Maura Macciò

 

Ha collaborato:
Prof. Stelvio Becchetti

- -



Advertising