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Cosa fare in caso di sospetto di una frattura

novembre 16, 2016 9:31 am

Ai bambini capita spesso di subire un trauma nella pratica sportiva o nel gioco con il risultato di procurarsi una contusione o addirittura una frattura, vediamo insieme cosa fare.

Il maggior fastidio delle contusioni e fratture è costituito dall’edema e dalla dolorabilità, soprattutto davanti ad una frattura scomposta. Purtroppo questi inconvenienti possono capitare spesso, soprattutto durante la pratica di alcune discipline sportive come ad esempio quelle che implicano combattimenti corpo a corpo come le arti marziali o gli sport di squadra come il calcio o la palla a volo. Se vostro figlio torna a casa dal campo calcio o dalla pista di pattinaggio e si lamenta di un dolore da qualche parte, è necessario verificare da cosa è provocato. Una attenta osservazione vi aiuta a capire cosa sta succedendo.

Quando sospettare una frattura
Le fratture possono essere di due tipi, composte, quando l’osso è più o meno spezzato ma l’intera struttura ossea resta nella forma normale oppure scomposta, quando l’osso oltre che essere spezzato è fuori allineamento dalla forma normale. Alcuni sintomi sono gli stessi, altri aiutano a capirle meglio:
•Dolore. Il bambino può lamentare una forte dolorabilità quando tenta di muovere l’arto e quindi camminare o sollevare qualcosa o fare pressione su un arto.
•Lividi. Può comparire la presenza di un livido, frutto di una piccola emorragia interna nella zona della lesione.
•Gonfiore. Gran parte dell’area in cui viene lamentato il dolore si gonfia così da mostrare una notevole differenza tra i due arti similari.
•Rumore. Il bambino può dire di aver sentito un rumore nel momento del trauma.
•Intorpidimento. Potrebbe essere un segno della compressione di un nervo sia a seguito del gonfiore sia della frattura che può aver sfiorato una terminazione nervosa .
•Difficoltà a tenere una posizione. Il bambino può avere difficoltà mantenere in asse l’arto infortunato.
•Arto più corto del similare. E’ il segno di una frattura scomposta, l’osso rotto uscendo fuori asse mostra una vera e propria deformità.
Tutti questi parametri non ci danno in assoluto il segno di una lesione perché alcuni bambini possono ancora muoversi anche in presenza di una frattura composta. Una radiografia è comunque necessaria per aiutare fare la diagnosi certa.

Cosa si può fare subito
Se ci si rende conto che si sia verificata una frattura, è necessario fare in modo che il bambino venga lasciato tranquillo e che non muova assolutamente la parte infortunata. Va poi trasportato in ospedale, sempre in posizione sdraiata. La zona fratturata dovrebbe essere immobilizzata con stecche e una fasciatura. Per la steccatura, va bene utilizzare un bastone rigido o una piccola asse, possibilmente dopo averli imbottiti con fazzoletti o pezzi di stoffa, per evitare di arrecare ulteriore dolore alla parte. Il braccio deve essere immobilizzato teso oppure piegato, appoggiato contro il busto che serve da sostegno. La gamba va immobilizzata diritta, eventualmente utilizzando come sostegno la gamba sana. Nel caso in cui ci sia anche una ferita con perdita di sangue, è bene coprire la parte con una benda sterilizzata o un fazzoletto pulito. Non si deve assolutamente cercare di far alzare il piccolo infortunato e non dare alimenti, bevande o medicine al bambino, in caso di un intervento chirurgico è così al sicuro.
Deve invece essere tolto l’indumento che copre l’arto, nel caso tagliare se non è possibile togliere gli indumenti intorno alla zona lesa in modo da non causare alcun dolore aggiuntivo.
Se si riesce a vedere l’osso rotto, assicurarsi che il bambino è coricato. Poi mettere sulla zona un tampone di garza sterile o, se non ci sono nelle vicinanze, un panno pulito. Non cercare di spingere l’osso al suo posto, anche se è difficile da guardare, e non lavarlo. Applicare del ghiaccio o un impacco freddo e metterlo sulla pelle vicino alla zona lesa. In questo modo verrà attenuato il dolore. Evitare il ghiaccio nei bambini molto piccoli, la temperatura troppo fredda può ferire la pelle.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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